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Geopolitica
Elezioni Taiwan 2020, Green Party: "Cina? Contano di più energia e salari"

Mancano meno di 50 giorni alle elezioni presidenziali e legislative di Taiwan. Elezioni che verranno osservate con attenzione anche da Pechino, che considera Taiwan o Repubblica di Cina (oggi riconosciuta da 15 nazioni a livello globale) parte del suo territorio. Dopo una panoramica introduttiva sul voto, Affaritaliani.it inizia a proporre delle interviste ai protagonisti delle elezioni. Dopo il partito che si trova attualmente al potere, vale a dire il Democratic Progressive Party (DPP), tocca a un partito più piccolo ma importante all'interno della scena politica taiwanese: il Green Party. Rita Jhang, portavoce e vice segretario generale, presenta il programma elettorale dei Verdi e parla delle prospettive politiche del partito e di Taiwan

Quando è stato istituito il Green Party Taiwan e quali sono i suoi obiettivi principali?

Siamo stati istituiti nel 1996 e da allora il partito ha seguito l'ideologia verde, anche se all'inizio non faceva parte della rete verde globale. Fin dall'inizio siamo sempre stati antinucleari. A Taiwan c'era il nucleare allora e abbiamo ancora quattro centrali nucleari oggi. Quelle centrali hanno 40 anni. Al momento della loro costruzione, avevamo stipulato alcuni accordi con gli Stati Uniti per la fabbricazione di armi nucleari per combattere la Cina. Ma i piani per le armi fallirono e Taiwan usò quelle centrali per produrre energia. Il problema è che Taiwan non era davvero ben equipaggiata per gestire i rifiuti nucleari e non lo è neppure oggi. I nostri siti di stoccaggio sono traboccanti ed è molto pericoloso. Green Party Taiwan ha iniziato il suo viaggio principalmente per questo problema e stiamo ancora combattendo per questo.

Come giudica la politica ambientale della presidente Tsai durante il suo primo mandato?

Aveva un obiettivo molto chiaro e un buon piano, ma se devo dire quanto è stato veramente realizzato direi forse solo il 60 percento. Come succede altrove, il DPP aveva una visione chiara ma quando ha preso il potere e ha assunto l'incarico ha dovuto seguire anche altre preoccupazioni. Quando Tsai stava facendo la sua campagna nel 2015, aveva preparato diverse proposte sull'ambiente e diceva che le centrali nucleari sarebbero state chiuse. Ma questo è un problema politico, non solo un problema energetico. A Taiwan, l'opinione pubblica è davvero polarizzata. Se sei contro l'energia nucleare sei pro DPP e se sei pro nucleare sei pro KMT. Molte persone non sono nemmeno sicure del perché siano pro o contro, seguono semplicemente il loro partito. Questo rende il problema molto difficile da affrontare: le persone non hanno opinioni concrete sulle scorie nucleari, vogliono solo seguire il DPP o il KMT. Il referendum dell'anno scorso è stato un forte avvertimento per Tsai, e infatti il governo ha deciso di frenare il suo piano antinucleare.

Sembra che ci siano più fan che elettori. Come può il Green Party trovare uno spazio tra i due schieramenti principali?

È molto difficile. Quando abbiamo iniziato nel 1996, avevamo un obiettivo molto chiaro: eravamo antinucleari. E lo siamo ancora. Ora ci sono tanti piccoli partiti a Taiwan, molti dei quali nati nel 2010 o dopo la grande protesta del 2014. Il 99% di questi partiti si concentra sulla questione della sovranità di Taiwan e sono in qualche modo collegati al DPP. Siamo i più anziani tra i piccoli partiti, quindi penso che abbiamo un vantaggio unico, anche perché abbiamo una politica chiara e seguiamo il nostro piano di energia verde da 23 anni. Però non è facile trovare uno spazio. Se siamo troppo vicini al DPP, le persone dicono: "Perché dovrei votare per te e non per il DPP direttamente?" Ma se critichiamo il DPP su alcune politiche qualcuno dice che siamo dei traditori. Ma questo è il nostro lavoro: possiamo supportare il DPP e criticare se fanno qualcosa di sbagliato o non fanno qualcosa che dovrebbero fare. Molti piccoli partito stanno collassando, noi abbiamo un vantaggio a causa della nostra posizione coerente sulle politiche energetiche.

