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Politica

Due conduttori a Servizio Pubblico: Michele Santoro e Silvio Berlusconi. Quest'ultimo ha parlato quanto gli pareva, e in certi momenti ha impartito ordini. Marco Travaglio dopo aver letto il suo pezzo contro il Cavaliere, stava per alzarsi come fa sempre, ma l'abilissimo Silvio si è rivolto a Santoro e gli ha detto: "No, lo lasci lì, così lo guardo in faccia". E Santoro ha ordinato a Travaglio di non muoversi dal suo posto, e Marco Travaglio ha ubbidito.

Alla fine della trasmissione il Cavaliere si è preso il gusto di leggere una lunga lettera. Ha preso il posto di Travaglio al tavolo di lettura, e Santoro, al povero giornalista che stava dirigendosi al suo posto, ha ingiunto di sedersi sulla poltrona lasciata da Berlusconi, il che ha dato poi la soddisfazione al Cavaliere, quando vi è tornato a sedere, di fingere di pulirla col fazzoletto con gesto plateale, come se Travaglio gliel'avesse sporcata.

La lettera cominciava col ricordare che Travaglio si è laureato a 32 anni, come se laurearsi a 32 anni fosse un disonore. Seguiva un interminabile elenco di condanne inflitte al giornalista per diffamazione. Condanne che molti giornalisti senza peli sulla lingua collezionano nel corso degli anni. Però la lettera ha avuto l'effetto che il Cavaliere desiderava e che si aspettava: il disagio di tutti e il mutismo di tutti. Luisella Costamagna mostrava un'espressione di vera sofferenza. Travaglio sorrideva, ma di un sorriso penoso. Michele Santoro, sapendo che il quel momento gli ascolti andavano alle stelle, ha aspettato che Silvio Berlusconi giungesse quasi alla fine, per interromperlo. Ha alzato la voce, si è irritato (o ha finto d'irritarsi?), e gli ha rimproverato di non essere stato alle regole stabilite prima della trasmissione.

Il gran numero d'ascolti avrà fatto comodo al primo conduttore, ma chi ci ha guadagnato veramente è stato il perfido abilissimo Cavaliere. Marco Travaglio avrebbe fatto bene a non seguire gli ordine dei due conduttori.

Elisa Merlo

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