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Politica
Renzi lavora per rafforzare Salvini e Landini


Di Domenico Pannoli (Responsabile Mezzogiorno Italia Unica)


E' sempre più opinione diffusa che la strategia del presidente del Consiglio miri a rafforzare per un verso la destra à la Le Pen e per l'altro a porre le condizioni per la nascita a sinistra di un soggetto à la Tsipras, nella convinzione che questo processo collocherebbe il PD à la Renzi al centro del quadro politico in una posizione non contendibile oggi e nel prossimo futuro, secondo lo "schema di gioco" di quel Partito della Nazione che per primi noi stessi abbiamo denunciato.

E allora è bene dire, con nettezza, che quella appena descritta sarebbe una prospettiva semplicemente esiziale per il paese. Non solo perché gli italiani hanno, con difficoltà ma con crescente convinzione, imparato negli ultimi vent'anni a scegliere fra due alternative. Inefficaci e parolaie, ma pur sempre due alternative. Non solo perché proprio la storia degli ultimi vent'anni ci insegna che quando l'opposizione manca o non è un'opposizione "di governo", la stessa attività della maggioranza ne risulta indebolita. La politica, come il tango, si balla almeno in due. Da soli non si va molto oltre le tante promesse ed i magri risultati di questa stagione politica. Ma c'è una ragione aggiuntiva per spingere tutti gli italiani di buona volontà a fare quanto nelle loro possibilità per scongiurare un esito di questo genere. A volte può anche accadere che - com'è accaduto in Grecia - le opposizioni non "di governo" vincano le elezioni e governino addirittura insieme. Destra e sinistra, senza imbarazzi. Con i risultati che già si vedono (e sia chiaro: siamo solo all'inizio della vicenda greca).

E allora ogni sforzo va fatto perché un partito realmente alternativo, che sa incarnare i valori liberali, popolari e riformisti, capace di attrarre persone e idee che ne facciano "forza di governo", trovi il proprio massimo comune denominatore e si prepari a rappresentare un'alternativa credibile alla odierna maggioranza.  Italia Unica può svolgere un ruolo importante in questa fase, facendosi protagonista ogni giorno di più della battaglia ai "quattro populismi" e soprattutto lavorando sui territori, quella base di amministratori, associazioni e comunità troppo spesso dalla politica.

E si deve proseguire facendo quel che il centrodestra ufficiale non fa. Cominciando a costruire le basi programmatiche del centrodestra prossimo venturo. Non una ricetta da offrire ad altri. Né un proclama destinato a rimanere lettera morta. Ma la ricostruzione paziente delle ragioni che tengono insieme un blocco sociale. Perché su questo punto non devono esserci dubbi: gli elettori di centrodestra sono ancora lì.

Questo è il grande lavoro che ci aspetta da oggi e per il futuro. Un lavoro che - come responsabile dello sviluppo territoriale del Sud e delle isole - mi fa fin da subito intravedere la grande opportunità per Italia Unica di ridare voce e speranza al Mezzogiorno del Paese, maltrattato e sfruttato dai vecchi partiti in una logica di clientelismo e arroganza che va superata.

In due grandi regioni del Sud e in tantissimi comuni, alcuni capoluogo, si voterà in maggio. Come è noto Italia Unica non parteciperà con il suo simbolo alle Regionali perché considera l'esperienza stessa delle Regioni da superare. Ma è naturale che gli avvenimenti di queste ore in Campania e la situazione comunque ingarbugliata della Puglia non possono lasciare indifferenti un partito che si muove per fare della trasparenza e del merito la sua bandiera.
In Puglia sono sono fin troppo evidenti i segni di un processo degenerativo del centrosinistra, mentre in Campania il Pd, sicuro fino a ieri di vincere, si è "dimenticato" di essere lo sfidante e di dover cercare un programma e non solo una persona (problemi personali a parte) con cui provare a convincere i cittadini. E' il segno di una politica che non ci appartiene, è l'evidenza che l'alternativa si costruisce sui programmi, sulle idee prima che sulle alleanze.

Con la stessa chiarezza saremo presenti a sostegno di quelle liste civiche e quegli amministratori capaci che si candidano alle Comunali per mettersi davvero al servizio del territorio. Non cadremo nella trappola di affiancarci a simboli di partito in via di estinzione, ma valorizzeremo le proposte, le esperienze concrete, il lavoro di segnalazione che arriverà dalle nostre Porte. Un lavoro che è già in corso in tutto il Paese ma che inevitabilmente nel Sud e nelle isole assume un carattere speciale, perché qui non c'è davvero più tempo da perdere.

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