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Geopolitica
Siria, già violata la tregua di Trump.Vincono tutti tranne i curdi e...gli Usa

"Due bambini". Così ha definito Donald Trump i turchi e i curdi durante un comizio in Texas commentando l'accordo raggiunto per una tregua di 120 ore in Siria. La parola "tregua" è da sottolineare due volte con la matita rossa, visto che l'accordo raggiunto al termine di un colloquio tra il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence e il presidente turco Erdogan è appunto una sospensione dell'iniziativa di Ankara e non la sua fine, come si è affrettato a chiarire il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu. Eppure Trump, dopo aver steso nei fatti il tappeto rosso sotto i blindati turchi a discapito degli alleati curdi, sembra presentare le cose diversamente: "Non è stato convenzionale quello che ho fatto. A volte devi lasciarli combattere un po'. A volte devi lasciarli combattere come due bambini e poi li separi".

SIRIA, GIA' VIOLATO IL CESSATE IL FUOCO

Nel frattempo però, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, sono morte oltre 500 persone, tra cui decine di civili, in gran parte curdi. E a dire la verità anche venerdì mattina, dopo l'inizio della tregua, vengono riportati "sporadici combattimenti" a Ras al-Ain, città al confine tra Siria e Turchia. Gli stessi curdi denunciano nuovi colpi di artiglieria delle forze militari turche dopo il cessate il fuoco. E anche l'esercito siriano non starebbe a guardare, visto che due civili sarebbero stati uccisi sempre venerdì mattina a sud di Aleppo dall'artiglieria governativa, in un'area nella quale operano milizie ribelli.

TRUMP, ALTRO CHE TRIONFO

La realtà dei fatti, insomma, sembra essere lontana dai toni trionfalistici con i quali la Casa Bianca ha presentato la tregua. D'altronde Trump aveva bisogno di presentare qualche risultato sulla partita siriana, dopo aver in un colpo solo abbandonato i curdi, creato sfiducia negli storici alleati dell'area come Israele e Arabia Saudita e lasciato forse definitivamente il pallino sul Medio Oriente nelle mani di Vladimir Putin. 

LA SPERANZA DI TRUMP DI RIAVVICINARSI A ERDOGAN

In ogni caso presentare come un successo una tregua temporanea di un'operazione militare, che Ankara definisce "antiterroristica", nata per una propria responsabilità sembra difficile. Un bluff, quello di Trump, che al di là delle parole ufficiali e delle minacce degli scorsi giorni sull'economia turca, spera di riallacciare i fili di un legame con Erdogan che sembrava spezzato negli ultimi mesi, soprattutto dopo l'acquisto del sistema missilistico russo S-400 da parte di Ankara.

CURDI UNICI VERI SCONFITTI DELLE MANOVRE USA-TURCHIA

Ma al di là delle strette di mano a favore di videocamera, nella partita siriana sembra ormai chiaro che a perdere saranno soprattutto, forse solamente, i curdi. Le ambizioni di uno stato indipendente sembrano ormai definitivamente tramontate, visto che gli ex alleati nella lotta all'Isis hanno dovuto scendere a patti con Assad che nel frattempo ha approfittato della situazione per estendere il suo controllo su zone che erano ancora in mano ai ribelli.

VINCONO ERDOGAN, PUTIN, ASSAD, IRAN E PERSINO L'ISIS

Vincerà la Turchia, che dopo la tregua completerà la sua operazione cercando di estendere la "fascia di sicurezza" nel nord est della Siria ed evita le sanzioni. Vincerà la Russia, che si afferma come arbitro delle questioni medio orientali. Vince anche l'Iran, che vedrà rafforzarsi il regime di Assad e contemporaneamente indebolirsi le rivendicazioni curde che conosce anche al suo interno. Secondo molti esperti potrebbe vincere anche l'Isis, a cui il caos siriano starebbe dando l'occasione di riorganizzarsi.

TAIWAN E PAESI BALTICI PREOCCUPATI DA TRUMP. LA CINA OSSERVA

Vince Trump, almeno a parole. Nei fatti rischia invece di non essere così. Gli alleati nell'area lo sanno. Guarda caso in silenzio Israele e Arabia Saudita si stanno avvicinando, con il Cremlino sullo sfondo. Anche gli alleati più lontani, come Taiwan e i paesi baltici, osservano con preoccupazione temendo anche loro di poter essere prima o poi abbandonati al loro destino. E la Cina, interessata, prende appunti.

twitter11@LorenzoLamperti

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