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Moda
Coronavirus, appello di Alessio Marco Ranaldo per la riapertura delle aziende

Migliaia di metri di tessuto imballati pronti per essere spediti sono fermi nei magazzini di Prato. Gli industriali del tessile lanciano l’allarme. Sarà un problema economico ma anche sociale migliaia di posti di lavoro messi a rischiano dopo questa crisi. "Il distretto deve assolutamente riaprire presto", dice Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, "già dal 14 aprile attuando tutte le norme di sicurezza che devono essere fatte, attuando anche forme di rientro scaglionate ma bisogna dare continuità alla filiera produttiva". Anche per Andrea Cavicchi, presidente della sezione Sistema Moda di Confindustria Toscana Nord, il settore moda è quello che risentirà di più della crisi, "le vendite nei negozi si sono fermate completamente ed è un settore in cui si lavora a stagione. Già molti clienti hanno chiesto dei posticipi nei pagamenti". Per Alessio Marco Ranaldo,  presidente Confindustria Toscana, il costo per ogni giorno di chiusura significa 60 milioni di euro di valore aggiunto persi per ogni giorno di chiusura in Toscana (1,2 miliardi di euro al mese) e perdere questo valore aggiunto sul territorio ogni giorno significa mettere a dura prova il  sistema nel futuro. "Ovviamente chiediamo una riapertura graduale tenendo ben presente la salute dei lavoratori, che deve essere la preoccupazione primaria. Il tema che deve essere chiaro da oggi fino al 13 aprile è non se riaprire le aziende ma sul come riaprirle. E la salute dei lavoratori non va contro la salute delle aziende, ma vanno di pari passo. A garanzia della tutela dei lavoratori sono state sottoscritte con Regione Toscana e sindacati delle linee guida per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Al governo chiediamo di portare l’attenzione sulla ripartenza e di mettere le aziende nelle condizioni di poter riaprire. Non esiste azienda che possa stare chiusa a fatturare zero per più di due mesi e non avere un problema di liquidità. Il tessile probabilmente è il settore più colpito, perché è quello che lavora di più sull’export del prodotto. Per far ripartire il sistema è necessario occorre far collaborare istituzioni ed aziende su una strategia comune per la rimessa in modo del meccanismo. Bisogna evitare che la recessione si trasformi in depressione, dalla quale è molto difficile rialzarsi." Intanto un segnale di ottimismo arriva da Firenze dai vertici di Pitti Immagine, che decidono di posticipare, e non cancellare, l’edizione estiva di giugno dei saloni della moda, nel mese settembre. Il CdA di Pitti Immagine, riunito ieri in video conferenza, ha infatti annunciato il nuovo calendario dei saloni Pitti, decidendo di posticipare i saloni fiorentini della moda, mentre solo Pitti Taste viene definitivamente cancellata. Queste le nuove date dei saloni fiorentini: Pitti Immagine Uomo dal 2 al 4 settembre (3 giorni), Pitti Immagine Bimbo 9-10 settembre (2 giorni) Pitti Immagine Filati è confermata e l’esatta collocazione in calendario verrà discussa in occasione del prossimo Comitato Tecnico del salone, in programma l'8 aprile, Fragranze 11-13 settembre, alla Stazione Leopolda di Firenze; Super 24-27 settembre, al Padiglione Visconti a Milano; Taste rinviata alle date ordinarie del 2021 (13-15 marzo). Inoltre, in accordo con le indicazioni espresse dall’Amministratore Unico di Stazione Leopolda, Agostino Poletto, il CdA di Pitti Immagine ha preso atto e convenuto sulla decisione di rinviare la prima edizione di Testo (l’evento dedicato all’editoria italiana, già riprogrammato per i primi di giugno) alla seconda metà di febbraio 2021. “Tanto le aziende espositrici quanto i compratori – afferma Antonella Mansi, vice-presidente di Pitti Immagine e presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana – sottolineano infatti quanto siano decisive delle straordinarie misure economiche, sotto forma di contributi a fondo perduto o di prestiti agevolati, che incentivino la partecipazione ai prossimi appuntamenti internazionali che si terranno in Italia e all’estero. Al Governo sono in discussione ulteriori pacchetti di sostegno alle imprese e da parte nostra ci impegniamo a far pervenire i nostri suggerimenti al Ministero degli Affari Esteri, tramite Agenzia Ice, e a Confindustria, a integrazione di quanto sta già facendo il Comitato Fiere Industria”.


 

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