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Silvio Berlusconi aveva detto di buon mattino di attendere l'ulitimissimo sondaggio di Euromedia Research, quello della fidata Alessandra Ghisleri, per valutare l'entità del recupero sul Centrosinistra dopo la partecipazione a Servizio Pubblico. Affaritaliani.it in esclusiva è in grado di pubblicare i dati principali della ricerca post-battaglia tra il Cavaliere e il duo Santoro-Travaglio.

Il Popolo della Libertà è cresciuto rispetto alla scorsa settimana del 2,6%, passando dal 20,5 al 23,1%. Il totale della coalizione di Centrodestra è balzata dal 30,7 al 34,2%, mentre lo schieramento Pd-Sel-altri è salito dello 0,2% dal 38,5 al 38,7%. Il distacco tra Bersani e Berlusconi si è quindi ridotto da 7,8 punti a soli 4,5. Leggera crescita anche per il rassemblement centrista di Mario Monti, dal 10,5 all'11,3%.

@AlbertoMaggi74


L'analisi/ Bersani rivive l'incubo Prodi. Nessuna maggioranza al Senato

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Primarie5

Erodere consenso a Monti, riconquistare gli elettori delusi e mettere in difficoltà il Centrosinistra al Senato. E' questo il piano di Silvio Berlusconi che nelle ultime settimane non ha fatto altro che andare in televisione, prima che la 'par condicio' limiti le sue comparsate. La retorica è quella del '94: meno tasse , più lavoro. Il colpo gobbo il Cavaliere lo ha messo a segno andando nella trasmissione di Michele Santoro. Secondo Alessandro Amadori, di Coesis Research, sentito da Affari,  se prima della trasmissione la differenza tra Centrodestra e Centrosinistra era di 12 punti, dopo l'intervento del Cav si è ridotta a 10.

Una bella differenza, difficilmente colmabile in poco più di un mese. Ma a Berlusconi non è mai interessato a vincere in maniera schiacciante, quanto tornare allo 'scenario Prodi'. Di che cosa si tratta? Un presidente del Consiglio di sinistra che però, al Senato, non ha i voti per governare. I numeri parlano chiaro. In Senato per avere la maggioranza ci voglio 158 seggi, visto che il numero totale dei senatori è 315. Con dieci punti di differenza il Pd sarebbe in una botte di ferro, se non fosse per il 'porcellum'. Con questa legge elettorale infatti il premio di maggioranza viene dato su base regionale, non nazionale. Che cosa significa? Che basta perdere, anche di mezzo punto, i più di una regione importante per mettere a rischio il risultato finale.

La prima bomba arriva dalla Lombardia. La ritrovata alleanza Lega-Pdl ha serrato i ranghi, mentre il ritorno di Formigoni 'a casa' ha lasciato Albertini con un pugno di mosche. Ecco allora che gli ultimi sondaggi dell'Istituto Ispo danno il Centrodestra al 35,7%, mentre il Centrosinistra al 32,3%. Vuol dire che ai primi andranno 27 seggi, mentre ai secondi solo 12. Basta questo spostamento per mettere in crisi Bersani che avrebbe 163 senatori, uno scarto di 5 uomini che certo non gli fa dormire sonni tranquilli. Ma non è finita, perché i dati in Veneto fanno naufragare le ultime speranze. Il Centrodestra viene dato in vantaggio con il 30%. Significa 14 seggi. Un dato che renderebbe ingovernabile il Senato. Senza contare che anche Sicilia, grazie all'appoggio dell'Mpa di Lombardo, Berlusconi è dato al 27%, mentre il Pd al 22,9%. Vuol dire 14 seggi al vincitore e 3 allo sconfitto. In bilico è anche la Campania, che gli ultimi dati danno in mano al Centrosinistra, ma con soli due punti di scarto. Berlusconi non aspetta altro: significa grande coalizione o nuove elezioni.

LA COALIZIONE DI CENTRODESTRA - Lo schieramento di Centrodestra è composto da sette partiti: il ticket Pdl-Lega al nord e quello con 'Grande sud' di Gianfranco Miccichè in Meridione. La formazione politica autonoma di Raffaele Lombardo, Mpa-Pds. E poi Fratelli d'Italia - Centrodestra nazionale del tridente La Russa-Meloni-Crosetto. Il Mir dell'imprenditore Samorì. La Destra di Francesco Storace. Intesa popolare di Giampiero Catone. I Pensionati di Fatuzzo. A Palazzo Madama la coalizione guidata dal Cavaliere correrà con altri quattro piccoli partiti: Rinascimento italiano di Arturo Artom, Basta tasse, Liberi da Equitalia e Lista del Popolo.

LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA - Bersani si presenta invece sostenuto dal tridente Pd-Psi-Sel. Alleati anche Centro Democratico, il Sudtirol Volks Partie, Il Megafono - Lista Crocetta e i Moderati.

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