Enrico Morando (Pd): "Sì al nucleare. Il Pd cambierà idea"

Martedì, 21 settembre 2010 - 10:36:00

Enrico Morando
Enrico Morando
"Il Pd torni ad essere un partito a vocazione maggioritaria e avanzi un progetto di radicale cambiamento dell'Italia. Più che le discussioni sulla leadership, oggi mancano forti proposte innovative. Malgrado una reazione 'sopra le righe' al documento dei 75, metteremo le nostre idee a disposizione del partito perchè possa farle sue". Così il senatore Enrico Morando interviene a tutto campo su Affaritaliani.it, per esprimere il suo pensiero, con cui contibuirà alla stesura del programma del movimento veltroniano.

Senatore, iniziamo con la spesa pubblica. Come si può contenere, secondo lei?
"Propongo di ispirarci alla "spending review" di Cameron. Ovvero, una revisione generale della spesa pubblica, che va giustificata a partire dal primo euro. Nessun settore è intoccabile. Serve un'operazione di alta amministrazione, che sottoponga ogni ufficio della pubblica amministrazione a un'attenta valutazione costi/benefici. Chi spende troppo, dovrà adeguarsi".

Come agirebbe sul fisco?
"Ci sono tre scelte interessanti da considerare. La prima è la lotta all'evasione fiscale, attraverso la creazione di banche dati sul patrimonio mobiliare e immobiliare, da incrociare tra loro, come strumento utile per mappare la situazione. Seconda proposta, l'unificazione delle aliquote di prelievo sul capital gain intorno al 20-21%, che è una dimensione europea. In alternativa, per rispondere a chi teme che i piccoli consumatori verrebbero danneggiati, propongo l'inserimento del guadagno di capitale nella dichiarazione dei redditi. A quel punto, ognuno pagherebbe in proporzione. Infine, ci vuole una drastica riduzione delle aliquote di prelievo Irpef sui redditi da lavoro di tutte le donne. Una "discriminazione positiva": finché non alziamo la partecipazione delle donne alla forza lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno, non arriveremo mai a un livello accettabile di sviluppo".

Capitolo welfare.
"I confronti internazioni, che vedono l'Italia agli ultimi posti in tutti i settori, individuano nella sanità italiana un'eccellenza mondiale. Costa relativamente poco ed ha livellidi efficienza elevati. Ci attendiamo molto dalla riforma federalista, perché introdurrà la responsabilizzazione dove ce n'è poca.  Bisogna obbligare le regioni che "governano male" a fare come quelle con buoni risultati, attraverso sanzioni amministrative e politiche".

Modello contrattuale. Cosa pensa della posizione di Marchionne?
"Le vicende di Pomigliano e simili indicano che bisogna ripensare il modello contrattuale spostando la contrattazione dal livello nazionale a quello aziendale, di filiera, ovvero il secondo livello. E poi servono delle rappresentanze delle forze sociali sia datoriali che sindacali organizzate alla 'dimensione giusta.' Ed ecco le grandi domande: chi firma a nome di chi? Quali contratti firmati da chi valgono erga omnes? Se Marchionne vuole fare come la Germania dal punto di vista della disciplina contrattuale, deve imitare in tutto quel modello, anche per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale. Io spero che la politica italiana, per una volta tanto concorde, dica alle parti sociali: avete tre mesi di tempo per concludere un accordo sulle regole della nuova rappresentanza e del modello contrattuale, che poi verrà tradotto in legge. Se non lo fate, si interverrà direttamente con una legge nata in Parlamento".

Favorevole o contrario all'energia nucleare?
"Io non ho dubbi sul fatto che l'Italia debba rientrare tra i Paesi che producono una quota di energia nucleare, sia per ragioni ambientali che di differenziazione. Se dipendiamo drammaticamente dal gas e dal petrolio, ci mettiamo in una posizione difficile a livello internazionale, con Paesi come la Russia e la Libia. Prima dell'estate mi era sembrato che il governo si stesse muovendo bene sulle nomine, ma vedo che tutto si è fermato. Spero di non essere deluso".

I 75 saranno d'accordo su questa posizione?
"Immagino che la maggior parte sarà contraria. Ci sarà da discutere. Ma 'la talpa scava': a vedere le conseguenze negative, ci potrebbe essere una svolta di pensiero, anche all'interno del Pd, a cui faremo le nostre proposte".

Ultimo capitolo: sicurezza.
"Per la sicurezza dei cittadini l'Italia spende tanto, anche più di altri Paesi europei, ma con risultati inferiori. Significa che il servizio di sicurezza è organizzato male, perché ci sono ben sei corpi di polizia, un'assurdità. Ne propongo due: un corpo per il controllo del territorio e una polizia federale per la lotta alla criminalità".

Maria Carla Rota

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