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Politica
Salvini paciere dei mari. La proposta: dargli il Nobel per la Pace
Foto: LaPresse

Di Andrea Lorusso

A Gennaio 2019 ci sono stati 155 sbarchi, nello stesso mese dello scorso anno il contatore segnava oltre tremila arrivi. Che la cura dimagrante di clandestinità abbia sortito i suoi effetti è sotto gli occhi di tutti. Basterebbe questo per dare a Salvini la medaglia come miglior Ministro degli Interni degli ultimi trent’anni.

Eppure in ballo c’è molto di più. Perché dietro chi sbarca nel nostro Paese senza un regolare documento, ci sono tante e tante ripercussioni, sfaccettature, che vanno a smuovere i sentimenti più cinici del popolo italiano e gli interessi più torbidi dell’economia globale.

A parte la lapalissiana verità che gli esseri umani più fragili, donne e bambini in particolare, non solcano se non in quantità ridottissima, quei mari. Anzi, quando in Agosto fu autorizzato in extremis lo sbarco di 22 minori, questi decisero di aspettare un paio d’ore per completare sulla nave un rito religioso. Non proprio la fattispecie di chi è in “gravissime condizioni psico-fisiche.”

O almeno, magari non conoscendo chi “ha un colore diverso della pelle” così a fondo, ignoro che sono diversi da noi. Ignoro che nel momento in cui fossero colti da infarto guardando una partita in tv, aspetterebbero la fine del primo tempo per invocare l’intervento del pronto soccorso. Tutto può essere in questa informazione farlocca.

Detto ciò, è ormai più che evidente l’impossibilità di resistere fisicamente in imbarcazioni deprecabili, con scarso cibo e carburante fino alle coste italiane. Così questo è un sistema comodo, in cui le ONG fanno da surroga agli scafisti, che organizzano - lautamente pagati - viaggi della speranza in realtà sul filo della morte dopo poche miglia di navigazione, le Organizzazioni non Governative li pescano quasi immediatamente, avvisati dagli stessi malavitosi che vendono i ticket per l’Europa. Poi volutamente ignorano tutti i codici ed i trattati, ignorano le coste più vicine e sicure per l’attracco, venendo guarda caso in Italia.

Il nostro Paese ha subito una pressione enorme, siamo stati beffeggiati e nessuno, prima di Matteo Salvini, aveva alzato la testa. Il leader della Lega è il più umano, quello che ha mandato in fallimento il marciume dell’accoglienza, che vedeva una filiera d’incasso a scapito della sicurezza, delle tasche, dell’igiene, dei cittadini italiani.

Le cooperative non erano mica sammaritane, con 35 euro al giorno per migrante si garantivano fatturati stellari, hotel e casolari riconvertiti a Centri d’accoglienza in cui stipare in massa, come bestie, quest’uomini. Senza lavoro, senza lingua, senza denaro, senza controlli, aizzati come galli da combattimento a delinquere, spacciare e prostituirsi.

È vero, si lamentavano per il piatto di riso. Ci fa arrabbiare. Ma come è possibile che con tutto quel denaro incassato i gestori dessero solo qualche minestra avariata a questi uomini? Perché nessuno denunciava il caporalato? Sono stati usati come manovalanza di riserva, per pochi centesimi di euro all’ora, rubando sì il lavoro agli italiani. Chi potrebbe accettare tali condizioni, se non uno schiavo?

Meno sbarchi significa anzitutto meno morti in mare, poi meno schiavi in terra, meno tensione sociale nei quartieri, meno spreco di denaro, meno business della droga, delle armi, e delle donne su strada. Significa anche più dignità sul posto di lavoro, perché uno straniero regolare o un cittadino italiano deve essere pagato adeguatamente per qualsiasi mestiere.

Il Mondo clandestino è illegale, dalla documentazione a tutto l’Universo parallelo mafioso che si viene a creare. Quindi ribadisco il titolo del pezzo, date un Nobel a Matteo Salvini, sta riportando la pace in Italia.

 

 

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