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Politica
Ok al dl Irpef anche con i voti di Sel. Vendola costretto a dire sì

Ok definitivo al Decreto Irpef. La Camera ha approvato con 322 sì, 149 no e 9 astenuti. E, a sorpresa, sono arrivati al Pd anche i voti di Sel. Sinistra, Ecologia e Libertà di Nichi Vendola ha infatti votato sì al decreto, che ieri ha ottenuto la fiducia anche alla Camera (dopo quella al Senato). La decisione, annunciata in aula alla Camera dalla deputata Titti Di Salvo nel corso delle dichiarazioni di voto finale sul provvedimento, è arrivata dopo una lunga e infuocata riunione di ieri sera, dove 17 deputati contro 15 hanno dato parere favorevole al provvedimento. Uno scarto dunque minimo.

Il dl Irpef è un decreto "ricco di contraddizioni e tuttavia interviene su una platea vasta che vive un disagio sociale straordinario", ha commentato Nichi Vendola. "Tutto quello che assomiglia a una riparazione dei danni fatti alle famiglie va bene. Resta una perplessità di fondo sulle fonti di finanziamento del decreto". Ma quindi siamo di fronte a un riavvicinamento con il Pd? "A un sì al Dl Irpef che sia uno scivolo per progressivamente avvicinarsi all'area di governo io dico no", ha precisato Vendola. "Capisco che ci sia anche una forte fascinazione verso Matteo Renzi, ma siamo all'opposizione".
 
"Gli 80 euro sono una scelta che va nella direzione giusta", ha spiegato la deputata Sel Di Salvo. "Sarebbe stata una linea politica di centrosinistra, ma questo non è un Governo di centrosinistra. E' di larghe intese. Lo si vede dal Lavoro. Per questo abbiamo votato contro la fiducia al Governo Renzi e abbiamo deciso di fare ostruzionismo sul decreto Lavoro. Con questa stessa ragione noi votiamo a favore di questo decreto".

La decisione di Sel arriva dopo una piccola diaspora di parlamentari Sel verso il Pd. L'ultimo in ordine di tempo era stato il deputato Michele Ragosta: "Nessun trasformismo", aveva detto, "voglio solo aiutare lo sforzo di cambiamento di Renzi e mettermi in gioco per le riforme". Il clima resta infuocato, come ha dimostrato la riunione di stanotte. I deputati di Sel Giulio Marcon e Giorgio Airaudo, infatti, oggi si sono astenuti. La decisione è stata presa in dissenso da quella del loro gruppo che invece ha annunciato il sì al voto finale del provvedimento.

Tuttavia, proprio oggi Sel ha duramente accusato il governo Renzi: "Del ddl antocorruzione non si sa più nulla, è sparito dal calendario del Senato, non si più nemmeno se sarà un decreto o un disegno di legge". A denunciare lo slittamento ulteriore del provvedimento è stata Loredana De Petris, senatrice di Sel, che ha attaccato la maggioranza anche per il rifiuto di inserire all'ordine del giorno il ddl sui reati ambientali che è stato approvato all'unanimità alla Camera: "Giace in commissione e non vogliono metterlo in calendario".

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