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Politica

"Basilare per la ripartenza e' che si sollevi la cappa di paura creata dalla situazione politica interna; percio' e' cruciale che l'esito delle imminenti elezioni dia al Paese una maggioranza solida, che abbia come priorita' le riforme e la crescita, fornendo cosi' un quadro chiaro che infonda fiducia nel futuro e orienti favorevolmente verso la spesa le decisioni di consumatori e imprenditori". Lo chiede Confindustria nella nella Congiuntura flash.

Nel sistema globale l'incertezza politica si e' quasi dissolta (all'appello manca il voto autunnale in Germania). Si registrano, prosegue il Csc, continui segnali di progresso, alcuni perfino nell' Eurozona, grazie al "contagio positivo" innescato dalle decisioni dello scorso anno di Bce (che rimane pero' timida sui tassi) e governi.

Cio' ha messo in moto un "drammatico miglioramento" mondiale delle condizioni finanziarie e una ritirata dell'avversione al rischio, destinati a proseguire; ne beneficeranno soprattutto i Piigs, stressati dal prosciugamento della liquidita'. Tra gli emergenti, la Cina e' ripartita; gli altri seguiranno. In Usa, grazie alla potente azione della Fed e ai coraggiosi deficit pubblici, e' risorta l'edilizia residenziale, nei prezzi e nei volumi, e questo sosterra' fiducia e spesa dei consumatori; il manifatturiero riguadagna peso nel tirare lo sviluppo. Il mero annuncio della nuova politica economica in Giappone ha provocato scaramucce valutarie, con movimenti anche del 20% di alcuni tassi di cambio; fin qui l'unica vera vittima e' la Corea e l'Area euro inizia a subire danni collaterali ingenti; urge piu' coordinamento. Le materie prime, specie il petrolio, fiutano il riavvio mondiale.

L'economia italiana "sta toccando il fondo della dura recessione, la seconda in cinque anni. Si delineano i presupposti di un rimbalzo che puo' dare avvio alla ripresa". E' quanto si legge nella Congiuntura flash di Confindustria. "La sfiducia ha infatti compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali - si legge nell'analisi mensile - gli acquisti di beni durevoli sono scesi molto piu' del reddito reale disponibile, gli investimenti sono ai minimi storici in rapporto al Pil e le scorte sono bassissime".

Contemporaneamente, spiega il Csc, "vengono meno o si allentano le tre cause del regresso: credit crunch, iper-restrizione dei bilanci pubblici e frenata della domanda globale". L'attivita' industriale italiana "e' salita dello 0,4% in dicembre su novembre; risulta cosi' del 2,1% la diminuzione nel quarto trimestre (-6,2% nel 2012, stime Csc). Tale dinamica e' coerente con un calo del Pil nel quarto trimestre di nuovo marcato (-0,6% almeno), dopo il -0,2% nel terzo". Cattive notizie anche sul fronte del lavoro. In novembre i disoccupati hanno superato i 2,8 milioni, pari all'11,1% della forza lavoro (quota invariata rispetto a ottobre), mentre il numero delle persone attive e' rimasto quasi stabile (-44mila unita' la variazione mensile). Rispetto al trimestre precedente, gli occupati sono invece diminuiti dello 0,4% (-80mila unita'). Le imprese rivelano aspettative in peggioramento sull'occupazione del trimestre in corso, con un aumento di 6 punti percentuali (dal 24,7% in settembre) della quota di quelle che rivedono al ribasso il numero degli addetti (indagine Banca d'Italia-Il Sole-24 Ore). Dopo il picco registrato nel luglio scorso (equivalente a 390mila unita' di lavoro standard), e' diminuito il bacino di utilizzo della Cig. Il Csc stima che a dicembre siano state utilizzate 340mila unita', l'1,0% in meno rispetto al mese precedente. Uno sgonfiamento non riconducibile, pero', a un miglioramento del quadro occupazionale, semmai alla perdita del lavoro da parte dei cassintegrati. La minore occupazione sta ulteriormente erodendo il reddito disponibile delle famiglie, gia' sceso in termini reali dello 0,1% nel terzo trimestre (-1,9% nel secondo). Il tasso di risparmio e' risalito dai minimi storici (8,9% da 8,1%), spinto all'insu' dall'incertezza che frena la spesa.

Consumi ancora in diminuzione, mentre i saldi invernali non decollano: la quota di consumatori disposta a fare acquisti e' inferiore di 8 punti percentuali rispetto al 2012 (60,5%) e la spesa media e' piu' bassa del 12,5% (Confcommercio). Secondo l'indagine Confesercenti- Swg solo il 16% degli intervistati si attende un miglioramento delle condizioni economiche nel 2013 (era il 32% l'anno scorso). Per mantenere i volumi di vendita, le imprese riducono prezzi e margini.

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