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Politica
Caos Legge elettorale, lite Fi-Pd sugli emendamenti

ZANDA - "Le regole del gioco non si cambiano mai da soli e bene fa il Pd a chiedere che la legge elettorale sia approvata da una maggioranza piu' larga possibile" . Lo ha detto il capogruppo Pd al senato Luigi Zanda intervenendo al convegno sulle riforme in corso a palazzo Giustiniani. "Stiamo attenti sulle regole e' la stessa Carta a chiedere maggioranze piu' ampie e quindi diverse" ha aggiunto.

BRUNETTA - "Noi non abbiamo i numeri per portare il Paese a nuove elezioni, magari le vogliamo le nuove elezioni, e' anche logico per una forza di opposizione, ma non abbiamo i numeri". Cosi' Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a SkyTg24. "Quindi chi puo' determinare le nuove elezioni e' il solo Partito democratico, e mi sembra una follia questa degli emendamenti D'Attorre o Lauricella, del Partito democratico, volti a garantire la legislatura contro lo stesso Partito democratico. Veramente siamo in una situazione da manicomio", conclude Brunetta.

GASPARRI - "Al Capo dello Stato deve arrivare una legge elettorale promulgabile, non un pasticcio contrario alle regole del diritto e ai principi della Costituzione. Una legge con condizioni sospensive, cioe' tale da entrare in vigore soltanto se si verificano determinati fatti, e' improponibile". E' quanto afferma in una nota Maurizio Gasparri (FI), vice presidente del Senato. "Peggio ancora - sostiene ancora - sarebbe una legge elettorale che riguardasse la Camera e non il Senato. Che il Senato debba essere riformato o addirittura abolito e' tema condiviso da tutti. Ma al momento esiste. E il Paese deve avere una legge elettorale applicabile in qualsiasi momento. Un conto e' auspicare che le elezioni non ci siano, un altro e' far si' che non si possano svolgere per mancanza di una legge elettorale. Dobbiamo avere sempre l'estintore funzionante dietro il vetro a garanzia della democrazia e della liberta'".

Il rischio, sottolinea l'esponente di Forza Italia e' di finire "come l'Ucraina e la Siria. La legge elettorale, quindi, deve riguardare sia il Senato che la Camera, anche perche' la sentenza della Corte Costituzionale non ha offerto una legge elettorale automaticamente applicabile". Se per la Camera c'e' un lontano precedente del 1992 di una legge elettorale con una preferenza unica, per il Senato non c'e' nessuna legge del passato che prevedesse le preferenze. Andrebbe quindi scritta daccapo una nuova normativa. Ecco perche e' necessario fare una legge che riguardi i due rami del Parlamento. Poi, se e quando sara' attuata la auspicata riforma costituzionale, avremo un contesto diverso. Ma se si presentasse una soluzione pasticciata e confusa il Quirinale credo che legittimamente avrebbe molte cose da dire".

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