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Moda
Venezia 77, Luca Guadagnino racconta in un film la vita di Salvatore Ferragamo

Salvatore Ferragamo realizza il sogno della sua vita: creare le scarpe più belle del mondo e farle indossare alle dive di Hollywood. Le sue creazioni sono ancora oggi studiate nelle accademie di moda

La moda di Salvatore Ferragamo, il mitico calzolaio delle dive che ha fondato nel 1927 un gruppo emblema di stile e classe italiana, approda sulle passerelle della 77°Mostra del Cinema di Venezia attraverso il racconto del regista Luca Guadagnino (tra i suoi film di maggiore successo The Protagonists, Melissa P., Io sono l'amore, A Bigger Splash, Call Me By Your Name, Suspiria) che si è cimentato nel racconto di un protagonista unico del made in Italy, attraverso i ricordi più intimi dei familiari, dei filmati d'epoca, delle foto e dell'archivio custodito all'interno del Museo Ferragamo di palazzo Spini Feroni di via Tornabuoni a Firenze, headquarter della casa di moda fiorentina fin dagli anni 30. Salvatore – Shoemaker of Dreams, così si intitola il docufilm presentato nella sezione Orizzonti della mostra veneziana,  in cui c'è anche la testimonianza di Martin Scorzese, parte dal racconto che va dall’infanzia a Bonito, dove Ferragamo ha realizzato le sue prime scarpe, al viaggio in America in cerca di fortuna; Da apprendista ciabattino a Napoli a proprietario dell’Hollywood Boot Shop in California. La scelta di tornare in Italia, vivere e lavorare a Firenze, l’artigianato e l’ascesa al successo imprenditoriale, fino alla definitiva consacrazione che lo ha portato a realizare capi unici ancora oggi presi ad esempio dalle accademia di moda di tutto il mondo. Realizzato con la voce narrante di Michael Stuhlbarg, il docufilm si avvale di immagini inedite e testimonianze dei membri della famiglia Ferragamo e numerosi studiosi, docenti, stilisti, giornalisti, critici di moda e cinematografici. Tutto questo in una sola vita ricca di genio e intuito anche a servizio delle difficoltà da affrontare. Un progetto nato nel 2017, anno in cui Luca Guadagnino, ispirato dalla lettura dell’autobiografia del calzolaio e imprenditore italiano, ha contattato la famiglia Ferragamo che gli ha aperto le porte agli archivi del marchio e dato accesso a interviste, aneddoti, informazioni oltre alle ultime e preziose testimonianze di Wanda Miletti, moglie di Salvatore. Per tre anni la Fondazione e il Museo Salvatore Ferragamo hanno lavorato a fianco del regista e della sceneggiatrice Dana Thomas, mettendo a disposizione competenze e conoscenze diverse di carattere storico. Di grande importanza le registrazioni, restaurate per l’occasione, della voce di Salvatore che narra alcuni capitoli della sua autobiografia e le interviste radiofoniche rilasciate in Australia.  “Questo è il lavoro di tutta la mia vita: imparare a fare scarpe perfette, rifiutando di mettere il mio nome su quelle che non lo sono. Quindi, per favore, al di là della storia del ragazzino scalzo e ignorante che è diventato un celebre calzolaio, concentrate la vostra attenzione sul piacere che deriva dal camminare bene”. È con questa frase, scritta di suo pugno, che si chiude la prefazione dell’autobiografia di Salvatore Ferragamo che, precursore di una creatività mai superata e tuttora contemporanea, legò involontariamente la sua storia al mondo del cinema. “È con grande emozione - afferma Ferruccio Ferragamo - che abbiamo appreso la notizia che il film sulla vita di mio padre sarà presentato al prossimo Festival di Venezia. È un onore per me e per la mia famiglia tutta che un autore come Luca Guadagnino si sia appassionato alla nostra storia familiare trasformandola in un racconto per il grande schermo”. Un’opera che delinea non solo l’itinerario artistico di Ferragamo, ma anche il suo percorso umano, attraverso due mondi che s’intrecciano fortemente: l’Italia e l’America. 

LUCA GUADAGNINO

Nato a Palermo da padre italiano e da madre algerina, fino all'età di sei anni vive in Etiopia, per poi far ritorno con la famiglia nel capoluogo siciliano, dove cresce e si diploma al liceo scientifico Galileo Galilei. Si laurea in lettere presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi di Storia e Critica del Cinema sul regista statunitense Jonathan Demme. Dal 1996 gira alcuni documentari e fa il suo esordio alla regia con il lungometraggio The Protagonists (1999), presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 2002 dirige Mundo civilizado, presentato al Festival di Locarno nel 2003. Melissa P., trasposizione del controverso best seller 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa Panarello, ha riscontrato ampio consenso commerciale l'anno successivo. Il suo film di maggiore successo internazionale è considerato, ancora oggi, nonostante i molti problemi di distribuzione soprattutto in Italia, Io sono l'amore del 2009, candidato ai Golden Globe e ai BAFTA nella sezione Miglior film straniero e all'Oscar ai migliori costumi. La sua attività di regista prosegue nel 2011 con Inconscio italiano,  film-documentario presentato nuovamente a Locarno. Guadagnino ha prodotto anche alcuni cortometraggi, tra i quali Diarchia (2010), diretto da Ferdinando Cito Filomarino, e il lungometraggio Padroni di casa di Edoardo Gabbriellini, già protagonista di Io sono l’amore. Nel 2015 il suo A Bigger Splash, girato a Pantelleria, è presentato alla 72ª Mostra di Venezia. Nell'estate 2016 ha girato a Crema Chiamami col tuo nome, ispirato all'omonimo romanzo di André Aciman. Il film ottiene la candidatura al Golden Globe per il miglior film drammatico 2018 e ai Premi BAFTA 2018. Ai BAFTA Guadagnino riceve anche la candidatura come miglior regista. Il 23 gennaio 2018 viene annunciato che Chiamami col tuo nome ha ottenuto 4 candidature ai premi Oscar: miglior film, miglior attore protagonista (per Timothée Chalamet), miglior canzone (di Sufjan Stevens, Mystery of Love) e migliore sceneggiatura non originale (di James Ivory), vincendo quest'ultimo. Nel 2018 dirige il remake del film di Dario Argento Suspiria, in uscita nelle sale italiane il 1 gennaio 2019, distribuito da Videa. Il film, le cui riprese sono iniziate nel 2016 vicino a Varese, vede nel cast la presenza di Tilda Swinton, Dakota Johnson e Chloë Grace Moretz.

 

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