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Milano

 

 

trenord atm autostrada 500

di Fabio Massa

 

Il documento sarà consegnato al Comune nel giro di 48 ore, stando a rumors di Affari. Sulla fusione Atm-Trenord il tavolo di lavoro sta lavorando indefessamente. In effetti, come aveva scritto Affari, l'unione non sarà tra l'Azienda di trasporti e le ferrovie, ma tra Atm e FNM, la quotata di Regione Lombardia che ha in pancia, appunto, Trenord. Anche per questo i volumi di Borsa sono schizzati verso l'alto per tutto ottobre, quadruplicandosi. E il titolo è salito non poco.

Tuttavia non è finita qui. Il gruppo di lavoro ha come advisor Mediobanca e come advisor legale lo studio Bonelli Erede Pappalardo. All'interno di questo contesto Roberto Maroni ha messo un manager fedelissimo come Giuseppe Bonomi, che sta portando avanti un progetto che fa storcere il naso ad alcuni ma che è fortissimamente voluto dalla Regione, volenti o nolenti i vertici di FNM, Trenord e Infrastrutture Lombarde. Perché Infrastrutture Lombarde? Perché - secondo quanto può rivelare Affari - il piano sarebbe notevolmente più ambizioso di quel che è trapelato fino ad oggi. L'integrazione tra FNM e Trenord è infatti solo uno degli aspetti di un progetto che vorrebbe creare il più grande soggetto operante nel settore dei trasporti di tutta la Lombardia. L'idea non è di oggi, ma risale a qualche anno fa.

Tre erano gli ambiti sui quali espandere FNM, in base a quel progetto. Il trasporto su ferro, con l'unione Trenord-Atm. Il trasporto su gomma, con il controllo di tutte le nuove autostrade milanesi. E il trasporto aereo, con la Sea e gli scali di Malpensa e Milano. Su quest'ultimo argomento però la strada non è percorribile, visto che il Comune ha ceduto nel frattempo una parte di Sea a F2i. E' invece allo studio la questione delle autostrade. Attualmente ad avere il pallino è la Provincia di Milano, che è un ente morente. E che - soprattutto - ha deciso di varare un nuovo bando per vendere le sue partecipazioni azionarie. Il problema è che si vocifera che pure questo bando andrà deserto, visto che Serravalle ha in pancia Pedemontana, che richiede investimenti ingentissimi. A questo punto, se davvero la Regione vuole costituire un "polo", ha due vie. La prima è quella di proporre un acquisto al presidente della Provincia Guido Podestà, una volta andato deserto pure questo bando. La seconda è quella di lavorare sulla fine della Provincia, cercando di far attribuire le competenze a Palazzo Lombardia nel difficile percorso di transizione verso la città metropolitana. Ovviamente, in questo quadro, il ruolo di Infrastrutture Lombarde verrebbe a subire una diminutio non da poco. Altro tema è la gestione di Trenord. Ancora non è stato rinnovato il contratto, e questo già è un segnale del "gradimento" della Regione sull'operato dei vertici. Poi ci sono i dati di puntualità, non certo buoni. Infine l'emergere di una parentopoli sempre più vasta. Ma questa è un'altra puntata di "viaggio in Trenord".

@FabioAMassa

Tags:
viaggio trenord







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