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Politica
Fiducia sul Cura Italia. Meloni: "La condivisione era una farsa"
Foto: LaPresse

Coronavirus, Meloni: fiducia su cura Italia smaschera farsa del governo su condivisione. Niente polemiche, giudicheranno gli italiani - "Con l'apposizione della fiducia sul decreto Cura Italia viene definitivamente smascherata la farsa della presunta volontà di condivisione da parte del governo Conte. Mi chiedo a cosa siano servite ore e ore di riunione con le opposizioni se la maggioranza aveva in mente di blindare il provvedimento. Evidentemente Conte non è in grado di mettere d'accordo la sua litigiosa maggioranza e preferisce sbarrare la strada alle tante proposte migliorative che avevamo predisposto. Noi abbiamo la coscienza a posto perché dall'inizio abbiamo fatto del nostro meglio per dare una mano, ma dispiace vedere cestinato il nostro contributo perché crediamo che sarebbe stato utile. Niente polemiche, giudicheranno gli italiani".Lo dichiara il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Il governo blinda il decreto Cura Italia con la fiducia. Le opposizioni, pur continuando a lamentare la mancanza della collaborazione "sbandierata dal governo ma mai messa realmente in pratica", non si preparano alla battaglia: nessuna barricata, nessun ostruzionismo. Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia non voteranno giovedi' la fiducia al Senato, ma al di la' di interventi politici in Aula che potranno anche assumere toni barricaderi, la linea unitaria e' che non e' questo il momento di innescare battaglie su misure che, pur ritenute "assolutamente insoddisfacenti, servono al Paese". Fonti leghiste, confermando di non voler lanciare cannonate, spiegano pero' che non ci stanno a fare la parte degli "utili idioti o essere complici dei loro errori. Il governo e' succube delle scelte Ue, con misure spezzettate e insufficienti". Dopo lo stallo registrato in commissione Bilancio, con una mole considerevole di emendamenti e alcuni nodi interni alla maggioranza sui quali si e' fatta fatica a trovare la quadra, nel pomeriggio sono iniziate le votazioni. Ma da governo e maggioranza non e' giunta l'attesa apertura alle richieste delle opposizioni: tutti bocciati, finora, gli emendamenti delle forze di centrodestra, compresi quelli sul ripristino dei voucher, soprattutto per il comparto agricoltura. I lavori dovrebbero terminare questa notte o al massimo domani mattina. E subito dopo il decreto, che accorpa tutti i primi provvedimenti sull'emergenza coronavirus varati dal governo, approdera' nell'Aula del Senato per la discussione generale. L'indomani, giovedi', l'esecutivo - secondo quanto preannunciato in Conferenza dei capigruppo - porra' la fiducia su un maxiemendamento che raggruppa le - poche - modifiche apportate al testo durante l'iter in commissione. La fiducia sara' votata intorno all'ora di pranzo. "La seduta rispettera' tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente, come le distanze, i guanti e le mascherine", garantisce la presidente Elisabetta Casellati. Che il governo alla fine ponesse la fiducia sul decreto Cura Italia la Lega ormai se lo aspettava. Tanto piu' alla luce della conferma che dal governo non c'e' "nessuna intenzione di una vera collaborazione con le opposizioni". Detto questo, "non faremo nessun ostruzionismo", perche' comunque si tratta di misure che servono al Paese in questa fase di emergenza, "ma rimarchiamo che siamo insoddisfatti e che sono misure assolutamente insufficienti", afferma il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, che sottolinea come non ci sia stata "nessuna apertura sulle nostre richieste e nessuna soddisfazione sui nostri emendamenti": e' la prova "che non ci sono i presupposti per la collaborazione".

Sulla stessa lunghezza d'onda Forza Italia, che annuncia il voto contrario: "La fiducia non e' una sorpresa, ma e' certo una grande occasione perduta per intervenire veramente sulle conseguenze della drammatica emergenza che sta attanagliando il paese", spiega la capogruppo Anna Maria Bernini, che rimarca: "FI ha offerto al governo un ventaglio di soluzioni molto concrete e molto efficaci. Al di la' di un garbato ascolto, la nostra collaborazione e' stata rifiutata. Non possiamo essere complici di contenuti che non condividiamo e quindi voteremo no alla fiducia". Piu' duro il tono di Fratelli d'Italia: "Viene definitivamente smascherata la farsa della presunta volonta' di condivisione da parte del governo Conte", commenta Giorgia Meloni. "La scelta della fiducia e' grave e conferma quello che abbiamo sostenuto fin dall'inizio e cioe' che da parte del governo non c'e' mai stata l'effettiva volonta' di aprire un confronto con l'opposizione ma soltanto operazioni di vetrina e di facciata", attacca il capogruppo al Senato, Luca Ciriani, che rivendica l'atteggiamento "responsabile di FdI". Intanto, si mette la parola fine sulla polemica relativa allo scudo giuridico per medici e amministratori sanitari. Il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci, ha infatti ritirato l'emendamento, trasformandolo in un odg, dopo aver ottenuto la disponibilita' dello stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, ad aprire un tavolo di confronto sul tema. Proposta accolta con favore da tutte le forze politiche. Quanto ai voti in commissione, sono stati approvati alcuni emendamenti della maggioranza, tra cui l'allungamento di tre mesi del trattamento ordinario di integrazione salariale o l'assegno ordinario con causale 'emergenza Covid-19' per le aziende della prima zona rossa e per i lavoratori che vi risiedono, proposto da M5s. E ancora, via libera allo snellimento delle procedure dei concorsi nella Pa: "Velocizziamo l'ingresso di risorse fresche", spiega la ministra Dadone. Si tratta di "una norma che consente di semplificare e accelerare l'ingresso di nuove forze nel pubblico impiego. La misura vale in via sperimentale fino al 31 dicembre di quest'anno".

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