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"Non mi sento di escludere nulla, però è improbabile che il Centrodestra vinca. Temo fortemente che si ripresenti la situazione del 2006 con la sinistra che vince con un margine talmente ridotto che non le  consentirà  di governare e avremo così un periodo di ingovernabilità seguita dal ritorno alle urne. Oppure si potrebbe verificare l'ipotesi di una grande coalizione alla tedesca in versione italiana". Antonio Martino ex ministro degli Esteri e della Difesa, candidato del Pdl alla Camera in Sicilia, con un'intervista ad Affaritaliani.it, teme l'ingovernabilità nella prossima legislatura. E sul futuro del prossimo presidente della Repubblica dice: "Mi auguro che si faccia una scelta non faziosa: ormai è molto tempo che tutti i presidenti da Leone in poi, sono stati scelti nell'area della sinistra”.

In Sicilia si parla di un Centrodestra spaccato. Che cosa sta accadendo?
"Quello che è accaduto in occasione delle Regionali è quello che non dovrebbe mai accadere: ovvero che una parte del Pdl si è staccata dal resto e ha fatto la corsa per contro proprio. Con il risultato che Miccichè ha avuto il 15%, mentre Nello Aiello, candidato del Pdl, ha ottenuto il 25 e abbiamo perso la Regione. Ora le due anime rappresentate da Pdl e Grande Sud sono coalizzate e correranno insieme".

Avete possibilità di vincere nell’isola?
"Il problema vero è quello di convincere gli indecisi e gli astenuti. Alle Regionali la maggior parte degli aventi diritto non ha votato".

In che modo si potrà recuperare la fiducia degli elettori siciliani?
"Non è impossibile che ciò accada ma è francamente difficile perché le Politiche sono praticamente a ridosso delle Regionali dove si è manifestata questa  massiccia astensione. Mi auguro che si recuperi qualcosa e che soprattutto Grillo non abbia il successo previsto da molti”.

A livello nazionale si sente di escludere una grande coalizione anche per la prossima legislatura qualora dalle elezioni non uscisse un risultato chiaro?
"Non escludo nulla visto che l'esperienza politica mi ha insegnato che non si può escludere a priori nulla. Mi auguro però che questo non accada perché credo che il governo debba essere indicato dal voto popolare. Un governo cosiddetto tecnico, altro non è che un governo presidenziale, credo che non sarebbe necessariamente il miglior governo. So che gode di grande pubblicità questa soluzione ma ricordo che il governo Monti non ha fatto particolarmente bene visto che sono scomparse mille imprese al giorno nel periodo in cui è stato al governo".

Riconoscerà che il Professore ha ereditato una situazione complicata...
"Era indubbiamente complicata, ma in larga misura  lo era perché lo spread era arrivato a un valore elevato per la semplice ragione che gli operatori tedeschi, francesi e americani avevano contemporaneamente venduto titoli di stato italiani e questo ha fatto innalzare il differenziale tra i tassi d'interesse pagati tra i nostri titoli e quelli pagati della Bundesbank. Ma questo non è un motivo per suicidarsi".

Ovvero?
"Sono certo che le obbligazioni dello stato della California rendono di più delle obbligazione del Texas malgrado il fatto che entrambi usino la stessa moneta. Questo perché il bilancio della California è in forte passivo, mentre quello del Texas è in attivo. Il Texas cresce e viceversa l'economia californiana va male. Ma non mi pare che gli americani si preoccupino di questo pur avendo la stessa moneta. Si è mitizzata la storia che per avere un'unica moneta bisogna avere un'unica politica di bilancio. Ma questo, come insegna la storia americana, non è affatto vero. Sarebbe bastato mettere in evidenza nel trattato di Maastricht che le politiche di bilancio sarebbero dovute rimanere di responsabilità degli Stati, anche perché senza politiche di bilancio viene a mancare la politica nazionale. Mi dispiace che il mio amico Monti, che conosco da 40 anni, abbia contribuito a diffondere questa panzana".

Qualche responsabilità del governo Berlusconi ci sarà pure se siamo arrivati a questo punto...
"Non ho mia ritenuto che Berlusconi fosse infallibile. Quello che dico è che gli errori del governo Berlusconi, che sono stati tanti, mi sembrano meno gravi di quelli enormi commessi dal governo Prodi del 2006. Bisogna guardare non all'ideale assoluto ma alle alternative disponibili che sono poche".

Secondo lei Berlusconi ha ragione quando dice che il Centrodestra vincerà le elezioni?
"Non mi sento di escludere nulla, però è improbabile che accada. Temo fortemente che si ripresenti la situazione del 2006 con la sinistra che vince con un margine talmente ridotto che non le  consentirà  di governare e avremo così un periodo di ingovernabilità seguita dal ritorno alle urne. Oppure si potrebbe verificare l'ipotesi di una grande coalizione alla tedesca in versione italiana. Sarebbe invece molto bello che i partiti politici si mettessero d'accordo per modificare la seconda parte della Costituzione per rendere il paese più governabile".

Chi sarà il nuovo Capo dello Stato?
"Molto dipenderà dal risultato del voto. Mi auguro che si faccia una scelta non faziosa. Ricordo che, da Leone in poi, i presidenti  sono stati  scelti nell’area di sinistra. Il presidente della Repubblica invece dovrebbe avere un importantissimo ruolo di garanzia".

La sua è un'implicita critica a Napolitano?
"No, sono suo amico e quando venni eletto la prima volta mi venne incontro molto affettuosamente per ricordarmi che era stato amico di mio padre e che si era a lui ispirato per presiedere il lavori della Camera".

Tra i papabili c’è Giuliano Amato. Che cosa ne pensa?
"Lo conosco molto bene ed è una persona intelligente ma non ricicliamolo ancora una vola".

Si fa anche il nome di Prodi…
"Ma nemmeno per idea. Fra i due Amato sarebbe meglio:  almeno cercherebbe di dare un parvenza di imparzialità e di equilibrio e sarebbe in grado di essere un buon presidente. Prodi certamente no, perché è arrogante e fazioso e ha ricoperto le cariche senza meritarlo. E poi Prodi, per sua stessa ammissione, è stato  il peggior presidente della storia dell'Iri".

Daniele Riosa

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