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Politica


Una stretta di mano all'inizio e una alla fine, al centro sorrisi, battute ironiche e una lite. Lo scontro tv tra Silvio Berlusconi e Michele Santoro si è chiuso con un "Bravo Santoro" del Cavaliere e una battuta sulle scommesse che lo volevano in fuga da "Servizio Pubblico". I punti caldi della trasmissione sono stati sicuramente due: la polemica sull'Imu, voluta da Monti e che il Pdl ha votato solo per responsabilità, e lo scontro su Travaglio. Santoro e Berlusconi sono venuti quasi alle mani sulle cause di diffamazione del giornalista, elencate in una "letterina" dall'ex premier. Ai punti, però, il Cavaliere ne esce vincente e non certo come un toro incornato.

Nel corso della trasmissione il momento di maggiore difficoltà per Berlusconi è stato quello riguardante l'Imu, alla domanda sulla mancata bocciatura dell'Imu in Parlamento, piuttosto che a posteriori nell'attuale campagna elettorale, il Cavaliere ha risposto: "Non è in quella direzione che doveva essere l'Imu. Doveva comprendere tutte le imposte locali, doveva colpire gli immobili ad eccezione della prima casa, che consideriamo sacra" ma "non potevamo assumerci la colpa di far cadere il governo, un disastro dopo avergli votato la fiducia". Santoro gli ha contestato la risposta e Berlusconi per la prima volta ha polemizzato: "Facile parlare per lei davanti a una telecamera...".

Ciò che ha portato alle dimissioni del governo Berlusconi è stata una combinazione di eventi tipo quella che determina l'acqua alta a Venezia e Monti ha rappresentato la "tempesta perfetta", ha spiegato poi il Cavaliere scatenando la risposta ironica di Michele santoro: "Lei è Noè?"."Si è scatenata una tempesta perfetta, come il fenomeno dell'acqua alta a Venezia. Perché questo evento si determini - ha spiegato l'ex premier - bisogna che tutti insieme i fenomeni si concentrino. Questi sono la luna, il vento forte di scirocco, la pressione atmosferica e viene l'acqua alta". Intervento di Santoro: "Se ci metti Monti poi è il diluvio universale...".

Replica con sorriso sulla faccia di Berlusconi: "Santoro ha anticipato con una battuta il mio finale". Controreplica del conduttore: "E lei è diventato Noè, non diceva niente e si preparava a tornare con la sua arca". Non c'è stata "nessuna responsabilità" del mio governo nella crisi, "è stata una crisi internazionale guidata male dal governo dei professori".

In precedenza erano state elencate una serie di dichiarazioni del Cavaliere, rilasciate a partire dal 2009 e ancora nel famoso G20 di Cannes del 2011, in cui mostrava ottimismo e parlava di "ristoranti pieni". Frasi che l'ex premier ha rivendicato. "Nel 2009 - ha spiegato - la situazione era completamente diversa, non si era scatenata la crisi finanziaria che si è scatenata poi. Le agenzie di viaggio lavoravano a pieno ritmo, gli aerei erano difficili da prenotare. Non c'era un accenno di crisi, nel mondo di lavoro si pensava si stesse riprendendo un cammino di crescita".

"Io - ha osservato Berlusconi - non vivo dietro una scrivania e in un'università, ma vivo nel mondo del lavoro, da imprenditore. I conti delle mie aziende allora erano in attivo. Nel 2011 e 2012 i conti sono andati in passivo. La pubblicità è calata da allora del 30% e quest'anno del 20".

L'inizio della decima puntata di "Servizio Pubblico" è stato "soft". Berlusconi e Santoro si sono quasi studiati scegliendo toni pacati. Berlusconi ha mostrato difficoltà "acustiche": "C'è un'acustica strana. Sono vecchio e quindi anche sordo (ed ecco il primo sorriso dell'ex premier, ndr) sarà l'età. Sono anche nonno per la settimana volta, e ho una venerabile età". Il conduttore ha subito ironizzato, ma sempre scegliendo un registro soft: "Non posso urlare sennò faccio una parte scontata, si sforzi di seguire il labiale..". E il Cavaliere: "Mi sforzerò di farlo".

E sul finale, Berlusconi evidentemente soddisfatto della prova televisiva, ha ironizzato: "Avevano fatto scommesse che sarei andato via, che mi sarei alzato, invece le abbiamo vinto tutte noi le scommesse". Grande sorriso stampato sul viso ha poi concluso: "Santoro, bravo!". Stretta di mano, pacca amichevole sul braccio di Santoro, prima delle vignette di Vauro e un fuori onda quasi voluto rivolgendosi al pubblico: "Ragazzi, non fatevi infinocchiare".
 

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