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Politica

Esodati, sindacati, lavoro: Mario Monti e Pier Luigi Bersani danno vita ad un duello tra centro e centrosinistra che fa passare in secondo piano, in questa ennesima giornata di campagna elettorale, gli annunci e gli allarmi di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere oggi e' alla radio, ospite di una trasmissione della Rai. Preannuncia nuovamente una iniziativa-shock per il futuro, si lamenta della diminuzione negli effettivi della scorta decisa, dice lui, dal Professore. Ma le preoccupazioni del Professore sembrano essere altre, oggi a Davos per il secondo giorno di partecipazione al World Economic Forum. Piu' che con Arcore, pare avercela con Corso Italia. La riforma del lavoro, accusa, "non e' andata avanti abbastanza per colpa di un sindacato che ha resistito decisamente al cambiamento e non ha firmato accordo che gli altri avevano firmato".

Difficile immaginare che il sindacato in questione non sia altro se non la Cgil di Susanna Camusso. E siccome nei giorni scorsi proprio la Cgil era stata indicata sempre da Monti come la forza che tiene in scacco buona parte del Pd, ancora prima che il Professore prendesse la parola a Davos da Roma Bersani era gia' impegnato nel rintuzzo. Anche lui alla Rai (Agora', su Raitre), attaccava: "E' ridicolo parlare di eterodirezione della Cgil sul Pd. Mi stupisco che Monti usi certi luoghi comuni insufflati dalla destra". A seguire una lunga fila di punzecchiature: "Ci hanno bacchettato perche' non siamo tecnici, e poi si e' visto chi e' il tecnico"; "Tutti i voti sono utili, quelli di testimonianza, appartenenza e protesta. Ma per battere la destra di voti utili ce n'e' uno solo"; "Chi crede che dopo il voto mollero' Sel se lo tolga dalla testa". Insomma, se alla fine ci sara' una coalizione tra centro e centrosinistra, questa dovra' sorgere su quanto lasciato da una campagna elettorale senza troppe esclusioni di colpi. E con qualche sorpresa, come quando Bersani proclama unilateralmente che fino alle elezioni non usera' piu' le sue metafore. Ma, ahilui, non ce la fa ad arrivare alla fine della trasmissione senza pronunciare un inconfondibile "Le favole fanno perdere un giro".

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