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Politica

ECCO I CAPOLISTA ALLA CAMERA E AL SENATO

-Trentino: Giorgio Tonini (Camera), Gianclaudio Bressa (Senato).

-Friuli Venezia Giulia: Gianna Malisani (Camera), Francesco Russo (Senato)

-Lombardia: Pier Luigi Bersani (Lombardia 1-Camera), Carlo Dell'Aringa e Cinzia Fontana (Lombardia 2 e 3- Camera), Massimo Mucchetti al Senato.

-Veneto: Pier Paolo Baretta (Veneto1-Camera), Davide Zoggia (Veneto2-Camera), Laura Puppato (Senato).

-Liguria: Andrea Orlando (Camera), Donatella Albano (Senato)

-Piemonte: Cesare Damiano (Camera-Piemonte 1), Mino Taricco (Camera-Piemonte 2), Ignazio Marino (Senato)

-Emilia Romagna: Dario Franceschini (Camera) - Josefa Idem (Senato)

-Toscana: Maria Chiara Carrozza (Camera), Valeria Fedeli (Senato)

-Lazio: Pier Luigi Bersani (Camera-Lazio 1), Donatella Ferranti (Camera-Lazio 2), Piero Grasso (Senato).

-Umbria: Marina Sereni (Camera), Miguel Gotor (Senato)

-Abruzzo: Gianni Legnini (Camera), Stefania Pezzopane (Senato)

-Marche: Enrico Letta (Camera), Camilla Fabbri (Senato)

-Molise: Danilo Leva (Camera), Roberto Ruta (Senato)

-Campania: Guglielmo Epifani (Campania 1-Camera) e Enrico Letta (Campania2 -Camera), Rosaria Capacchione (Senato)

-Basilicata: Roberto Speranza (Camera), Emma Fattorini (Senato)

-Calabria: Rosy Bindi (Camera), Marco Minniti (Senato)

-Puglia: Franco Cassano (Camera), Anna Finocchiaro (Senato)

-Sardegna: Alba Canu (Camera), Silvio Lai (Senato)

-Sicilia: Pier Luigi Bersani (Sicilia 1- Camera), Flavia Nardelli (Sicilia 2 -Camera) Corradino Mineo (Senato)

"La presenza femminile nelle liste è intorno al 40 per cento. Una rivoluzione civile da valorizzare e segnalare". Così Pier Luigi Bersani, aprendo la direzione del Pd che ha approvato la composizione delle liste dopo il sì unanime del comitato elettorale, mette l'accento sulle candidature femminili nelle liste. "Su 38 capilista, 15 sono donne", aggiunge Enrico Letta. Una rappresentanza quasi completamente rinnovata, con molti giovani e molte donne, e all'80% bersaniana. E anche se Rosy Bindi, Enrico Letta e Dario Franceschini sono comunque capilista nelle varie circoscrizioni, si può dire che non esistono più le correnti interne. "Le liste- spiega ancora il segretario- sono all'insegna della competenza, del pluralismo e della professionalità". "Da stasera dobbiamo considerarci in campagna elettorale - aggiunge -  Sfruttiamo al meglio il vantaggio sui nostri competitori".

"La situazione è pesante - continua Bersani - il 2013 sarà l'anno più acuto della crisi sul versante sociale". L'equilibrio dei conti pubblici, "verrà messo alla prova di quanta polvere si è messa sotto il tappeto". Ma poi spende parole di fiducia: "Noi saremo positivi - dice- e metteremo il segno più dove c'è il segno meno. Lo faremo senza raccontare favole, dicendo la verità. Troveremo la nostra forza nel civismo".

A proposito del confronto con gli altri partiti, il leader Pd taglia corto "La lepre da inseguire siamo noi e tutti faranno la gara dietro di noi. Siamo pronti alla guida del Paese". E sull'accordo Pdl-Lega cita Fabrizio De Andrè: E' un matrimonio per forza, non per amore". Ribadisce poi la critica dei democratici alla lista Monti. "La personalizzazione dei partiti- spiega-  porta a instabilità e rigidità. Si è sempre a rischio di crollo sistemico. Il Pd "non cerca la rissa. Offre rispetto e chiede rispetto".

Imu, c'era il nostro emendamento. Bersani ricorda a chi vuole cambiare l'Imu, criticata oggi anche dall'Europa, che il Pd aveva un emendamento per migliorarla e bastava approvarlo. "Leggo che si può fare tutto, ma se si voleva sistemare l'Imu bastava prendere il nostro emendamento".

Il Pd non candida nessuno dei ministri dell'attuale governo, per rispetto istituzionale. "Noi non abbiamo messo nessuno del governo nelle liste -dice il segretario-  anche se qualcuno che ci piace c'è. Su Monti non abbiamo niente di cui pentirci finora, siamo stati leali".

Abbiamo ammazzato il Porcellum. "Con le primarie abbiamo ammazzato il Porcellum", continua Bersani. "Noi- dice alludendo al convento di suore in cui Monti è sceso in campo, che a qualcuno ha ricordato la prima riunione dei dorotei- non abbiamo conventi o case private. È tutto all'aria aperta".

Legalità come programma di governo. "Il tema della legalità è un campo di riforma intorno al quale bisogna costruire una politica di governo", conclude Bersani.

