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Sulla querelle che ha visto coinvolti a distanza il candidato premier Antonio Ingroia, il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, i magistrati vittime delle mafia, Giovani Falcone e Paolo Borsellino, ed i loro familiari, sono intervenuti Rodolfo Sabelli e Anna Canepa, presidente e vicepresidente dell'Anm.

"Troviamo inopportuni i richiami ai nomi di Falcone e Borsellino” hanno detto i due giudici a chi chiedeva loro un commento sulla vicenda. "La memoria di Falcone, Borsellino e di tutti i magistrati caduti - osservano i vertici del sindacato delle toghe, a margine del congresso di Magistratura Democratica - deve essere mantenuta viva; loro sono un esempio per noi. Altri richiami, soprattutto in campagna elettorale, sono inopportuni".

Dunque, l'Anm sottolinea di "non voler intervenire in situazioni di polemiche che non vanno alimentate. Non strumentalizziamo tutto ciò soprattutto in campagna elettorale". Falcone e Borsellino, concludono Canepa e Sabelli, "sono patrimonio del Paese, della magistratura e della legalità: li onoriamo ogni volta, li ricordiamo a tutti i colleghi, anche a coloro che non li hanno conosciuti e che non hanno vissuto quei momenti”

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