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Musica
Piccole Miley Cyrus crescono. Emma cede al sexy marketing

di Massimo Maffei

Al principio fu Madonna. La material girl non ci mise molto a intuire che la storia della musica stava cambiando. Che il sound da solo non bastava più. Che il suono doveva fluire nelle orecchie, entrare e sconvolgere definitivamente un corpo già stravolto nei sensi. Sollecitato da scene adesso urticanti, più spesso sensuali fino allo spasmo doloroso. Lady Ciccone mise a disposizione parti della sua intimità (scoperta ad arte), perché la messa cantata del pop diventasse (anche) altro, eccitasse gli animi e qualche parte del corpo in più. Ma quei nudi, quegli atteggiamenti giocati sul filo dell'esasperazione, preludevano a molto altro. Incorniciavano la viscerale ricerca sonora di Madonna. Che fra un seno scoperto e un ammiccamento sospetto, riscriveva certe accelerazioni della musica popolare. Perché lei voleva passare alla storia. Non poteva immaginare, la material girl, che trenta anni dopo un gruppetto di presunte emule si sarebbe fatto beffe delle sue intuizioni. Strumentalizzando lei e svendendo la loro immagine di ragazzette presuntuose, abili a passare non già agli annali come la madre di tutte le rivoluzionare, ma più miseramente alla cassa. E il più velocemente possibile. Così la rivoluzione di una musicista di razza s'è svilita in mera pornografia.

Eccola là, la Miley Cyrus, ragazzetta un po' banalotta che s'è fatta largo con i film della Disney, portare con sé la macchina digitale fin sotto la doccia, perché l'intimità è nuda e va condivisa con i fan. Rieccola lanciare inutili e vaghe provocazioni dal palco. Eccola ancora (s)vestire i panni un po' ingenui della bad girl. E che dire di Rihanna? Dei selfie postati con il fondoschiena in bella vista; delle mise scapricciatelle, sventolate sotto il naso di teen agers in perenne eccitazione? E poi? Poi c'è Lady Gaga. Lei si che ha imparato la lezione. Via i veli, via ogni autocensura: i suoi concerti di Londra - dapprima - dove ha indossato una veste bianca di cui si è liberata restando nuda come verme, e di Milano due sere fa, quando ha sbandierato al vento le sue tette, stanno facendo scuola. Peccato davvero che tanto erotismo non sia dettato dagli ormoni esagitati della gioventù, ma celi soltanto la pochezza sonora e intellettiva della sedicente rinnovata scuola del pop. Altro che Madonna… A proposito di scuola, la pornoemozionalità delle nuove leve sta facendo proselitismo anche in Italia. Nei limiti, certo: perché un pizzico di bigottismo atavico ce lo portiamo dentro. Emma Marrone - che per inciso domenica scorsa ha portato a casa un bel floppone su Rai Uno, dove l'appuntamento con il programma "Canzone" che la vedeva protagonista ha fatto registrare un miserrimo 5,4 per cento per 823.000 telespettatori - preannuncia un tour ad alta intensità emotiva. Un tour "sensuale". Sulle note che accompagnano il debutto si legge: "Capelli lunghi e biondi appoggiati sulle spalle, trucco leggero, solare e sempre più sensuale. Così appare Emma Marrone nelle foto promozionali di Luisa Carcavale per il lancio del nuovo tour "Emma 3.0" che partirà l'8 novembre dal Palasport di Acireale (Catania). Uno show con una scaletta rinnovata e qualche sorpresa. Sul Web è anche apparso il look per il prossimo video "Resta ancora un po'", dove la cantante sarà più sexy che mai". Fra le altre città, Emma toccherà anche Roma (il 14 novembre al PalaLottomatica); Firenze (il 18 novembre al Nelson Mandela Forum) e Milano, il 25 novembre al  Mediolanum Forum. I sensualoni sono avvertiti…

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