A- A+
Politica
Serracchiani e il Grasso che cola


Di Adriana Santacroce


La frase della Serrachiani, in cui chiede a Grasso di ricordarsi di essere stato eletto nel PD prima di difendere il Senato dalla sua "eliminazione", è abbastanza grave. Il presidente del Senato è una figura di garanzia, prima di essere un eletto di questo o quel partito. Il Centrosinistra ha sempre contestato i presidenti delle camere del Centrodestra quando sembravano, anche solo, sgarrare dal loro ruolo istituzionale. E adesso fa anche di peggio. Non voglio soffermarmi sulla Serracchiani, però. Ma su quello che questo esempio rappresenta e che appare sempre più evidente nel nostro panorama politico.

È così facile in questo Paese dimenticare quanto detto e cambiare idea. Penso a chi sosteneva Bersani o Letta e ora è diventato ultrà renziano. O a chi milita nel NCD e ha mollato Berlusconi, artefice, della sua elezione in un parlamento di nominati. Cambiano con una velocità impressionante e poi si arroccano su posizioni che, fino a ieri, sembravano impensabili. Il minimo comune denominatore è il potere con la convenienza, certo. E devo dire che, cinicamente, non me ne stupisco tanto. È dai tempi di Talleyrand che molti politici vanno dove tira il vento. E sarà sempre così. Quello che, invece, mi fa indignare è la rigidità di molte persone comuni, che, quando trovano un leader o un'idea che soddisfino la loro emotività, perdono ogni senso critico e sposano, in toto, la causa.

È stato così per Berlusconi per tanti anni. Anche di fronte a contraddizioni palesi, a promesse non mantenute, anche di fronte a una condanna in terzo grado, il consenso restava. Cristallizzato. Come il tifo in una squadra. Che anche se gioca male "la colpa è di qualcun altro". È così con Grillo, che viene perdonato quando si muove in modo autoritario. O quando, per propaganda, snocciola numeri grossolani o propone riforme irrealizzabili. É così con l'odio che sta montando contro l'euro senza che ci si chieda, davvero, quali sarebbero le conseguenze di un'uscita dalla moneta unica. Con Renzi, poi, il tifo sta raggiungendo livelli da record. Forse di più che con Berlusconi. Perché quello che accomuna i tifosi della sua squadra è la permalosità. È il non accettare le critiche. È il contestare le contestazioni senza entrare nel merito. È il dire: ma allora non ti va bene niente: non si fa così. Quando criticavo Bersani per il suo essere poco incisivo venivo applaudita dai renziani. Quando criticavo Grillo perché distruggeva senza costruire ecco che arrivava il favore del Centrodestra. Ora che sottolineo l'eccessiva enfasi renziana che, spesso,  si scontra con contenuti modesti ma di grande impatto, arrivano i grillini a dirmi: brava! Ma mai nessuno, della parte politica criticata, riflette o si chiede: ma ci sarà qualcosa di vero nelle critiche?

A volte le stesse contestazioni sono sbagliate, certo. Dettate da orgoglio o, ogni tanto, da partigianeria. Ma vorrei che tutti gli elettori aprissero gli occhi. Quelli di Grillo, di Berlusconi e, soprattutto, i renziani. Che vedessero che le coperture per gli 80€ al mese non ci sono ancora, che il Governo è già in ritardo col calendario delle riforme annunciato il giorno della fiducia. Che le 100 auto blu in vendita all'asta sono solo propaganda di fronte alle nuove 210 che il Governo ha appena comprato. Che le province non vengono abolite, ma vengono cancellati solo gli eletti e che il risparmio è di soli 36 mln e non di 100 e passa come dice il Premier. Vorrei che il senso critico non abbandonasse mai tutti gli elettori. Che si rendessero conto di  quando anche la "loro squadra" gioca male, o commette un fallo. E che non dessero sempre la colpa all'arbitro o alle scorrettezze dell'avversario. Ma che fossero in grado di dire: però questa cosa non è come sembra!

Ci lamentiamo tanto della nostra classe politica. Ma i partiti, e gli eletti, li alimentiamo noi. Servirebbe un po' più di senso critico. Forse, se smettessimo di avere quell'atteggiamento fideistico che ci fa difendere il nostro leader senza se e senza ma, forse, anche la classe politica sarebbe migliore.

@AdriSantacroce
 

Tags:
politica
Loading...

i più visti

casa, immobiliare
motori
Nuova Mercedes AMG GT Coupe’4, sempre più ‘sartoriale’

Nuova Mercedes AMG GT Coupe’4, sempre più ‘sartoriale’


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.