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Geopolitica
Europee, Meloni ha più appeal di Salvini: dopo Baudet può prendersi pure Orban

Fino al confine. Matteo Salvini, nonostante la sua grande passione per il Milan, assomiglia di più alla Juventus. Stravince in Italia ma in Europa non riesce a portare a casa nessun titolo. Nella sfida a scacchi sulle alleanze per l'Europarlamento il gruppo sovranista di cui fa parte la Lega sta incassando un rifiuto dopo l'altro. Prima il Brexit Party di Nigel Farage, poi il populista olandese di Thierry Baudet, infine il primo ministro ungherese Viktor Orban. E due di questi tre, Baudet e Orban, sembrano invece orientati per un'alleanza con il gruppo dei Conservatori e Riformisti, quello di cui fa parte anche Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni (che per continuare i paralleli calcistici può essere paragonata al Liverpool).

Baudet, che ha preso il posto del "vecchio" euroscettico Geert Wilders (amico di Salvini), ha annunciato ufficialmente che intende aderire all'Ecr. Orban fa ancora parte del Ppe ma in una lettera pubblicata dall'Adnkronos ribadisce la sua vicinanza a Giorgia Meloni, aprendo indirettamente alla possibilità che il suo Fidesz potrebbe confluire nell'Ecr qualora venisse espulso (o decidesse di lasciare) il Ppe.

"Le elezioni europee si sono concluse, ora è necessario valutarne le conseguenze", si legge nella lettera di Orban a Meloni. "Mi permetta di congratularmi con lei per l'ottimo risultato ottenuto alle elezioni. Sono convinto che possiamo rafforzare la cooperazione dei nostri partiti negli obiettivi comuni. Abbiamo una grande sfida davanti a noi, è nostro compito guidare l'Europa nella giusta direzione seguendo i nostri valori cristiani-conservatori. Spero che la nostra alleanza sarà ancora più salda nell'impegno comune di garantire la sicurezza e la stabilità del nostro continente. Le auguro molto successo per il suo lavoro di elevata responsabilità".

Se non una dichiarazione d'amore (politico, s'intende), poco ci manca. Ed ecco che se Angela Merkel dovesse davvero sacrificare la testa di Orban sull'altare della grandissima coalizione con socialisti e liberali di Emmanuel Macron (che continua a chiedere come precondizione l'allontamaneto del leader ungherese da parte dei popolari), Fidesz potrebbe davvero portare in dote i suoi 14 seggi all'Ecr, che staccherebbe come numero di poltrone l'Enf di Salvini e Le Pen che rischia di sprofondare in sesta posizione tra gli eurogruppi, alle spalle non solo di Ppe, S&D e Alde ma anche di Ecr e Verdi. 

twitter11@LorenzoLamperti

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