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Politica

Niente da fare per i giovani impegnati nei programmi Erasmus. Il Consiglio dei ministri di oggi, informa il comunicato finale, ha infatti "valutato approfonditamente, grazie alle relazioni dei ministri dell'Interno e degli Affari esteri, la possibilita' di consentire agli studenti Erasmus la partecipazione al voto dall'estero per le prossime elezioni politiche, come auspicato in precedenza. Risultato: "La discussione ha posto in evidenza delle difficolta' insuperabili: anzitutto di tempo e di praticabilita' e, soprattutto, di costituzionalita' nel selezionare unicamente gli studenti Erasmus, escludendo tutti gli altri soggetti che si trovano all'estero per ragioni di studio, ma senza una borsa Erasmus, come nuova categoria di elettori temporanei". "La discrezionalita' di scelta che eserciterebbe il Consiglio con questa decisione - si rileva ancora - contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettivita' del diritto di voto previsti dalla Costituzione".

Secondo quanto si e' appreso in seguito esclusa da subito la strada del decreto legge, qualcuno ha anche suggerito la possibilita' di procedere per via amministrativa, dunque senza passare per una decisione del Consiglio dei Ministri, assegnando soldi alle universita' per venire incontro il piu' possibile, alle spese di rientro degli studenti che, in costanza di elezioni politiche, si sarebbero trovati all'estero per motivi di studio avendo aderito al programma europeo. Ma anche questa strada, al di la' della situazione economica, avrebbe costituito una disparita' rispetto agli altri studenti, ma anche ai diversi docenti, che sono andati a studiare fuori dai confini nazionali grazie ad altri progetti. Anche questa soluzione sarebbe stata decisamente impugnabile e avrebbe rischiato di invalidare il voto.

CORRUZIONE: CDM, OK A DUE DLGS PER ATTUARE PACCHETTO TRASPARENZA
Il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, due decreti legislativi che attuano la legge 190 del 2012, "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalita' nella pubblica amministrazione". Lo si apprende dal comunicato finale del consiglio dei ministri. Il primo provvedimento riordina tutte le norme che riguardano gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle p.a. e introduce alcune sanzioni per il mancato rispetto di questi vincoli.


 I punti principali del provvedimento prevedono: l'istituzione dell'obbligo di pubblicita' delle situazioni patrimoniali di politici, e parenti entro il secondo grado; degli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche; dei dati, in materia sanitaria, relativi alle nomine dei direttori generali, oltre che agli accreditamenti delle strutture cliniche. Viene data una definizione del principio generale di trasparenza: accessibilita' totale delle informazioni che riguardano l'organizzazione e l'attivita' delle p.a., allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Il provvedimento ha infatti lo scopo di consentire ai cittadini un controllo democratico sull'attivita' delle amministrazioni e sul rispetto, tra gli altri, dei principi costituzionali di eguaglianza, imparzialita', buon andamento, responsabilita', efficacia ed efficienza dell'azione pubblica. I terzo punto del provvedimento, si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi, rende la pubblicazione dei dati e delle informazioni sui siti istituzionali lo snodo centrale per consentire un'effettiva conoscenza dell'azione delle p.a. e per sollecitare e agevolare la partecipazione dei cittadini. Per pubblicazione si intende la diffusione sui siti istituzionali di dati e documenti pubblici e la diretta accessibilita' alle informazioni che contengono da parte degli utenti. Si stabilisce il principio della totale accessibilita' delle informazioni. Il modello di ispirazione e' quello del Freedom of Information Act statunitense, che garantisce l'accessibilita' di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle p.a., salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente (es. per motivi di sicurezza).


Si prevede che il principio della massima pubblicita' dei dati rispetti le esigenze di segretezza e tutela della privacy. Il provvedimento stabilisce che i dati personali diversi dai dati sensibili e dai dati giudiziari possono essere diffusi attraverso i siti istituzionali e possono essere trattati in modo da consentirne l'indicizzazione e la tracciabilita' con i motori di ricerca. E' previsto l'obbligo di pubblicazione dei dati sull'assunzione di incarichi pubblici e si individuano le aree in cui, per ragioni di tutela della riservatezza, non e' possibile accedere alle informazioni. Viene introdotto un nuovo istituto: il diritto di accesso civico. Questa nuova forma di accesso mira ad alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e p.a. e a promuovere il principio di legalita' (e prevenzione della corruzione).

In sostanza, tutti i cittadini hanno diritto di chiedere e ottenere che le p.a. pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato. Si disciplina la qualita' delle informazioni diffuse dalle p.a. attraverso i siti istituzionali. Tutti i dati formati o trattati da una PA devono essere integri, e cioe' pubblicati in modalita' tali da garantire che il documento venga conservato senza manipolazioni o contraffazioni; devono inoltre essere aggiornati e completi, di semplice consultazione, devono indicare la provenienza ed essere riutilizzabili (senza limiti di copyright o brevetto). Si stabilisce la durata dell'obbligo di pubblicazione: 5 anni che decorrono dal primo gennaio dell'anno successivo a quello in cui decorre l'obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti abbiano prodotto i loro effetti (fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente). Si prevede l'obbligo per i siti istituzionali di creare un'apposita sezione - "Amministrazione trasparente" - nella quale inserire tutto quello che stabilisce il provvedimento. Viene disciplinato il Piano triennale per la trasparenza e l'integrita' - che e' parte integrante del Piano di prevenzione della corruzione - e che deve indicare le modalita' di attuazione degli obblighi di trasparenza e gli obiettivi collegati con il piano della performance. Altre disposizioni riguardano la pubblicazione dei curricula, degli stipendi, degli incarichi e di tutti gli altri dati relativi al personale dirigenziale e la pubblicazione dei bandi di concorso adottati per il reclutamento, a qualsiasi titolo, del personale presso le p.a..

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