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paolo ferrero

“Mi sembra veramente una strumentalizzazione politica. A me è capitato di andare a un funerale di un fascista e non per questo sono  fascista: almeno di fronte alla morte uno dovrebbe fermarsi. I due esponenti di Rifondazione non hanno di certo partecipato per inneggiare alla lotta armata. Ripeto, mi sembra una polemica fuori luogo". Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista e uno dei leader di Rivoluzione Civile, con un'intervista ad Affaritaliani.it, torna sui funerali dell’ex brigatista Prospero Gallinari e respinge al mittente le accuse di contiguità con chi ha inneggiato al terrorismo rosso durante le esequie. L’ex ministro della Solidarietà Sociale parla anche a tutto campo delle imminenti elezioni e spiega perché un elettore di sinistra non  dovrebbe votare Vendola ma Rivoluzione civile: “Il leader di Sel  ha un bel programma ma si è già condannato a non applicarlo, la sua è propaganda". Poi fa mea culpa sulla presentazione delle liste: “Sbagliato non candidare Agnoletto e Nicoletta Dosio dei No Tav”.

Perché un elettore di sinistra dovrebbe votare voi e non Vendola?
"Il leader di Sel  ha firmato la Carta d'intenti con Bersani e Nencini che non mette in discussione le politiche fatte da Monti e gli accordi europei, su tutti il fiscal compact. In più Vendola ha accettato che su ogni questione della coalizione dei democratici e progressisti si possa decidere a maggioranza. Nella sostanza Vendola si è legato mani e piedi alle decisioni che prenderà Bersani. Inoltre il segretario del Pd ha manifestato più volte l'intenzione di allearsi col centro. Risulta evidente che il profilo della coalizione sarà più moderato di cosa dice Bersani e sicuramente non sarà più a sinistra. Nella sostanza il voto a Vendola rischia di essere di testimonianza in un contesto che sposa politiche neoliberiste. Diciamo che il presidente pugliese ha un bel programma ma si è già condannato a non applicarlo, la sua è propaganda".

Invece perché un elettore  di sinistra dovrebbe scegliere Rivoluzione civile?
"E' un voto su una proposta politica molto chiara dal punto di vista della modifica del fiscal compact, della riforma delle pensioni e dell'articolo 18".

Col Pd è possibile un dialogo dopo il voto?
"Il primo atto che faremo una volta in Parlamento sarà quello di chiedere al Pd se vuole cambiare le cose. Per ora noto che hanno fatto marcia indietro anche sulla patrimoniale. Ma se il Pd sceglierà Monti come ha fatto fin qui, costruiremo l'opposizione in Parlamento e nel Paese per chiedere una cambiamento radicale visto che, se il nuovo governo proseguirà con le politiche fatte fin qui, la crisi che stiamo attraversando si acuirà ancora di più. Per questo motivo Rivoluzione Civile è un investimento sul fatto che dentro la crisi sociale determinata da questa politiche non ci sia solo la disperazione individuale o le destre populiste ma un punto di aggregazione, il nostro è un investimento sul futuro".

Sembra che lei lasci aperto uno spiraglio al Pd a differenza di Ingroia che in queste ore ha definitivamente chiuso a Bersani…
"Ingroia è stato netto sul no alla desistenza. Cosa che sostengo anche io: finché il Pd starà con Monti la desistenza se la può scordare. E' chiaro le possibilità che il Pd accetti di non applicare il fiscal compact e di non applicare la riforma delle pensioni Fornero siano piuttosto bassa. Ma il Pd va stanato: non è vero che non c'è altra soluzione alle politiche neoliberiste".

Lo stesso Bertinotti, tra gli altri, ha criticato l'eccessiva presenza dei partiti all'interno di Rivoluzione Civile...
"I partiti sono decisamente al di sotto del 50% come presenza e mi pare una cosa per l'appunto civile. Non c'è nessuno che ha fatto una cosa di questo tipo. E una critica che non condivido.  Vedo invece  una criticità che è stata causata dai tempi strettissimi coi quali è stata costruita Rivoluzione civile e questo ha fatto sì che non ci siano stati percorsi democratici nella presentazione  delle candidature".

Anche Agnoletto si è lamentato della mancanza di democrazia dal basso visto che Ingroia gli aveva promesso il terzo posto il Lombardia 1 e invece gli è stato preferito Di Pietro..
"Ha perfettamente ragione e questo vale anche per la No Tav  Nicoletta Dosio in val di Susa: due persone per le quali ho molto combattuto e litigato. Ripeto, la necessità dei tempi stretti  ha impedito qualsiasi percorso effettivamente democratico".

Quale percentuale pensa di poter ottenere  Rivoluzione Civile alle elezioni?
"Il 51%".

Tornando ai funerali dell’ex terrorista Gallinari. Lei ha detto che chi ha partecipato alle esequie ha fatto un gesto di umanità. Lo ribadisce?
"Penso sia una polemica basata sul nulla, non c'è nessun elemento politico di vicinanza politica o quant'altro. Liana Barbati e Claudio Grassi hanno partecipato semplicemente a un funerale di un amico e concittadino. Mi sembra veramente una strumentalizzazione politica. A me è capitato di andare a un funerale di un fasciste e non per questo sono  fascista: almeno di fronte alla morte uno dovrebbe fermarsi. Gli esponenti di Rifondazione non hanno di certo partecipato per inneggiare alla lotta armata. Ripeto, mi sembra una polemica fuori luogo".

Non le sembra che siano stati fuori luogo i pugni chiusi e gli slogan che richiamavano alla Brigate Rosse?
"E' evidente che una parte delle persone che è andata al funerale ha espresso idee politiche certamente diverse dalle nostre. Ma ripeto Grassi ha partecipato a un funerale in coda al corteo di una persona che conosceva ma con cui ha litigato per tutta la vita proprio sulle idee politiche. Per questo non vedo l'elemento del contendere". 

Daniele Riosa (Su Twitter @DanieleRiosa)

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