Il comitato elettorale del Pd è stato tutto il giorno alle prese con le ultime limature delle liste elettorali. Anche quattro noti esponenti del mondo cattolico hanno accettato di candidarsi. Si tratta di Emma Fattorini, docente di storia contemporanea all'Università 'La Sapienza', aderente alla comunita di Sant'Egidio. Edo Patriarca, storico esponente del volontariato e organizzatore delle settimane sociali dei cattolici italiani, Ernesto Preziosi, ex vicepresidente dell'Azione cattolica e attualmente direttore dell'istituto Toniolo (Università Cattolica del Sacro Cuore); Flavia Nardelli Piccoli, segretaria generale dell'istituto Sturzo.
 
La candidatura di alcuni esponenti cattolici era stata annunciata ieri
da Pier Luigi Bersani; oggi sono stati resi noti i nomi. E il segretario del Pd ha scelto la capolista al Senato: si tratta della sindacalista Cgil Valeria Fedeli, mentre alla Camera sarà Maria Chiara Carrozza, rettore della Scuola Sant’Anna di Pisa.
 
Il Pd ha varato un modulo ad hoc per escludere gli incandidabili. Il presidente
della commissione di Garanzia del Pd Luigi Berlinguer, interpellato nei pressi della sede del partito, si augura che "la direzione approvi la mia proposta di presentare a tutti i candidati un modulo in cui loro stessi dichiarino di non trovarsi in una delle condizioni di incandidabilità previste dal codice etico del Pd e dalla recente normativa sulle liste pulite. Se passa questo iter- osserva- successivamente la segreteria potrà investire la commissione di garanzia per una eventuale verifica sui casi in difetto dei requisiti". Per questa ulteriore istruttoria c'è tempo fino alla presentazione delle liste, il prossimo 21 gennaio.

E' proseguito a lungo il braccio di ferro tra i territori e la segreteria nazionale che, di fatto, può contare su una quota di circa il 30% degli eletti. Candidati 'blindati' che vanno inseriti anche sopra chi si è misurato con le primarie. Di qui la richiesta da parte delle segreterie locali che siano in numero contenuto e, magari, non del tutto staccati dal territorio nel quale correranno. In Puglia il caso più eclatante: il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, prima si dimette dall'incarico, in pieno ed assoluto dissenso col gruppo dirigente nazionale "per aver tradito lo spirito delle primarie ed aver invaso le liste pugliesi di 'immigrati dal nord'". Poi, dopo aver avuto un "confronto costruttivo" con Bersani, ci ripensa e ritira le dimissioni.

La direzione regionale accusa Roma di aver piazzato in lista tre "paracadutati", una toscana, un romano e un sardo, che non hanno nessun rapporto con il territorio. Si tratta di Marco Meloni, 41 anni, avvocato e ricercatore di Quartu Sant'Elena (Cagliari); Paolo Guerrieri, ordinario di Economia alla 'Sapienza', vicepresidente dell'Istituto Affari Internazionali e componente del Cda dell'Istat; Raffaella Mariani, 52 anni, geologa di San Romano in Garfagnana, capogruppo uscente nella Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.
E in Lombardia scoppia il "caso Milano": sette posti sicuri su 19 per candidati che non hanno partecipato alle primarie. Anche il Pd piemontese è in subbuglio. Tramontata l'ipotesi Giorgio Gori, spin doctor di Renzi già sconfitto alle primarie di Bergamo, spunta il nome del fondatore di Benvenuti in Italia, Davide Mattiello, braccio destro di Don Luigi Ciotti.

Trovato l'accordo, invece, in S
icilia, dove saranno inseriti non più 11, ma 5 candidati "esterni'" che non hanno partecipato alle primarie. Positivo il commento di Sergio D'Antoni, componente della segreteria del partito: "Un risultato ottimo, che premia la linea del segretario siciliano del Pd, Giuseppe Lupo". Dopo una lunga trattativa, l'accordo raggiunto prevede che alla Camera capolista nella Sicilia occidentale sia Pierluigi Bersani, nella Sicilia orientale la già citata Flavia Nardelli, direttrice dell'Istituto Sturzo. Il giornalista Corradino Mineo, direttore di RaiNews, siciliano, guiderà la lista per il Senato. Gli altri esterni candidati nell'isola sono Amedeo Bianco, presidente della federazione nazionale degli Ordini dei medici, i deputati uscenti Marco Causi e Luciana Pedoto, il segretario generale di Confcommercio Luigi Taranto e Fausto Raciti segretario nazionale dei giovani democratici.

Bruna Brembilla ha deciso di rinunciare alla candidatura alle politiche. Lo ha annunciato la stessa consigliera provinciale lombarda, finita in un'inchiesta per presunti contatti con la 'ndrangheta. "Oggi, per senso di responsabilità, consapevole della delicatezza del momento politico che stiamo vivendo, decido di rinunciare alla candidatura", ha scritto in una lettera al segretario Pd della Lombardia Maurizio Martina- che pure ha annunciato di riunciare alle politiche -, e inviata per conoscenza alla segreteria nazionale del Pd. "Ancora una volta dimostro che per me non è importante 'un posto', ma l'affermazione delle politiche del Partito Democratico, candidato a guidare il paese in una delicatissima fase di transizione", ha spiegato. Un gesto che è stato apprezzato dalla segreteria del partito.
 

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