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Geopolitica
Cina pronta a investire in Libia. Così Pechino può salvare Africa (ed Europa)
Foto: LaPresse

La Cinafrica si espande anche in Libia? Italia (ed Europa) dovrebbero augurarselo

Pechino è pronta a piazzare la sua bandierina anche in Libia. Gli investimenti cinesi in Africa non si fermano e ora il Dragone prova ad arrivare anche nel Maghreb, area dove la sua presenza è meno strutturata rispetto ad altre zone del continente nero, in primis la regione orientale. In particolare, la Cina sta stringendo rapporti sempre più stretti con la Libia. Pechino ha individuato il suo interlocutore in Fayez al Serraj, il primo ministro riconosciuto da Italia e Nazioni Unite. Il problema è che di Libia non ne esiste più una dopo la caduta di Gheddafi. Nel paese cresce infatti l'influenza del generale Haftar, sostenuto dalla Francia. Eppure l'Europa, Italia in primis, dovrebbero augurarsi una presenza cinese in Libia, con buona pace di Macron. Nonostante i timori di chi ritiene l'espansione cinese in Africa come una forma di neocolonialismo, gli yuan della Cina hanno portato prima di tutto sviluppo in diversi paesi del continente. Semmai il problema sarebbe quello di accompagnare gli investimenti cinesi, aiutando gli Stati africani a diversificare e a non dipendere troppo da Pechino. 

Cina-Libia, incontro Yang-Serraj: "Pechino pronta a garantire stabilità"

Gli scenari di un rapporto più profondo arrivano dalla Conferenze sulla Sicurezza di Monaco di Baviera degli scorsi giorni. "La Cina è disposta a collaborare con la comunità internazionale per contribuire a costruire una pace duratura e una situazione di stabilità in Libia", ha detto in quella sede Yang Jiechi, protagonista di un incontro bilaterale con Serraj. Il consigliere cinese ha aggiunto che Pechino sostiene la "soluzione in tre fasi" proposta dall'inviato delle Nazioni Unite. "La Cina è pronta a collaborare con la Libia e altri paesi africani per attuare i risultati del vertice del Forum di Pechino sulla cooperazione Cina-Africa", ha affermato. Da parte sua, Serraj ha detto che il rapporto tra Cina e Libia si sta sviluppando bene. "La Libia è disposta a portare avanti scambi di alto livello con la Cina e a rafforzare la cooperazione economica e in altri settori", ha detto Serraj, aggiungendo che la Libia accoglie favorevolmente le imprese cinesi interessate a partecipare al processo di ricostruzione del paese. 

Perché all'Europa conviene una Libia stabile

Una Libia stabile sarebbe una grande notizia per l'Europa, in particolare per l'Italia. Dalle coste libiche partono la stragrande maggioranza dei barconi in arrivo sulle nostre coste. Ma non c'è solo la questione migranti. Una Libia instabile può diventare una base d'appoggio del terrorismo jihadista, come già dimostrato negli scorsi anni. Il tutto a poche miglia di mare dall'Italia. La stabilità non potrà essere realizzata solo con gli investimenti cinesi, ma si tratta già di un inizio. Collaborare con la "Cinafrica" e aiutare la parte settentrionale del continente a sviluppare le proprie condizioni socioeconomiche non può che avere risvolti positivi. 

twitter11@LorenzoLamperti

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