Com'è la situazione ambientale a Taiwan?

Non abbiamo solo il problema nucleare. Abbiamo anche un problema legato all'acciaio. Kaohsiung, la città di Han Kuo-yu, ha un impianto siderurgica e aria inquinata tutto l'anno. Taichung è inquinata dal carbone. Chiudere questi impianti è difficile perché forniscono molti posti di lavoro. Ma non possiamo arrenderci a questo ricatto. Non stiamo chiedendo di chiudere questi impianti ma di sostituire le macchine. Riguardo al nucleare, vogliamo far capire a tutti che chiudere le parti nucleari e sostituirle con energia termica non significa perdere posti di lavoro. Sarebbe un buon compromesso: vogliamo cambiare i piani energetici in modo da avere ancora energia ma senza creare inquinamento. Nel nord l'inquinamento proviene dalla Cina, quindi non c'è niente da fare al riguardo, non possiamo costruire un muro.

Sembra che il dibattito sulla campagna elettorale sia dominato dai rapporti di Taiwan con la Cina. C'è anche chi si prende cura di altri problemi pratici?

Esattamente. Questo è un altro dilemma che dobbiamo affrontare. Sui nostri social network, quando parliamo di questioni pratiche e analizziamo politiche concrete, le reazioni sono davvero basse. Ma quando parliamo di quanto sia brutta la Cina o di quanto siano orribili gli eventi di Hong Kong, le opinioni sono dieci volte di più. È un po frustrante che se pubblichiamo un video su una gaffe di Han Kuo-yu riceviamo così tanta attenzione e se pubblichiamo un'analisi con tanto lavoro dietro poche persone lo leggono.

In Europa accade lo stesso con diversi tipi di argomenti o problemi, ad esempio i rifugiati, anche se di solito le cose sono molto difficili da cambiare, indipendentemente da quale partito sia al potere. Potrebbe cambiare sulla sovranità di Taiwan o sui rapporti con la Cina a seconda di chi vincerà le prossime elezioni?

Sì, penso che sia importante vedere chi vince. È ovvio che il KMT ha un grande interesse a cooperare con la Cina, anche se sono nati come una forza anticomunista. Ora è una storia completamente diversa. D'altra parte, Tsai è stata molto aggressiva sulla Cina ma è sempre stata in grado di presentare in maniera calma quello che voleva fare. E penso che questo sia il motivo per cui i numeri nei sondaggi siano molto alti per lei, anche più alti di quelli del DPP. A proposito del KMT, negli ultimi 8 anni al potere hanno ridotto il budget per la sicurezza delle informazioni e questo ci ha esposto a diversi cyberattacchi. Ora Tsai sta cercando di ripristinare il budget per la sicurezza informatica. Quindi, sì, penso che potrebbero esserci molte differenze se vince il DPP o il KMT. In passato molti taiwanesi si chiedevano: "Se non possiamo resistere alla Cina, perché non stiamo semplicemente con loro?" Tsai ha reso le persone più fiduciose sul futuro di Taiwan.

Pensa che se vincesse il KMT potrebbe esserci una riunificazione con la Cina?

Penso sia una possibilità. Ma non sto parlando di un'invasione o qualcosa del genere, sto parlando di lasciare le porte aperte alla Cina, perdere risorse umane e smarrire la nostra identità nazionale. Non sarebbe un'operazione basata sul lato militare, ma su un lato più culturale ed economico.

E se vincesse il DPP ritiene che possano aumentare i rischi di un'operazione militare?

