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Geopolitica
Hong Kong, dopo Versace anche Coach costretta a chiedere scusa alla Cina
Foto LaPresse

Hong Kong: dopo Versace anche t-shirt Coach fa infuriare Pechino

Dopo il caso della t-shirt di Versace che identificava i territori autonomi di Hong Kong e Macao come Paesi, anche il brand americano del lusso Coach fa infuriare Pechino per una maglietta che - secondo i consumatori cinesi - mette in discussione il principio di "una sola Cina". Coach e' stata costretta a scusarsi in un comunicato, spiegando che "rispetta e sostiene la sovranita' e integrita' territoriale della Cina", dopo la pioggia di critiche ricevute per una maglietta, in cui Hong Kong, Macao e Taiwan vengono citate come territori indipendenti.

Immagini della t-shirt incriminata, parte di una collezione Coach e Disney realizzata a maggio dell'anno scorso, hanno iniziato a circolare su Weibo, il Twitter cinese, questa mattina. Sul lato posteriore della maglietta sono elencate una serie di citta', con il nome del loro Paese, per esempio: "Tokyo, Giappone" e "Milano, Italia". Sia Shanghai, che Pechino vengono citate come parte della Cina, ma non Hong Kong e Macao, citate senza Cina. Taipei invece, e' riportata come "Taipei, Taiwan". La comunita' online cinese ha criticato Coach e accusato il brand di sostenere l'indipendenza di Hong Kong, Macao e Taiwan. Gli utenti di vari social hanno accusato il marchio americano di "non rispettare la sovranita' nazionale della Cina" e molti utenti hanno preteso delle scuse. La modella Liu Wen, "ambasciatrice" di Coach in Cina, si e' scusata per non essere stata rigorosa nella sua selezione dei brand che rappresenta e ha promesso di mettere fine alla sua collaborazione con il brand, accusandolo di "ferire i sentimenti nazionali del popolo cinese". Coach e' stato cosi' costretto a scusarsi pubblicamente con un comunicato, diffuso su Instagram e Weibo e ha ritirato il prodotto contestato da tutti i canali di vendita a livello mondiale. "A maggio 2018", si legge nella dichiarazione, "abbiamo trovato una sere di inesattezze nel design di alcune t-shirt, abbiamo rivisto il nostro intero assortimento e eviteremo il ripetersi di questioni simili in futuro". "Siamo consapevoli della gravita' di questo errore e ci scusiamo dal piu' profondo", ha aggiunto Coach. Il megafono del Partito comunista cinese, il Quotidiano del popolo, ha commentato la vicenda, condannando sia Coach, che Versace per aver compiuto "stupidi errori, spontaneamente". Ha poi tenuto a sottolineare che le aziende straniere che hanno un atteggiamento "rispettoso e amichevole" verso la Cina, non fanno la fila per creare problemi su Hong Kong, Macao e Tawan. 

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