"D'Ambrosio a pranzo con i pm delle scalate...". Il libro-intervista di Clementina Forleo

Mercoledì, 3 dicembre 2008 - 11:22:00



Clementina Forleo
"Clementina Forleo. Un giudice contro". In un libro intervista il gip più famoso d'Italia attacca magitrati e politici. Affaritaliani.it pubblica alcuni passaggi chiave. Nel 1994 "l''avversario' era il potere politico. Ed è altrettanto vero che i magitrati erano uniti. Era una sorta di battaglia che vedeva contrapposto il potere giudiziario al potere politico. Quel politico aveva un colore ben definito: c'era un nemino. Il Pool di Mani Pulite si ribellò a un decreto del Governo Berlusconi, fu allora che convocò la famosa conferenza stampa. La battaglia è sempre in corso, altrimenti non sarebbe fisiologica. Il contesto storico di Mani Pulite non va sottovalutato per analizzare l'attuale rapporto tra politica e magistratura. Alcuni eccessi hanno rafforzato il consenso popolare verso certa politica. E hanno minato la fiducia popolare nella magistratura".

Quali eccessi? "Non dimentichiamo: qualcuno si è suicidato in carcere. Ci fu un abuso dello strumento carcerario. Non lo dico perché vennero coinvolti personaggi eccellenti. L'abuso è abuso. Punto". La difesa di Luigi De Magistris "è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e di cui però non mi pento. Per la vicenda che stava affrontando era 'liberatorio' nei confronti del Sud. Liberatorio rispetto ai tanti don Rodrigo che sopravvivono nel nostro Sud. Però il nervo scoperto non erano tanto le inchieste Why Not e Poseidone, quanto quella sulle Toghe Lucane, che apriva uno squarcio sui malanni del terzo potere dello Stato, il potere giudiziario".

E nella vicenda, a un certo punto, irrompe anche il presidente della Repubblica... "Sì, ho vissuto questo come una pressione, perché si trattava del capo dello Stato, e un capo dello Stato non era mai intervenuto per dire quello che un giudice deve scrivere, o non scrivere, in un suo provvedimento. Quelle parole mi hanno fatto male: le ho ritenute un'offesa al Paese. Quando qualcuno ha scritto cose più pesanti, in altre ordinanze, e in Italia ce ne sono state, Napolitano ha taciuto".

Altro tema. Gerardo D'Ambrosio, una delle icone della magistratura. "E' stato ai vertici della Procura fino a poco tempo fa. Poi diventa senatore Ds e si schiera pubblicamente contro la mia iniziativa di trascrivere le telefonate di D'Alema e gli altri parlamentari. Ma questo non mi riguarda. Il punto è un altro: lo vedo, per caso, mentre va a pranzo con alcuni pm che s'occupavano delle scalate. E questo mi indigna. Perché ritengo che, se qualcuno lascia la toga per diventare politico, poi dovrebbe avere il buon gusto di non creare confusione di ruoli [...]. Aveva stigmatizzato l'idea di trascrivere le telefonate di D'Alema, Fassino e Latorre, che in quel momento erano i vertici del suo partito. Per questo, quel pranzo tra D'Ambrosio e i colleghi, nel quale avremmo potuto parlare di tutto, io lo ritenni inopportuno [...].

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