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Politica
L'8 settembre di Berlusconi


 
Di Adriana Santacroce


     È difficile ricordare un periodo di anarchia simile a quella di questi ultimi mesi in Forza Italia. Si materializza, ogni giorno di più, un 'Tutti contro tutti' disarmante e imprevedibile. E la spaccatura in Puglia è solo l'ultimo tassello del caos che impera nel partito e della solitudine in cui si trova il leader, ormai  stanco e irriconoscibile. Fitto forse se ne va, forse fa nuove alleanze con Tosi ed Alfano, verso un centrodestra diverso e distante da Berlusconi. Bondi e Repetti lo hanno già mollato. Diretti, dicono, verso l'appoggio a Renzi. Verdini non intende far mancare il sostegno al Governo e, in molti, lo danno verso un nuovo gruppo, dopo le Regionali, in sostegno di Renzi. E poi ci sono i giovani contro i vecchi. Il conflitto, ormai aspro, tra Silvia Sardone, che appare come una delle poche legittimate a parlare a nome della dirigenza, e i colonnelli è l'ennesima dimostrazione dello sfaldamento del partito. Che Romani e Gasparri abbiano fatto il loro tempo è opinione condivisa da molti, ma l'attacco frontale che la consigliera di zona sta riservando ai due 'anziani' senatori è ben altro. È un tentativo di rottamazione e di 'pulizia' del partito dal suo nucleo storico. Ma è davvero questo il fine vero e ultimo del cavaliere? Possibile che la linea ufficiale di Forza Italia sia quella dettata dalla giovane e brava esponente del partito? I suoi sono pensieri in autonomia, e quindi, senza nessuna direttiva o c'è dietro il 'nulla osta' dì Berlusconi? E se è così, possibile che le intenzioni del Cavaliere si diffondano in modo così insolito e declinato?

      Appunto. Berlusconi. Dove è finito? Il silenzio assordante del cavaliere non ha più scuse. L'ultima volta che si è fatto sentire, la settimana scorsa, ha chiesto lealtà e uno stop ai protagonismi. Ovvero tutto e niente. Dicono in giro che tornerà a farsi sentire dopo le Regionali (per non avere su di se il peso della quasi certa debacle) ma al momento l'unica cosa certa è il caos che regna nel partito. Tutte le figure di rilievo appaiono sbiadite perché contestate da altre. Non esiste linea comune, dai rapporti con la Lega al sostegno al Governo per le riforme. Ogni giorno è diverso da quello prima. Una sorta di diaspora dove ognuno cerca di guadagnare dalla sua rendita di posizione. Mentre il capo non c'è. Una specie di 8 settembre in cui il re se ne va e non lascia disposizioni all'esercito. Che, a quel punto, non sa cosa fare e agisce senza una guida.
       Come accade nel Milan. Dove manca chiaramente la sua leadership. Dove una delle ultime scene pubbliche è quella in cui un anziano sostenitore della squadra non faceva che ripetere "hip hip Hurrah". Ogni giorno arrivano voci di presunte vendite a cinesi o altri stranieri. E, dopo, mai una parola dalla sua bocca. Solo le note ufficiali della squadra che sanno di stantio. Quello che non si capisce è perché Berlusconi si sia ritirato ad Arcore. La sua Brindisi non ha un motivo giustificato. Dove sono finiti il cuore, la passione, la forza del Berlusconi che tutti abbiamo conosciuto? Si pensava che dipendesse dalla fine dei servizi sociali a Cesano Boscone. Ebbene, la pena è terminata ma lui continua a non parlare, o farsi sentire solo dai suoi. Certo, potrebbe essere che ormai non sia più interessato alla politica. Che pensi solo alle aziende. O, forse più probabile, che si trovi in una fase della vita in cui il mordente che lo ha sempre caratterizzato abbia lasciato il posto a una distratta pacatezza e a un fisiologico disinteresse per il potere consoni all'età.
      Certo è che se è così prima o poi verrà fuori. E sarebbe una fine ingiallita per chi ha governato così a lungo con tante ombre e qualche luce. Ma che, in ogni caso, ha avuto tanto gradimento da parte degli italiani. Con un Centrodestra azzoppato nelle sue fondamenta Renzi avrà campo libero per altri 20 anni. E chissà quanti bonus scoverà prima delle elezioni (l'ultimo del miliardo e mezzo è talmente evidente da non meritare analisi approfondite) per convincere gli elettori a stare con lui. È meglio che si faccia chiarezza su cosa sta facendo Berlusconi davvero. Prima che l'8 settembre coinvolga tutta la democrazia.
 
@AdriSantacroce
 

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