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Politica

 "L'Italia ha il triste primato in Europa del maggior numero di declaratorie di estinzione del reato per prescrizione (circa 130mila quest'ultimo anno) e, paradossalmente, del piu' alto numero di condanne della Corte Europea dei diritti dell'uomo per l'irragionevole durata dei processi". Lo ha affermato il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanno Canzio, durante l'intervento di apertura dell'Anno giudiziario a Milano. Il magistrato e' critico verso l'attuale disciplina della prescrizione del reato che definisce "illogica nella parte in cui estende i suoi effetti sul processo penale, propiziandone il grado di ineffettivita' con il fallimento della funzione cognitiva e la sconfitta dell'ansia di giustizia delle vittime e della collettivita'".

"E' anche nostro il convincimento che l'affermazione - ormai scontata, se non addirittura banale - secondo cui il magistrato deve evitare comportamenti che, valutati retrospettivamente, possano anche solo gettare l'ombra del sospetto sull'attivita' giudiziaria, riguarda oggi anche il tema della scelta del magistrato di assumere impegni sul terreno della politica, scelta indubbiamente legittima, ma su cui tempi e modi di esercizio si rende necessario l'intervento ormai indilazionabile del legislatore". Lo ha detto Francesco D'Andrea, il Procuratore Generale facente funzioni, durante il suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013 a Firenze.

SEVERINO, GOVERNO CONTINUI STRADA INTRAPRESA
"Il mio augurio e' che il prossimo Governo possa continuare sulla strada intrapresa che sta cominciando a dare risultati". Lo ha detto il ministro Paola Severino intervenuta, a Torino all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Sottolineando poi "la perdurante drammaticita' della situazione carceraria che, anche in questo distretto fa sentire i suoi effetti", ha richiamato i dati positivi, che "le innovazioni legislative hanno fatto registrare" e che confermano che la strada e' quella giusta", spiegando tuttavia che "si puo' e si deve fare di piu'".

"Occorre - ha detto il ministro - una strategia fondata su tre pilastri: depenalizzazione, maggiore flessibilita' delle misure alternative al carcere, una nuova gestione dell'edilizia carceraria". Infine, ha ribadito il rammarico "per la mancata approvazione della delega in materie di pene detentive non carcerarie, che avrebbe lasciato un primo importante segno nella giusta direzione".

E' iniziata con una "amara considerazione" la relazione del presidente della Corte d'Appello di Palermo, Vincenzo Oliveri, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, "una cerimonia che di anno in anno si rivela sempre piu' l'occasione per esporre lentezze, difficolta', disfunzioni e carenze troppo note" e "un elenco di iniziative virtuose e spesso utili, che non riescono pero' a intaccare il quadro che rimane sostanzialmente negativo". Ha ribadito l'esigenza di "un piano normativo, organizzativo e operativo che sappia coniugare le istanze della legalita' con quelle dell'efficienza". Tuttavia ha anche parlato "di un clima decisamente cambiato sul fronte dell'amministrazione della giustizia".


"L'eccessiva durata dei processi civili, a cui ora si e' aggiunta anche la diffusione delle pratiche corruttive, mina la fiducia dei mercati, introduce un freno all'erogazione del credito e determina, tra i suoi molteplici effetti, una perdita di competitivita' del Paese". Lo ha affermato Giorgio Santacroce, presidente della Corte d'Appello di Roma, in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario. "Non c'e' impresa che decida di investire in un Paese se non ha fiducia in esso - ha aggiunto Santacroce - L'economia vive di fiducia e risente, quindi, dell'impatto negativo di una giustizia civile inefficiente, che diventa inevitabilmente un freno allo sviluppo e un costo per il sistema produttivo. L'efficienza della giustizia civile e' elemento di attrattiva degli investimenti dall'estero, di sviluppo della competitivita', di natalita' delle imprese".

I delitti contro le donne, come gli omicidi e anche il reato di stalking, rappresentano un fenomeno che richiede una "sollecita risposta". E' quanto detto oggi dal procuratore generale presso la Corte d'Appello di Roma, Luigi Ciampoli, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario. "Il quadro criminoso e' ancora piu' allarmante se si considerano ulteriormente delitti come lo stalking e l'impressionante sequela di violenze ed omicidi nei confronti delle donne. Delitti che denunciano attraverso la loro violenta espressione, l'intollerabile imbarbarimento della nostra societa' e la predilezione verso comportamenti che hanno, come solo contenuto, la ferocia".

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