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Politica
Immigrati/ Bubbico (Interno): nessun intervento speciale


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Vogliamo continuare a valorizzare le esperienze fatte fin qui ed evitare interventi speciali o di Protezione Civile, come è accaduto qualche anno fa". Lo afferma ad Affaritaliani.it il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico, rispondendo a una domanda sull'emergenza legata ai continui sbarchi di migranti. Poi afferma: "Tutte le Regioni possono fare di più e non è opportuno fare l'elenco di buoni e cattivi". E ancora il vice di Alfano: "Come permanenza di stranieri gli altri paesi europei, a partire dalla Germania per arrivare alla Norvegia, ne ospitano tanti tanti di più rispetto a noi".

Come intende affrontare il governo l'emergenza sbarchi?
"Vogliamo continuare a valorizzare le esperienze fatte fin qui ed evitare interventi speciali o di Protezione Civile, come è accaduto qualche anno fa. E spingere molto sulla assunzione di reponsabilità in ambito europeo. Le dimensioni del fenomeno sono tali da richiedere una condivisione degli sforzi".

Quanti migranti potrebbero arrivare nei prossimi sei mesi?
"Non posso e non voglio parlare di numeri e qualunque stima sarebbe azzardata sia in eccesso che in difetto. Il problema esiste e la dimensione del fenomeno è direttamente connessa all'acuirsi delle crisi nei luoghi di partenza di questi sventurati".

Il governo intende bloccare gli arrivi di migranti o continueranno?
"Gli arrivi vanno bloccati costruendo le condizioni in quei posti perché le persone possano essere contenute. Bisogna riportare a una dimensione di legalità e di regolarità il funzionamento delle istituzioni locali. Il tema della Libia è un problema serissimo e molto dipende da come lì si va a ristabilire l'ordine dello Stato".

I Comuni e le Regioni possono scegliere se ospitare i migranti o sono obbligati?
"Gli SPRAR sono i luoghi nei quali i richiedenti asilo vengono accolti e reinseriti e integrati nel nostro sistema economico, sociale. Questa attività viene svolta in modo volontaria da parte dei Comuni, ci sono bandi ai quali gli stessi Comuni partecipano per allestire strutture di accoglienza e di inserimento di questi soggetti".

Poi?
"C'è la prima accoglienza che viene gestita direttamente dallo Stato. Noi abbiamo l'anno scorso condiviso con le Regioni e con il sistema delle autonomie un metodo che prevede la distribuzione sul territorio nazionale dei centri di prima accoglienza".

Quali sono le Regioni che hanno fatto di più e quelle possono fare di più?
"Tutte le Regioni possono fare di più. Credo che non sia opportuno fare l'elenco di buoni e cattivi".

Al Nord forse ce ne sono meno...
"Il problema dell'accoglienza riguarda ogni paese civile e non può essere fatta una distinzione geografica perché alcune realtà del Nord vengono particolarmente segnate dagli arrivi via terra. Si pensi al Friuli Venezia Giulia, a Udine e a Gorizia che sono punti di ingresso per le immigrazioni via terra. Il problema riguarda l'Europa. Noi siamo abituati a misurare le nostre sofferenze e le nostre difficoltà, non sempre ci guardiamo intorno".

Cioè?
"I nostri partner europei ospitano un numero di gran lunga superiore rispetto all'Italia, sia in valore assoluto sia in percentuale. Da noi il fenomeno si vede di più perché sono rilevanti gli arrivi, è la prima accoglienza che ci impegna in modo rilevante. Ma come permanenza di stranieri gli altri paesi europei, a partire dalla Germania per arrivare alla Norvegia, ne ospitano tanti tanti di più rispetto a noi".
 

Tags:
bubbico interno migranti
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