Credo di no. E la Cina non ne ha nemmeno bisogno, potrebbe semplicemente attaccare la nostra rete elettrica, giusto? Penso che Pechino sia più interessata a usare il suo soft power, ad esempio esportando i loro prodotti di intrattenimento e facendoci sentire che alla fine non siamo così diversi. Nel passato Taiwan era il centro del cosiddetto mondo dell'intrattenimento mandarino. Era così nel cinema e nella musica. Molti cantanti cinesi provavano a sembrare taiwanesi, ma ora le cose si sono ribaltate. I taiwanesi guardano show e soap opera cinesi e i giovani cantanti cercano di sembrare cinesi per diventare più popolari. Questo è un successo da parte cinese. Pechino sta anche finanziando programmi televisivi a Taiwan in modo che possano assumere attori cinesi. Non sono contro di loro ma questo fa chiaramente parte del piano di riunificazione.

Considera la riunificazione una tendenza irreversibile?

Penso che Taiwan debba migliorare la sua economia e rendere il suo sistema più equo, in modo che i giovani possano rimanere qui e non andare via perché non possono guadagnarsi da vivere. Molti giovani taiwanesi di talento se ne vanno perché le opportunità non sono sufficienti. I prezzi delle case sono alle stelle e anche per me è davvero difficile avere un'auto o una casa. Quando ho conseguito il dottorato di ricerca in Texas, tutti mi hanno chiesto perché volessi tornare a Taiwan. La risposta è che voglio provare a rendere il nostro sistema più equo e aiutare i giovani taiwanesi a costruire un futuro qui. Dovrebbero avere la possibilità di avere un lavoro, un figlio, una famiglia. Adesso è molto difficile. Abbiamo uno dei tassi di natalità più bassi e stiamo invecchiando rapidamente, perdendo forza lavoro Dobbiamo creare un sistema migliore e ridistribuire le risorse in modo più equo. Solo rendendo Taiwan più forte e più equa possiamo dialogare con la Cina.

Come dovrebbe essere instaurato questo dialogo?

Dovremmo essere due partner comparabili. Adesso non lo siamo. La Cina è più forte, noi abbiamo ancora uno status forte nell'industria tecnologica, ma stiamo diventando sempre più diversi in termini di potere. Non abbiamo bisogno di odiare la Cina, ma non abbiamo nemmeno bisogno di avere una relazione così anormale. Dobbiamo instaurare un dialogo tra paesi, ma ora è persino difficile stabilire se siamo due paesi diversi o meno. Penso che il modo migliore per tutti sia che Taiwan diventi più forte, così da poter collaborare con la Cina proprio come già collaboriamo con, ad esempio, il Giappone.

Come può essere più forte Taiwan?

Ad esempio concentrandosi sul suo soft power. Il matrimonio omosessuale è stato un buon esempio, proprio come il nostro sistema democratico. Anche Tsai ha aumentato la nostra visibilità, perché è una presidente donna. Dovremmo fare più cose per posizionarci sulla mappa globale. A proposito del matrimonio tra persone dello stesso sesso, anche se questo è il suo nome, dovrebbe essere perfezionato. Green Party vuole anche essere più amichevole con le persone transgender. Ora possono cambiare il proprio documento di identità solo dopo l'operazione, ma pensiamo che dovrebbero poterlo fare anche prima. Dovremmo anche cercare di sviluppare il turismo, ad esempio identificandoci come la destinazione più LGBT friendly in Asia.

Pensi che la politica di Taiwan dovrebbe concentrarsi maggiormente su questioni pratiche?

Sì, questa è la posizione del Green Party. Naturalmente la questione della Cina è importante, ma dovremmo anche concentrarci su ciò che accade all'interno di Taiwan. Ad esempio sui servizi di assistenza all'infanzia o sui prezzi delle case. Se lo facciamo possiamo mantenere i nostri giovani talenti a Taiwan. Ora molti di loro fanno affidamento sulla Cina perché lì i salari sono molto più alti e stanno attuando diverse politiche per attirarli.

Quale può essere il ruolo del Green Party in questo discorso?

