"Uccidiamo Berlusconi". Maroni: li denunceremo

"In Italia ci sono troppi 'haters' (odiatori). Si sta diffondendo una logica per cui i protagonisti sono minoranze di odiatori. Nel resto del mondo non è così. Io sono un grande frequentatote di blogger inglesi e americani e lì si gioca in positivo. Qui in Italia, invece, la dose di odio sta superando la modica quantità e da questa cosa non può venire nulla di buono. E' un avvelenamento del dibattito pubblico". Così Daniele Capezzone, portavoce nazionale del Popolo della Libertà, commenta con Affaritaliani.it la comparsa del gruppo 'Uccidiamo Berlusconi' su Facebook

Giovedì, 22 ottobre 2009 - 15:10:00


Delirio su Facebook/ A migliaia si iscrivono al gruppo 'Uccidiamo Berlusconi'. Il ministro Alfano: "Indagine sulla sicurezza del premier"

"Uccidiamo Berlusconi". Ha raggiunto quota 18mila iscritti la pagina del social forum Facebook contenente le minacce al premier Berlusconi. Nonostante l'annuncio del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, (che ha detto che la sezione sarà chiusa) e l'indagine avviata dalla Procura di Roma, rispetto a mercoledì più di cinquemila internauti si sono iscritti alla pagina.

AMMINISTRATORE GRUPPO FACEBOOK: ERA SOLO PER RIDERE. Un forum con intenti goliardici, per ridere e fare sarcasmo senza intenti di reale minaccia. Così si difende uno degli amministratori del gruppo Facebook "Uccidiamo Berlusconi", che sul social network si firma Alberto Raul M, contattato dall'Agenzia Radiofonica Econews. "Ora è stato possibile virgolettare il titolo - spiega - prima impedito da vecchie impostazioni di FB.. Questo è un gruppo di svago. Con intento quasi 'trollesco'. Un conto è dire 'Berlusconi ti uccido sommerso di m...', un conto è dare coordinate geografiche e dire 'mettete una bomba' o roba del genere. Capite che c'è differenza? Se io rido, va bene, se non fa ridere la tolgo. Semplice".

Il gruppo su Facebook non ha insomma nessuna intenzione di chiudere: "Il gruppo è risorto dall'oscurità per resistere al regime sorridendo. Ricordate la mitica frase di Ugo Tognazzi "rivendico il diritto alla cazzata"? Spacciandosi per capo delle Brigate Rosse e facendosi arrestare per finta, in un tempo ben piu' "caldo" e pericoloso di questo. Quindi il mio intendo - ribadisce Alberto Raul - e' di far apparire chi ci minaccia ancor piu' stupido. L'intento sarcastico credo sia chiarissimo ... a meno che qualcuno non voglia trovarci forzatamente un intento minaccioso".

"IN ITALIA CI SONO TROPPI HATERS". "In Italia ci sono troppi 'haters' (odiatori). Si sta diffondendo una logica per cui i protagonisti sono minoranze di odiatori. Nel resto del mondo non è così. Io sono un grande frequentatote di blogger inglesi e americani e lì si gioca in positivo. Qui in Italia, invece, la dose di odio sta superando la modica quantità e da questa cosa non può venire nulla di buono. E' un avvelenamento del dibattito pubblico". Così Daniele Capezzone, portavoce nazionale del Popolo della Libertà, commenta con Affaritaliani.it la comparsa del gruppo 'Uccidiamo Berlusconi' su Facebook.

"Ho scoperto di essere anch'io bersaglio di numerosi gruppi che, su Facebook, si augurano la mia morte, possibilmente violenta e dolorosa", spiega poi Capezzone in un comunicato. "Da una parte, penso con pena a chi non ha niente di meglio da fare che rivolgere ad altri - e perfino a me -  me simili 'attenzioni' e 'premure'; dall'altra, soprattutto in considerazione dei gravissimi episodi - su Facebook e non solo - che hanno riguardato in primo luogo il presidente Berlusconi e poi numerosi ministri o esponenti del Pdl, provo la grande amarezza di vedere che, sulla scena pubblica italiana, la semina di odio prosegue. E anche dentro la politica c'è chi soffia sul fuoco, e sceglie di connotarsi su una linea di demonizzazione costante dell''altro', dell'avversario che deve per forza diventare 'nemico'. Mi auguro che tutti siano disponibili a riflettere su una deriva che non lascia presagire nulla di buono".

