In crisi la capacità della Lega di "tenere sotto scacco " le istituzioni

Venerdì, 17 aprile 2009 - 15:28:00


Di Aldo Turinetto

Quello che sembrava annunciarsi come un fine settimana di tranquillo e meritato riposo, sarà invece per lo Stato Maggiore della Lega una tre giorni di grande e frenetica attività. Dedicata a consentire ad Umberto Bossi di presentarsi lunedì alla tradizionale cena di Arcore con qualche chance compensativa rispetto al torto subito dal suo alleato.

Fosse vero o no che il Carroccio, come ha precisato Silvio Berlusconi, avesse minacciato la crisi di Governo in assenza di precise garanzie circa l'esclusione del Referendum dall'Election Day resta il fatto incontrovertibile che nessun partito politico si può permettere, a due mesi dal voto, di apparire insensibile al reperimento di risorse economiche da impegnare nella ricostruzione dell'Abruzzo o nelle tante altre questioni che il Governo ammette di non poter affrontare proprio per cronica mancanza di fondi.

A maggio ragione se, come nel nostro caso, quella stessa insensibilità ha tutte le parvenze di un bieco ed egoistico capriccio piuttosto che di un nobile intento.

C'è anche qualche inquietudine più profonda che certamente emergerà dalle riflessioni di Umberto Bossi & Partners. Se Silvio Berlusconi ha consapevolmente e sorprendentemente ritenuto di lanciare verso il Carroccio un siluro di quella devastante potenza, vuol dire che si sente talmente forte da non curarsi di alcuna reazione dell'alleato. Che, pur messa in conto, è stata evidentemente giudicata sopportabile.

E' la prima volta nella storia della Lega, sia di maggioranza che di opposizione, che viene messa in discussione la sua consumata e documentata capacità di "tenere sotto scacco " le istituzioni. Ed è proprio su quelle basi che il movimento si è progressivamente affermato. Consentendogli di mostrarsi, in qualunque occasione, come "il cane da guardia a cui non la si fa" piuttosto che il tradizionale partito all'italiana (e non alla padana) che predica bene e poi scende a compromessi ogni volta che ci siano comode poltrone da occupare.

Più ci si addentra, insomma, nella valutazione complessiva del danno subito, più si avverte la certezza che la risposta del Carroccio dovrà essere la più complessa e sofferta tra le tante storicamente elaborate e formulate. Al punto che non mi stupirei se fosse molto diversa da quella attesa. O anche sorprendentemente orientata alla accettazione di un momentaneo pareggio. In attesa di qualcosa di meglio.

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