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Politica

MA LA BASE DELLA LEGA RIFIUTA L'ALLEANZA CON IL PDL

Ma la base della Lega non ci sta e sulla pagina Facebook di Roberto Maroni sono decine i post di militanti che chiedono a Bobo di fare un passo indietro. "Per me l'unica real-politik è che il Pdl non ci voterà mai nessuna delle nostre proposte. Finirà che dovremo cercare i voti nei partitelli, come avremmo dovuto fare se fossimo andati da soli, con la differenza che in quel caso saremmo stati coerenti fino in fondo", scrive Claudio Francoha. C'è chi addirittura ricorda il dominio austriaco: "E' piu' facile che torni a Milano, il buon Josef Radetzky, che Berlusconi faccia qualcosa di buono per i lombardo-veneti!....i lombardi sempre ingenui come ai tempi delle V giornate! Bambascioni!", scrive Massimiliano Polo. Alessandro Zardoniha invece ricorda le legislature passate: "Segretario è da 20 anni che sul più bello, per una scusa o per l'altra, vediamo sfuggire quello in cui crediamo cioè la Padania Libera e Indipendente. Il PDL o una parte di esso non ci darà mai l'Indipendenza della Padania, non permetterà mai di mantenere il 75% delle nostre tasse sul nostro territorio.... sogni sacrosanti, sogni che, però, possiamo realizzare soltanto da soli perché SOLO NOI crediamo realmente nella PADANIA...".  E Rusalem Andreaha: "Caro segretario, quante promesse ci ha fatto Berlusconi negli anni e poi nessuna è stata raggiunta come Devoluzione e Federalismo. oggi la nuova alleanza sembrerebbe basata sul 75%, mi chiedo: come e entro quanto ce lo dovrebbe dare...".

Il candidato premier della coalizione del centro-destra sara' "indicato dal Pdl". Sono questi i termini, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del partito di Silvio Berlusconi, dell'accordo siglato con la Lega ieri notte ad Arcore. Come annunciato dallo stesso Cavaliere, si spiega, Berlusconi fara' "per il momento il capo della coalizione", 'auto-candidandosi a titolare del dicastero dell'Economia. Mentre, in caso di vittoria alle elezioni, il nome da indicare al capo dello Stato come premier sara' deciso in un secondo momento. Berlusconi stamane ha 'promosso' Angelino Alfano quale possibile inquilino di Palazzo Chigi, ma, nell'accordo firmato dai leghisti, si riferisce, "non e' scritta" questa condizione.

Lo stesso Cavaliere, in un'intervista successiva, ha precisato che l'indicazione di Alfano e' "una delle ipotesi su cui riflettere". Bocciata, invece, la proposta di Ignazio La Russa di una 'corsa a tre punte', con candidati premier per ogni formazione (Lega, Pdl, movimento 'Fratelli d'Italia-centro-destra nazionale', con l'aggiunta della 'Lista Sud'). Per quanto riguarda la proposta dei 'lumbard' di trattenere il 75% delle tasse nelle Regioni del Nord punto centrale del programma di Roberto Maroni, di cui il Pdl appoggera' la corsa in Lombardia, si conferma il via libera da parte del Pdl, ma si spiega che cio' avverra' attraverso un percorso "graduale" e che coinvolga tutte le imposte di tutte le istituzioni locali, non solo nazionali. Infine, da parte pidiellina, non si hanno dubbi sul ruolo di Roberto Formigoni, schieratosi negli ultimi mesi con Gabriele Albertini. "Come uomo del Pdl, fara' la sua parte", si riferisce.

Formigoni non ha partecipato all'incontro di ieri sera a Villa San Martino. Oltre a Berlusconi, Alfano e Maroni, al vertice hanno preso parte i coordinatori nazionale e lombardo del Pdl, Denis Verdini e Mario Mantovani, e il leghista Roberto Calderoli. Quanto alle candidature, Matteo Salvini, su Facebook, ha sostenuto che, in base all'accordo, spettera' a Maroni "l'ultima parola" sulle liste, tuttavia fonti Pdl riferiscono che il partito di via dell'Umilta' "non accettera' veti sui nomi".

 

 

MARONI CANDIDA TREMONTI PREMIER - "Ho sentito che Silvio Berlusconi ha indicato Angelino Alfano come candidato premier. E' una persona che stimo, con cui ho lavorato, non mi dispiace. Ma io mi permetto di indicare Giulio Tremonti". Cosi' Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa nella sede della Lega Nord di via Bellerio a Milano.

Il segretario federale della Lega nord, Roberto Maroni, ha definito "una bufala" il presunto scandalo che riguarda i fondi del gruppo leghista al Senato. "Parte da una denuncia del sottoscritto per appropriazione indebita nei confronti della segretaria del gruppo che è stata licenziata, ha fatto ricorso e questo è stato respinto. L'unica indagata è lei. Viene messo sul banco degli imputati chi ha denunciato il malaffare".

 

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