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Geopolitica
Elezioni europee, M5s bocciato dai Verdi per colpa di Casaleggio
Foto LaPresse

'Non li soccorreremo, danneggeremmo nostro capitale politico'

Gli eurodeputati del Movimento Cinque Stelle sono "disperati", perché rischiano di non trovare un gruppo nel Parlamento Europeo, e i Verdi/Ale non danneggeranno il loro "capitale politico" soccorrendoli e accogliendo una delegazione le cui posizioni vengono decise da "qualcuno a Milano". Sarebbe "veleno" inoculato in un gruppo che fa della "coesione" interna la sua forza. Lo spiega il copresidente del gruppo dei Verdi nell'Aula di Strasbugo Philippe Lamberts, parlando a Bruxelles con due media italiani, tra cui l'Adnkronos. "Penso - osserva Lamberts - che siano disperati, ma perché dovremmo soccorrerli, quando sono disperati, sprecando tutto il nostro capitale politico? Immaginate come apparirebbero i Verdi se li accogliessimo ora. La nostra coesione è la nostra forza. Forse siamo più piccoli, ma siamo coesi, agiamo come una squadra. E ora, se avessi 14 eurodeputati le cui posizioni sono decise da qualcuno a Milano....no, questo è veleno". I Cinque Stelle, aggiunge Lamberts, "fanno i referendum interni, ma se vuoi controllare i documenti e i dati, Casaleggio dice di no. Spiacente, ma questa non è democrazia. Bisogna avere una democrazia vera: avere una democrazia diretta via Internet, quando il processo non può essere sottoposto a un audit, mi spiace ma non è democrazia. La chiamano democrazia diretta, per me è autocrazia". 

'Porta assolutamente chiusa, Di Maio non ci ha mai contattati'

Per i Cinquestelle, continua Lamberts, "la porta è assolutamente chiusa: credetemi, sarebbe nel nostro interesse essere più grandi come gruppo, ma non a detrimento della nostra credibilità politica. Hanno 14 parlamentari, potrebbero averne 25: non mi interessa, è una questione di credibilità del gruppo dei Verdi. Noi abbiamo un capitale politico e, credetemi, non lo getteremo dalla finestra", assicura. E' vero che con i Cinque Stelle "siamo molto vicini su alcuni temi", ma, osserva il politico belga, "siamo vicini anche ad alcuni europarlamentari socialisti, ad alcuni liberali e persino ad alcuni popolari. Ma non sono diventati verdi, perché abbiamo differenze su molti altri argomenti. Questa è la democrazia". Lamberts si è detto anche sollevato per il pericolo che i Verdi hanno scampato, dato che i passati approcci con i Cinque Stelle, il primo dei quali nel 2014, sono falliti. Avere nel gruppo un partito alleato con la Lega per i Verdi, le cui posizioni su molti temi sono antitetiche a quelle del partito di Matteo Salvini, sarebbe stato un problema di non poco conto. I Cinque Stelle, sottolinea ancora Lamberts, "possono parlare, parlare e parlare, ma Luigi Di Maio non ci ha mai contattati. Di Maio ci parla attraverso la stampa". E, lascia intendere, non è questo il modo di procedere di chi ha intenzione di trattare seriamente. Ma quindi crede che, alla fine, il M5S rimarrà nell'Efdd con Nigel Farage? "Chiedete a loro, non lo so", conclude. 

UE: M5S, 'PRONTI A SPIEGARE A LAMBERTS COME FUNZIONA ROUSSEAU'

"Se l'europarlamentare belga Philippe Lamberts ha dubbi su come funziona la democrazia diretta siamo pronti a spiegargli il funzionamento di Rousseau. La nostra unica bussola sono i cittadini che in rete propongono, emendano e decidono anche i rapporti discussi dai nostri portavoce al Parlamento Europeo". Così la delegazione del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Europeo risponde, in una nota, alle dichiarazioni del copresidente del gruppo dei Verdi/Ale nell'Aula di Strasburgo, che, parlando a due media italiani tra i quali l'Adnkronos, ha chiuso la porta ad un eventuale ingresso degli eurodeputati pentastellati nel gruppo ecologista. 

Lamberts, "che ha votato con noi la maggior parte dei coraggiosi provvedimenti presi dall'Europa contro i cambiamenti climatici e per la green economy - prosegue il Movimento - dovrebbe sapere inoltre che la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo è quella che in Italia ha più a cuore l'ambiente. Lo invitiamo a leggere il rapporto dell'associazione Climate Action Network che ha analizzato tutti i voti negli ultimi cinque anni di legislatura". "Al governo in Italia - aggiungono gli eurodeputati - il Movimento 5 Stelle ha detto no alle trivelle e agli inceneritori e sì alla mobilità pulita grazie all'ecobonus per l'acquisto delle auto elettriche. Il ministro Sergio Costa sta facendo una battaglia storica per rendere l'Italia Plastic Free e il nostro piano energia clima 2030 è uno dei più avanzati d'Europa. Il nostro programma prevede investimenti green, come quelli in efficienza energetica, fuori dai vincoli di bilancio. Grazie a noi, l'Italia è oggi capofila del cambiamento in Europa sulle politiche ambientali". "Siamo al governo con una forza politica che ha sensibilità differenti delle nostre - continuano - ma c'è un contratto condiviso a garanzia delle nostre battaglie sulla crescita sostenibile. Il Movimento 5 Stelle e i milioni di cittadini italiani che credono nel nostro progetto meritano rispetto. L'unico veleno che conosciamo sono le politiche di austerità che hanno tagliato la pensione a milioni di cittadini europei. A loro dobbiamo risposte, senza polemiche fuori luogo", concludono gli europarlamentari.

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