Dopo l'ultimo referendum, il DPP sa che non può essere troppo progressista su questioni pratiche. Ma non abbiamo i loro obblighi, quindi possiamo promuovere le posizioni più progressiste e spingere il DPP su questa traiettoria. Ad esempio sulla tecnologia dell'inseminazione artificiale, rendendola disponibile a tutte le donne che vogliono usarla, non solo alle donne sposate che non possono concepire in modo naturale. Siamo anche il primo partito ad avere candidati apertamente gay. Non abbiamo mai conquistato un seggio, ma speriamo e crediamo che questa volta ce la faremo. Il nostro primo candidato è Den Hui-wen, una psichiatra molto famosa e popo per i diritti delle donne e sono convinta che può aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo.

Quanto è importante per Taiwan avere alleati diplomatici?

Ora ne abbiamo solo 15. A volte il pubblico non se ne preoccupa e qualcuno sta persino pensando che potrebbe essere meglio rimanere senza nessuno di loro perché ciò ucciderà la Repubblica di Cina e lascerà spazio a Taiwan. Penso che questo sia un sogno bellissimo ma i legami ufficiali sono importanti perché i nostri alleati, anche se sono pochi, possono sollevare il nostro problema all'interno delle organizzazioni internazionali, aiutandoci un po'. Però sì, la cooperazione pratica è ancora più importante. Dovremmo concentrarci sulla creazione di collegamenti internazionali su questioni pratiche al fine di partecipare sulla scena mondiale come Taiwan e non come Repubblica di Cina.

POtrebbe fare alcuni esempi di cooperazione pratica?

Una volta avevamo la cosiddetta monetary diplomacy, quando eravamo più ricchi, e la medical diplomacy. Ora Green Party vuole promuovere la digital diplomacy, costruendo progetti concreti tra diversi paesi per ridurre le loro differenze digitali.

Per quanto riguarda le relazioni estere, pensi che Tsai abbia fatto troppo affidamento sugli Stati Uniti?

Penso che il DPP stia cercando di andare a sud, con la nuova Southbound Policy. Penso che sia stata una mossa saggia perché le relazioni con il Giappone e gli Stati Uniti vanno ampliate nel sud-est asiatico e persino in Africa. Taiwan ha molto da offrire, dobbiamo diversificare.

In Europa qualcuno sta iniziando a dubitare dell'amicizia americana, per esempio dopo quello che è successo di recente in Siria. Pensi che Taiwan possa fidarsi degli Usa?

Fino a quando saremo utili per il loro profitto o strategia, ci proteggeranno. Ma penso che ogni tipo di relazione internazionale sia basata su questo principio. Quindi fino a quando Taiwan sarà utile saremo ancora amici.

Che dire delle relazioni con l'Europa? Sta notando qualche miglioramento?

Non sono sicura dell'approccio dell'Europa verso Taiwan, ma penso che quella sia la direzione in cui dovremmo andare. Vi faccio un esempio: il governo coreano ha offerto soldi alle università statunitensi per aprire filiali in Corea del Sud, così gli studenti locali possono ricevere titoli di studio statunitensi. Progetti come questo aumentano il soft power e i legami non ufficiali tra paesi. La Cina lo sta facendo con l'Istituto Confucio, Taiwan dovrebbe fare di più per fare lo stesso. 

Il Green Party come immagina la futura politica ed economica di Taiwan?

In questo momento la nostra economia sta migliorando, in parte grazie alla guerra commerciale. E il governo Tsai sta aumentando il salario minimo. Questa è la direzione giusta, ma ci sarebbe molto altro da fare e non sono sicura che il DPP ci può riuscire. Vogliamo aiutare il DPP ad andare in una direzione più progressista, per esempio promuovendo l'energia termica. Taiwan ha enormi fonti di energia termica. Dobbiamo diventare un paese modello per usare quel tipo di energia, che è la più pulita al mondo. Altri paesi potrebbero venire e imparare dalla nostra esperienza. Dovremmo sostituire la nostra energia sporca con una più pulita. Altri punti chiave: diplomazia digitale, turismo, LGBT friendly, bike friendly. E soft power. Possiamo farcela. 

twitter11@LorenzoLamperti

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