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Geopolitica
Joshua Wong, visita in Italia in bilico. Ma governo diviso su Hong Kong e Cina

Siamo nell'era del primato della geopolitica. Quello che era già chiaro assistendo alla cosiddetta trade war, o guerra fredda tecnologica, tra Stati Uniti e Cina sta diventando sempre più evidente anche in Europa e in Italia. E in cima ai temi più sensibili c'è sempre il rapporto con Pechino. Dal 5G nel mirino di Washington all'interesse cinese per infrastrutture e porti. Ma ora un altro fronte rischia davvero di spaccare la linea in materia di politica estera e diplomazia del governo Conte bis: Hong Kong.

Sin dall'inizio Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico hanno assunto posizioni diverse in materia, ma la differenza di opinioni è (per ora) sempre rimasta sullo sfondo, grazie al fatto che l'Italia non era direttamente coinvolta nella vicenda. Ora però le cose potrebbero cambiare. Il nostro paese è entrato nella mappa della crisi che si sta consumando nell'ex colonia britannica con l'annuncio della visita dell'attivista Joshua Wong a Milano e Roma. Una visita che ora è pesantemente a rischio, dopo che un tribunale di Hong Kong gli ha negato in prima istanza l'espatrio. Wong ha presentato ricorso ed è ora in attesa della seconda istanza.

La visita è entrata nel mirino di Pechino, che già nelle scorse settimane se l'era presa per le sue tappe negli Stati Uniti, dove ha dato l'appoggio a una bozza di legge sui diritti civili a Hong Kong, e in Germania, dove ha incontrato in forma non ufficiale il ministro degli Esteri Maas. La Cina non si aspettava che il prossimo paese a ospitare Wong potesse essere proprio l'Italia. Non se lo aspettava perché Luigi Di Maio, accolto con tutti gli onori alla China International Import Expo di Shanghai la scorsa settimana, aveva pubblicamente dichiarato su Hong Kong: "Noi in questo momento non vogliamo interferire nelle questioni altrui e quindi, per quanto ci riguarda, abbiamo un approccio di non ingerenza nelle questioni di altri Paesi".

La linea della non ingerenza è da sempre il caposaldo della politica estera cinese e di Xi Jinping. Pechino aveva dunque accolto con grande piacere la linea del ministro degli Esteri italiano. Il problema è che la linea della non ingerenza non sembra convincere gli alleati di governo del Pd, non coinvolti direttamente nell'avvicinamento commerciale e diplomatico tra Italia e Cina. Il memorandum della Belt and Road è stato infatti firmato da Di Maio, così come lo stesso leader M5s mantenendo la delega al commercio estero sta proseguendo la sua apertura a Pechino, che si manifesterà ai livelli istituzionali più alti con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in terra cinese nel 2020.

Il Pd però ha una posizione diversa. Tanto che proprio mentre Di Maio era a Shanghai, un comunicato (passato per lo più inosservato) del presidente dei senatori del partito di Zingaretti, Andrea Marcucci recitava così: "Vorrei dire al ministro degli Esteri Luigi Di Maio che l’Italia è da sempre vicina a chi si batte per la democrazia e la libertà, come molti cittadini di Hong Kong stanno facendo. Il ministro si ricordi sempre che deve difendere i nostri principi costituzionali anche in politica estera".

Una vera e propria presa di distanza, dunque. E non è finita qui. O meglio non sarebbe finita qui. Già, perché secondo voci di corridoio durante la visita programmata in Italia, Joshua Wong avrebbe incontrato (o incontrerà se riuscurà davvero a venire nel nostro paese) dei parlamentari. La possibile appartenenza di questi parlamentari? Si parla di Fratelli d'Italia e proprio del Pd. Un incontro che potrebbe davvero imbarazzare Di Maio ed esporre il governo alle dure reprimende di Pechino, che non potrebbe tollerare quella che considererebbe una coltellata alle spalle.

Nel frattempo la Cina prova a ricordare al nostro governo che cosa c'è in gioco. Poche ore dopo il divieto di espatrio a Wong, infatti, l'Ufficio del portavoce del ministero degli Esteri cinese ha rilasciato un comunicato nel quale si dice che Pechino è pronta a lavorare sugli "sforzi continui per promuovere ulteriormente una partnership strategica completa tra Cina e Italia e una cooperazione pragmatica tra i due Paesi". 

twitter11@LorenzoLamperti

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