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Geopolitica
Iran, Londra chiede una missione Ue. Sì della Francia, l'Italia prende tempo
La petroliera attaccata il mese scorso al largo dell'Oman

La tensione nel Golfo non accenna a diminuire. In particolare tra Iran e Stati Uniti, ma anche tra Iran e Regno Unito. E ora, dopo il squestro della Stena Impero, Londra chiede ufficialmente l'istituzione di una missione internazionale per pattugliare lo Stretto di Hormuz. Una missione che avrebbe l'egida Ue, tanto che la richiesta di Londra è stata recapitata agli alleati europei durante una riunione del Comitato politico e di sicurezza a Bruxelles.

Secondo alcune voci, alcuni partner avrebbero mostrato disponibilità a partecipare alla missione. In particolare Francia e Danimarca, con altri paesi su posizioni possibiliste ma attendiste. Il Jerusalem Post, quotidiano israeliano e dunque interessato da vicino alla vicende iraniane, ha parlato di un primo sostegno anche da parte dell'Italia, le cui fonti diplomatiche hanno però spiegato che è in corso (e sarà in corso) ancora per qualche tempo una riflessione in merito, anche per decidere nel caso si dia il via libera il livello di partecipazione che potrebbe anche non prevedere l'invio di navi ma semmai di aerei da pattugliamento.

Anche altri paesi tra cui Olanda, Svezia, Germania e Polonia hanno preso da tempo promettendo una decisione entro settembre. Nel frattempo ha parlato l'ambasciatore italiano in Iran, Giuseppe Perrone. "Il nostro obiettivo è sicuramente quello di far ridurre la tensione perché quello che sta succedendo nello stretto di Hormuz è la spia di una situazione più generale in cui ad ogni reazione corrisponde una controreazione. Il rischio è che questa dinamica provochi ulteriore tensione e ulteriore conflitto" ha detto Perrone, commentando le recenti tensioni tra Teheran e l'Occidente alla luce dei fatti accaduti nelle acque del Golfo. "La prima cosa da fare è senz'altro quella di ripristinare un minimo di fiducia tra le parti e innescare un circolo virtuoso che ancora non c'è. Un circolo virtuoso per il quale si possa fare in modo che l'IRAN torni ad attuare l'accordo nucleare" e che Teheran tragga i "benefici economici che discendono dall'accordo", ha affermato Perrone parlando con alcuni giornalisti a margine della XIII Conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici in corso alla Farnesina.

"Il negoziato - ha proseguito l'ambasciatore -implica ovviamente un do ut des" ed è proprio su questo che si deve insistere "perché solamente con il negoziato si può risolvere questa crisi in quanto qualsiasi colpo di forza genera una contro-reazione avversaria". "E' necessario trovare la formula che permetta all'Iran di sedersi al tavolo del negoziato, che è l'obiettivo condiviso anche dei nostri alleati, e al tempo stesso che salvaguardi gli interessi di libertà di navigazione del Golfo anche della comunità internazionale", ha concluso Perrone, che ha poi definito come "in teoria ancora possibile" un nuovo accordo nucleare.

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