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Politica
matteo salvini

La partita perr il Quirinale è aperta anche se sarà il nuovo Parlamento a metà aprile ad eleggere il Capo dello Stato che sostituirà  Giorgio Napolitano. Per ora c'è una rosa di nomi che va da Romano Prodi (inviso però a Silvio Berlusconi) a Beppe Pisanu a Giuliano Amato fino ad Anna Finocchiaro e Anna Maria Cancellieri. Ma come ha spiegato il politologo Alessandro Campi con un’intervista ad Affaritaliani.it, "l'esperienza repubblicana insegna che il Capo dello Stato è sempre stato un personaggio di grande valore ma di seconda fila, fuori dal gioco politico: ad esempio Pertini, Cossiga, Scalfaro e lo stesso Napolitano: politici di grande esperienza parlamentare ma non di primissima fila". Eccetto Ciampi ovviamente che venne eletto nel 1999 dopo aver ricoperto già l’incarico di presidente del Consiglio e di ministro dell’Economia. Tradotto: le sorprese sono dietro l'angolo.

Intanto la Lega, per bocca del segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, con un'intervista ad Affaritaliani.it, si sfila dal toto nomi ma ne approfitta per lanciare una provocazione: "Chiudiamo il Quirinale e adibiamolo a museo". Salvini precisa che per il Carroccio chi sarà il nuovo inquilino del Quirinale rappresenta “l'ultima delle preoccupazione, a noi interessa il Pirellone. Al Quirinale ci può andare anche Geppetto”.  Interpellato sui nomi, sulla falsa riga del Cavaliere, boccia l'opzione Prodi: "Per carità di Dio". Amato poi nemmeno a parlarne:  "Ma chi? Quello che ha effettuato il prelievo dei soldi dai nostri conti corrente di notte". Gelido poi sui Pisanu. "L'unico ministro dell'Interno che mi ricordo si chiama Maroni". Salvini glissa su Berlusconi, il cui vero sogno è quello di salire al Colle , e propone di “trasformare  il Quirinale in un bellissimo museo. Così risparmieremmo 200 milioni di euro. Inoltre potremmo far pagare l'ingresso al museo 5 euro e sarebbero tutti più contenti. Del resto in Italia  il presidente della Repubblica non è una carica particolarmente efficace e utile”.

Daniele Riosa (Su Twitter @DanieleRiosa)

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