ROMA (ITALPRESS) - Unicredit ha confermato, in una lettera inviata ai sindacati, di prevedere fino al 2023 6 mila esuberi e la chiusura di 450 filiali in Italia. La banca sottolinea come si sia assistito a "una riduzione dell'operativita' allo sportello di 20,3 milioni di operazioni (-55% rispetto al 2016) registrando negli ultimi 12 mesi oltre 300 milioni di transazioni disposte su canali evoluti". In particolare "i versamenti retail allo sportello si sono ridotti del 64% rispetto al 2016 e quelli corporate hanno segnato una flessione del 70%", mentre si e' registrato un utilizzo "sempre maggiore degli Atm evoluti negli ultimi 12 mesi. Fra gli esuberi previsti, 500 sono "eccedenze di capacita' produttiva" del piano Transform 2019, appena chiuso, mentre 5.500 riguardano "nuove eccedenze" legate al piano Team23.Nella lettera, poi, sottolinea che occorre ricercare entro fine marzo soluzioni condivise adatte "ad attenuare per quanto possibile le ricadute sociali del nuovo piano". Intanto, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato i vertici di UniCredit per venerdi' 21 febbraio. A stretto giro arriva la replica dei sindacati. "Deve essere chiaro che non siamo disposti a discutere di esuberi se contemporaneamente non si parlera' anche di assunzioni. La nostra richiesta e' che ogni due uscite sia prevista almeno un'assunzione", sottolinea il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani. "Unicredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l'Ad Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti gia' cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci e' arrivata oggi", dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. (ITALPRESS).ads/c/r10-Feb-20 19:52

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