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Geopolitica
Macron-Merkel, Europa "Cosa Loro". La rabbia dei Paesi Ue su Aquisgrana

LA RABBIA DEI PAESI EUROPEI PER IL TRATTATO DI AQUISGRANA

Il messaggio che arriva da Aquisgrana è chiaro: "Noi siamo noi e voi non siete un c..." Il nuovo accordo firmato da Angela Merkel ed Emmanuel Macron, seppur debole e di portata modesta, fa infuriare gli altri Paesi dell'Unione europea che, ancora una volta, si sentono messi da parte costretti ad assistere a una celebrazione di quell'asse franco-tedesco che ha per ora sempre deciso le sorti dell'Unione europea.

FRANCIA E GERMANIA SI FANNO ANCORA GLI AFFARI LORO

Dall'esercito comune alla cooperazione sulla difesa fino alla fusione strategica Siemes-Alstom e all'azione di lobbying per garantire a Berlino un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu, il trattato di Aquisgrana contiene tutti gli ingredienti per dare l'impressione che ancora una volta Francia e Germania vogliano scavalcare Bruxelles e farsi beatamente gli affari loro. 

I TIMORI DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI, DALL'ITALIA A VISEGRAD ALLA SCANDINAVIA

Per questo un coro di polemiche si è alzato da più parti, a partire dall'Italia, che tra l'altro si vede come prima conseguenza dell'incontro il ritiro della Germania dalla missione Sophia. Ma anche negli altri Paesi storcono il naso. A Visegrad si sentono sempre più emarginati, per non parlare di Paesi balcanici e Grecia, che vedono ancora una volta ribadito il principio dell'Europa a due velocità che cela sostanzialmente una differenza di presenza e peso specifico all'interno delle istituzioni Ue. Nei Paesi del Nord Europa temono invece che la Merkel possa concedere qualcosa in termini di bilancio al bisognoso e deficitario Macron (ogni gioco di parole sulla manovra approvata da Parigi è voluto).

MA TRA MACRON E MERKEL COMANDA SEMPRE LA SECONDA

Polemiche arrivano arrivano anche dall'interno della stessa Francia. In madrepatria macroniana infatti, in molti sottolineano come all'interno dello stesso patto privato Macron-Merkel ci sia qualcuno che conti di più. Indizio: non è Macron. La destra della Le Pen ma anche ambienti di sinistra sottolineano come i punti del trattato siano molto lontani dalle ambizioni che l'Eliseo aveva manifestato nei mesi scorsi sulla riforma dell'Ue e, soprattutto, come pendano tutti a favore di Berlino. Il messaggio finale è inquietante: Francia e Germania fanno asse per tenersi l'Europa e resistere alle nuove forze emergenti. Ma alla fine, chi comanda davvero, sta sempre a Berlino.

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