MINACCE AL PREMIER, MARONI: IL SITO VERRA' CHIUSO - Il sito che contiene le minacce al presidente del Consiglio verrà chiuso e quanti vi hanno partecipato verranno denunciati all'autorità giudiziaria. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in visita a L'Aquila. "C'e' la massima attenzione - ha spiegato Maroni - da parte delle forze dell'ordine di fronte a questi fatti. Non credo che ci sia un Paese al mondo in cui si può scrivere in un sito che si vuole uccidere il premier. Abbiamo dato disposizioni affinché il sito venga chiuso subito e tutti quelli che sono intervenuti siano denunciati alla magistratura. E' apologia di reato. Anzi peggio".

Il ministro dell'Interno ha sottolineato che se passa il principio che si possono scrivere impunemente minacce contro il premier "c'è il rischio che qualcuno possa metterlo in atto". "Non mi capacito - ha detto ancora - che qualcuno possa ipotizzare l'omicidio del premier. E' il frutto di un'azione quotidiana e capillare di denigrazione del presidente del Consiglio e non solo che viene fatta da tempo e che può portare qualche mente malata ad ipotizzare azioni di questo tipo. Bisogna smettere con l'atteggiamento di demonizzazione dell'avversario politico".

... E FINI "SALVA" IL PREMIER. "Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti in Palombella rossa. E aveva ragione. Perché possono creare e possono distruggere. E il loro trasformarsi in azione è, molto spesso, così veloce che è difficile anche solo rendersene conto. Per questo c'è da preoccuparsi per quello che sta succedendo in questo paese. Il rischio di un 'ritorno agli anni Settanta', per riprendere l'allarme lanciato da Giampaolo Pansa qualche giorno fa sul Corriere della Sera, prende corpo, si fa piu' inquietante e suona sempre meno "esagerato". Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini, lancia l'allarme sull'inasprimento del clima politico italiano. E lo fa partendo dalle minacce via internet a Berlusconi: "Su Facebook - si legge nel corsivo - si incita all'uccisione del premier, c'e' chi si dice pronto a premere il grilletto, basta che poi ci sia 'solidarieta' una volta in prigione'; c'e' chi si augura un rogo purificatore ("muori arso vivo in piazza"); c'e' chi si lamenta dei tempi, perche' invece di andare a sparare per davvero qualche pallottola si cazzeggia su un social network". Il problema, dunque, e' " il clima che si appesantisce ogni giorno, l'odio irrazionale che si taglia quasi a fette. E che, a questo punto, rischia davvero di sfuggire di mano. La scintilla puo' essere accidentale e imprevista, come sempre accade".

" E allora a disinnescare l'ordigno puo' servire, intanto, spargere a piene mani quelle 'massicce dosi di buon senso' di cui ha piu' volte parlato il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu. Perché invelenire il clima - pensiamo ai pianti greci sulla mancanza di liberta' di stampa in Italia e sulle mozioni incrociate a Strasburgo (bocciate entrambe...), pensiamo al caso del giudice Mesiano pedinato via tv, pensiamo all'elogio della ronda e dello scontro di civilta' - non conviene a nessuno. Fa male al paese, mette un'ipoteca pesante sul nostro futuro". "Se cominciamo a sostituire alle parole i bastoni, gli assalti o peggio ancora le rivoltelle - ci diceva la scorsa settimana Giampaolo Pansa - allora questo e' un paese finito"". "Il gruppo di Facebook di cui si diceva all'inizio - conclude Ffwebmagazine - e' stato catalogato nella categoria 'Svago e affermazioni bizzarre'. Gli anni di piombo l'Italia li ha vissuti davvero, e di svago o di bizzarro c'e' poco, in questa deriva. 'C'e' un tempo per il dialogo e un tempo per la spada', ha affermato qualche tempo fa il regista Renzo Martinelli. Ecco, sinceramente siamo convinti che questo, proprio questo, sia il momento del dialogo".
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