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Politica
Consulta, Donato Bruno indagato a Isernia

Donato Bruno, il senatore forzista in corsa per la Consulta, dopo le notizie sul suo coinvolgimento in un'inchiesta giudiziaria a Isernia, smentisce di aver ricevuto un avviso di garanzia, come rivelato da 'Il Fatto quotidiano', e annuncia querela verso il giornale diretto da Antonio Padellaro.

"Con riferimento alle notizie pubblicate oggi su 'Il Fatto Quotidiano' - afferma Bruno in una nota - chiedo venga precisato, ai sensi della legge sulla stampa, che non mi è stato mai notificato alcun atto giudiziario dal quale risulti una mia pretesa posizione di 'inquisito'".

"Sono stato sentito nella diversa veste di 'persona informata dei fatti' - si difende ancora il candidato alla Consulta- ho dato incarico ad un legale di mia fiducia per la tutela della mia reputazione nelle sedi giudiziarie", conclude.

Da parte sua Forza Italia conferma la candidatura del senatore. "Confermiamo con convinzione e determinazione l'indicazione data già nei giorni scorsi da Forza Italia - affermano in una dichiarazione congiunta i capigruppo di Fi di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani - il collega e amico Donato Bruno resta il nostro candidato alla Corte costituzionale".

Mentre il Pd, per bocca del vicesegretario Debora Serracchiani, ribadisce che il candidato del Pd alla Consulta "è e resta Luciano Violante". E, riferendosi a Bruno, precisa che l'avviso di garanzia "serve all'indagato per poter fare chiarezza". Fonti Pd spiegano che, almeno per ora, non ci sono diverse indicazioni sul versante Consulta. "Certo, comunque stia la faccenda, - si osserva negli ambienti parlamentari dei democratici- la cosa non aiuta... Ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna indicazione su un eventuale nuovo nome avanzato da Forza Italia".

Tuttavia c'è ancora tempo per cambiare le carte in tavola, visto che la prossima seduta comune del Parlamento per Consulta e Csm è fissata per martedì prossimo, tra quattro giorni.

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