A- A+
Politica
alessio de giorgi

Cacciato per intervento della Santa Sede? "Quale cacciata, scusi? Mi sono stufato dell'attenzione morbosa e voyeuristica rivolta alla mia vita privata e imprenditoriale. Se vogliamo dare spazio pure al filone complottista per il titolo buono del giorno siamo alla frutta". Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it e candidato nella Lista Monti parla con Affaritaliani.it all'indomani delle sue clamorose dimissioni dalla Lista e risponde così alle illazioni su una sua presunta defenestrazione su pressioni del Vaticano. E spiega: la Lista Monti non è certo la Democrazia Cristiana, avrebbe convissuto benissimo con i cattolici rappresentati da Andrea Riccardi: "Il Parlamento legifera: fossi entrato avrei portato il mio contributo, non ero candidato premier. Riccardi ha le sue rispettabili e autorevoli opinioni, che rispetto. Che in una lista plurale trovano albergo anche accanto alle mie". Poi si toglie un sassolino con il giornale "Libero": "Ecco, chi non mi ha voluto bene? Libero sicuramente, che ieri ha aperto a metà pomeriggio il suo sito con un articolo nel quale occhiello si leggeva 'Vittoria di Libero'. Insomma, più chiaro di così...". E i matrimoni gay, messi in secondo piano da Mario Monti? "Tra dire che non sono una priorità e lasciare però la libertà di legiferare al Parlamento ce ne corre. Monti ha affrontato il problema con senso politico. Bisogna avere una linea, che è la medesima che condivido: non siamo pronti per il matrimonio omosessuale".

De Giorgi, c'è davvero la Santa Sede dietro la sua cacciata dalla Lista Monti?
"Quale cacciata, scusi? Nel mio comunicato di ieri ho specificato bene, spero, che la mia è stata una scelta personale. Sofferta, certo, ma del tutto personale. Mi sono stufato dell'attenzione morbosa e voyeuristica rivolta alla mia vita privata e imprenditoriale. Sulle quali, beninteso, non ho nulla da nascondere dacché non sono un criminale, epperò quel prurito scambiato per giornalismo non solo ha creato e continua a creare danno d'immagine al sottoscritto ma anche e soprattutto alla lista "Scelta civica con Monti per l'Italia". Ho ritenuto che il mio fosse un atto di rispetto a fronte dell'enorme opportunità politica che mi era stata concessa".

La lista Monti è indicata come un partito, se non cattolico, come fortemente vicino al Vaticano. Insomma: come potevano convivere lei e il ministro Andrea Riccardi, per fare un esempio?
"La lista unitaria di Mario Monti è anzitutto una lista plurale. Come tale non può che essere laica. Altrimenti si chiamerebbe Democrazia Cristiana o robe simili. Il mio nome fu fatto - e accettato - per le competenze specifiche in materia di diritti civili. Dal canto mio aderii al progetto di rinnovamento politico montiano anche perché la Lista parte dall'agenda Monti, che per quanto mi riguarda, e non sono il solo a dirlo, è sovrapponibile con quella di Renzi, alla quale, appunto, ho partecipato entusiasticamente alla stesura sui temi cari a me e alla comunità LGTB cui orgogliosamente appartengo. Convivere con Riccardi? Il Parlamento legifera: fossi entrato avrei portato il mio contributo, non ero candidato premier. Riccardi ha le sue rispettabili e autorevoli opinioni, che rispetto. Che in una lista plurale trovano albergo anche accanto alle mie".

Chi secondo lei ha voluto la sua cacciata?
"Ripeto: è stata una scelta personale, affatto semplice. Se vogliamo dare spazio pure al filone complottista per il titolo buono del giorno siamo alla frutta".

Perché?
"Ma perché non c'è stato nessun complotto. Il tritacarne nel quale sono finito mi ha arrecato danni ingenti, sia d'immagine personale che professionale. Io sono un imprenditore e ho dovuto necessariamente tenere conto che le società di cui sono socio hanno bisogno di stare in piedi. La campagna che Libero ha orchestrato contro di me danneggiava anche queste ultime, e io devo tutelare gli interessi dei miei investitori e gli stipendi dei dipendenti. Ecco, chi non mi ha voluto bene? Libero sicuramente, che ieri ha aperto a metà pomeriggio il suo sito con un articolo nel quale occhiello si leggeva 'Vittoria di Libero'. Insomma, più chiaro di così...".

Il mondo gay come ha accolto la sua decisione?
"Ho ricevuto telefonate e messaggi da parte degli altri candidati omosessuali, anche di quelli del Pd. Sui social network sono stato letteralmente abbracciato da molti miei fan e amici. Qualcuno ha espresso perplessità all'inizio proprio per la mia decisione di candidarmi nella lista del Professore, ma davanti all'evidenza di un trattamento squadrista tutti mi sono stati vicini. E questo loro affetto è fondamentale per me per andare avanti".

E la Lista Monti?
"Ho sentito privatamente moltissimi candidati. Irene Tinagli è stata molto affettuosa, come sempre del resto, con me. Si è comportata da vera amica quale è. Ieri poi, uscito il mio comunicato, Andrea Romano su Twitter ha commentato il tutto con parole splendide, connotando il mio come un gesto di grandissima dignità. E lo ringrazio".

Monti non ha ritenuto urgenti i diritti degli omosessuali. Perché lei ha dichiarato che continuerà a dare il suo appoggio al partito del Professore?
"Semplicemente perché tra dire che non sono una priorità e lasciare però la libertà di legiferare al Parlamento ce ne corre. Monti ha affrontato il problema con senso politico. Bisogna avere una linea, che è la medesima che condivido: non siamo pronti per il matrimonio omosessuale ed io e Giuliano Gasparotti, già ai tempi dell'agenda Renzi, abbiamo lavorato per guardare all'estero e fare nostre le esperienze che negli altri Paesi hanno messo in piedi in tema di riconoscimento di diritti per le coppie gay".

Che cosa farà domani?
"Resto a disposizione della Lista. Manca ancora un mese abbondante al voto. E, mi creda, di cose da fare ce ne sono. Poi, come cantava Ornella Vanoni: domani è un altro giorno, si vedrà...".

Antonino D'Anna

Tags:
de giorgigay.itmonti
Loading...

i più visti

casa, immobiliare
motori
Gladiator: design autenticamente Jeep

Gladiator: design autenticamente Jeep


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.