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graffiti trenord 10

di Fabio Massa

 

I primi giorni di ottobre i vertici di Trenord verranno convocati dall'assessore Maurizio Del Tenno. La motivazione - secondo quanto può riferire Affaritaliani.it - è di discutere del nuovo piano industriale. Nel quale, per stessa ammissione dell'assessore, non si fa alcuna menzione della fusione tra Atm e Trenord. Ma di certo sarà uno degli argomenti che verranno messi sul tavolo di discussione. Tanto quanto verrà messa sul tavolo un'altra situazione, quella dei ritardi, che - dai dati in possesso di Affaritaliani.it - appare con un trend in netto peggioramento. L'azienda, ufficialmente, fornisce i dati annuali: "puntualità ai 5 minuti, media giornaliera 2013 all'87 per cento, contro una media 2012 al 90 per cento". E ancora: "la puntualità ai 10 minuti nel 2013 corrisponde a quella del 2012: 96%". Tuttavia, a questo dato deve essere messa una tara non da poco: i guasti del dicembre 2012, che hanno comportato un peggioramento incredibile rispetto agli standard del contratto di servizio (11,93 contro 3,20). L'indice è l'RMP (ritardo medio per passeggero).

Che cosa dicono quindi i dati che Affaritaliani.it ha in suo possesso? Che il servizio sta tornando ai livelli del 2010, con un peggioramento costante, mese dopo mese. A gennaio 2013 l'indice del ritardo registra un 3,27 rispetto al 3,20 degli standard previsti dal contratto di servizio. A febbraio 3,27 contro il 3,00 previsto. A marzo il 3,15 contro il 2,50 previsto e il 2,15 del 2012. Ad aprile il 2,93 contro il 2,30 del target e il 2,08 dello scorso anno. E ancora: a maggio il 3,16 rispetto al 2,30 obiettivo e al 2,25 del 2012; a giugno il 2,92 rispetto al 2,64 del 2012  e al 2,30 obiettivo; a luglio il 2,90 rispetto al 2,48 del 2012 e al 2,30 previsto. Infine, ad agosto il contratto di servizio è rispettato 2,27 rispetto a 2,30 ma in peggioramento rispetto al 2012 (2,05), e al 15 settembre il ritardo è di 3,16 contro il 2,51 del 2012 e il 2,30 previsto. Ovviamente quest'ultimo dato è parziale, ma il trend pare preoccupante. Anche perché, nella tabella degli indicatori di regolarità, appare chiaro che i mesi invernali sono quelli più critici, dove i ritardi si fanno più consistenti per le avverse condizioni climatiche in Lombardia. Detto questo, l'ultima colonna del report che gira in Trenord è sintetica: rispetto all'agosto 2012 nel 2013 la media dei ritardi è del 3 per cento rispetto al 2,44. Un aumento del 23,1 per cento.

Buono invece il quadro delle soppressioni complessive, con dati in diminuzione del 4,1 per cento sull'anno, anche se negli ultimi tre mesi la performance non è stata buona. L'assessore Del Tenno si mostra ottimista, e in un'intervista ad Affaritaliani.it spiega che gran parte dei ritardi sono dovuti ai tanti lavori sulle linee, e che si intende arrivare al recupero proprio nell'autunno-inverno. Anche perché, se la performance dovesse rimanere inferiore agli standard, si rischierebbe un impatto anche sui conti e sui bilanci 2014. La Regione infatti determina un aumento dei contributi in base all'inflazione e a una parte legata alla qualità. Se gli standard non sono raggiunti, si può addirittura determinare un aumento minore rispetto all'inflazione dei contributi pubblici. Con conseguente danno per i bilanci del gruppo.

@FabioAMassa

Tags:
trenord pendolari ritardi






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