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Saranno 117 i cardinali che eleggeranno il nuovo Papa nel prossimo mese di marzo. Al momento infatti i cardinali con emeno di 80 anni sono 118, ma l'ucraino Husar superera' la soglia il 26 febbraio e dunque restera' fuori dalla Cappella Sistina, cosi' come non entreranno in Conclave il decano del Collegio cardinalizio Angelo Sodano e il sottodecano Roger Etchegaray, ultraottantenni. Aboliti i modi di elezione detti "per acclamationem seu inspirationem e per compromissum", la forma di elezione del Romano Pontefice "sara' unicamente per scrutinium", come ha deciso Giovanni Paolo II nella costituzione apostolica "Universi Dominici Gregis" che ha profondamente innovato la procedura per eleggere il Papa.

Nel documento e' stabilito, ad esempio, che "per la valida elezione si richiedono i due terzi dei suffragi, computati sulla totalita' degli elettori presenti". Nel caso in cui "il numero dei Cardinali presenti non possa essere diviso in tre parti uguali, per la validita' dell'elezione del Sommo Pontefice e' richiesto un suffragio in piu'".All'elezione si procedera' immediatamente dopo che siano stati espletati tutti gli adempimenti richiesti e "qualora cio' avvenga gia' nel pomeriggio del primo giorno, si avra' un solo scrutinio". Nei giorni successivi, poi, "se l'elezione non s'e' avuta al primo scrutinio, si dovranno tenere due votazioni sia al mattino sia al pomeriggio, dando sempre inizio alle operazioni di voto all'ora gia' precedentemente stabilita o nelle Congregazioni preparatorie o durante il periodo dell'elezione".

Resta immutata rispetto alla tradizione la localizzazione delle votazioni, che, come sempre , avranno luogo nella Cappella Sistina, dove, ha scritto Giovanni Paolo II nella Costituzione Apostolica "tutto concorre ad alimentare la consapevolezza della presenza di Dio, al cui cospetto ciascuno dovra' presentarsi un giorno per essere giudicato". Ma, come avvenuto nel 2005, grazie al documento del 1996, gli elettori non saranno piu' costretti a dormire in scomode stanzette ricavate con tramezzi provvisori nei saloni dell'attiguo Palazzo Apostolico, ma "in ambienti convenienti". "Al momento stabilito per l'inizio delle operazioni dell'elezione del Sommo Pontefice, tutti i Cardinali elettori - si legge infatti nel testo - dovranno aver avuto e preso conveniente sistemazione nella cosiddetta 'Domus Sanctae Marthae', costruita di recente nella Citta' del Vaticano".

"Dal momento in cui e' stato disposto l'inizio delle operazioni dell'elezione, fino al pubblico annunzio dell'avvenuta elezione del Sommo Pontefice o, comunque, fino a quando cosi' avra' ordinato il nuovo Pontefice - continua il documento - i locali della Domus Sanctae Marthae, come pure e in modo speciale la Cappella Sistina e gli ambienti destinati alle celebrazioni liturgiche, dovranno essere chiusi, sotto l'autorita' del Cardinale Camerlengo e con la collaborazione esterna del Sostituto della Segreteria di Stato, alle persone non autorizzate, secondo quanto stabilito nei numeri seguenti". Mentre "l'intero territorio della Citta' del Vaticano e anche l'attivita' ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l'elezione del Sommo Pontefice". In particolare, "si dovra' provvedere che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno mentre saranno trasportati dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano". E a tutti coloro che "casualmente dovessero incontrare qualcuno dei Cardinali elettori in tempo di elezione, e' fatto assoluto divieto di intrattenere colloquio, sotto qualsiasi forma, con qualunque mezzo e per qualsiasi motivo, con i medesimi Padri Cardinali". Non solo: "i Cardinali elettori, dall'inizio delle operazioni dell'elezione fino a quando questa sara' avvenuta e pubblicamente annunciata", dovranno astenersi "dall'intrattenere corrispondenza epistolare, telefonica o con altri mezzi di comunicazione con persone estranee, se non per comprovata ed urgente necessita', debitamente riconosciuta dalla Congregazione". Alla medesima "compete riconoscere la necessita' e l'urgenza di comunicare con i rispettivi uffici per i Cardinali Penitenziere Maggiore, Vicario Generale per la diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Vaticana".

La Costituzione stabilisce poi che "nessun Cardinale elettore potra' essere escluso dall'elezione sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto". Un diritto che invece hanno perso "i Cardinali canonicamente deposti o che abbiano rinunciato, col consenso del Romano Pontefice, alla dignita' cardinalizia". In periodo di Sede Vacante, "il Collegio dei Cardinali non puo' riammettere o riabilitare costoro". Il documento ordina anche che "i Cardinali elettori presenti debbano attendere per quindici giorni interi gli assenti" e che al Collegio dei Cardinali sia data "facolta' di protrarre, se ci sono motivi gravi, l'inizio dell'elezione per alcuni altri giorni". "Trascorsi pero', al massimo, venti giorni dall'inizio della Sede Vacante - precisa il testo - tutti i Cardinali elettori presenti sono tenuti a procedere all'elezione. Tutti i Cardinali elettori, convocati dal Decano, o da altro Cardinale a suo nome, per l'elezione del nuovo Pontefice, sono tenuti, in virtu' di santa obbedienza, ad ottemperare all'annuncio di convocazione e a recarsi al luogo designato allo scopo, a meno che siano trattenuti da infermita' o da altro grave impedimento, che pero' dovra' essere riconosciuto dal Collegio dei Cardinali". Nel caso in cui "qualche Cardinale avente diritto al voto rifiutasse di entrare nella Citta' del Vaticano per attendere ai lavori dell'elezione o in seguito, dopo che essa e' cominciata, si rifiutasse di rimanere per adempiere al suo ufficio, senza manifesta ragione di malattia riconosciuta con giuramento dai medici e comprovata dalla maggior parte degli elettori, gli altri procederanno liberamente alle operazioni dell'elezione, senza attenderlo, ne' riammetterlo nuovamente". Qualora, invece, "un Cardinale elettore e' costretto ad uscire dalla Citta' del Vaticano per sopraggiunta infermita', si puo' procedere all'elezione anche senza chiedere il suo voto; ma se egli vuole rientrare nella suddetta sede dell'elezione, dopo la guarigione od anche prima, deve esservi riammesso". Mentre, "se qualche Cardinale elettore esce dalla Citta' del Vaticano - si legge ancora nel testo - per qualche ragione grave, riconosciuta dalla maggioranza degli elettori, puo' ritornarvi, per riprendere parte all'elezione".

E' stabilito anche che "per venire incontro alle necessita' personali e d'ufficio connesse con lo svolgimento dell'elezione", siano "disponibili e quindi convenientemente alloggiati in locali adatti entro i confini, il Segretario del Collegio Cardinalizio, che funge da Segretario dell'assemblea elettiva, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie con due Cerimonieri e due religiosi addetti alla Sagrestia Pontificia, un ecclesiastico scelto dal Cardinale Decano o dal Cardinale che ne fa le veci, perche' lo assista nel proprio ufficio". Dovranno infine essere disponibili "alcuni religiosi di varie lingue per le confessioni, nonche' due medici per eventuali emergenze". E si dovra' anche "provvedere in tempo utile perche' un congruo numero di persone, addette ai servizi della mensa e delle pulizie, siano disponibili allo scopo".

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