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Geopolitica
Ungheria, la paradossale alleanza anti Orban: sinistra coi neonazisti

Ungheria, tutti insieme appassionatamente contro Orban

Che Orban non piacesse a molti era risaputo. Ma che scatenasse un  amore platonico fra le due più opposte estremità politiche non era facilmente prevedibile. Tra europeisti pro-Soros che non hanno digerito il fallimento delle ultime elezioni politiche e, praticamente, tutti i partiti d’Ungheria, il premier nazionalconservatore si trova a dover affrontare un’ammucchiata che ha del paradossale.

Karácsony nega l'antisemitismo di Jobbik

Contro il primo ministro si è schierato un esercito che, pur non avendo un frammento di ideologia in comune al suo interno, ha le idee ben chiare: porre fine al terzo mandato dell’attuale primo ministro. Aspetto che mette in risalto un manifesto elettorale di Fidesz, l’attuale partito di Orban, nel quale si mostrano i diversi nemici del muro anti-migranti, emblema della politica del primo ministro ungherese. Nell'immagine i diversi oppositori appaiono felicemente uniti, simboleggiando così una grande alleanza politica, nonostante le diverse provenienze ideologiche e culturali.

Clamoroso avvicinamento tra Verdi e gli estremisti di Jobbik

Come se non bastasse, a rendere l’immagine ancor più paradossale è la vicinanza figurativa tra l’ex leader dell’estrema destra Gabor Vona –ora sostituito da Tomas Sneider- e il suo opposto Gergely Karácsony, leader dei Verdi. Proprio quest’ultimo, lo scorso 8 febbraio ha rilasciato un’intervista alla televisione ungherese Hir Tv, negando l’evidente dottrina nazista perseguita da Jobbik. Alla domanda del giornalista “secondo lei non è nazismo fare una lista di tutti i parlamentari magiari di origine ebraica?”, Karàcsony ha risposto duramente con un “no”. Una dichiarazione  convenzionale che, nonostante le chiare diversità ideologiche, fa gola a Jobbik, l’ultimo partito sconfitto da Orban.

Soros: "l'Ue è come l'Urss"

Nell'ampio schieramento degli avversari di Orban figura anche Soros, che nel frattempo si lascia andare a una inaspettata critica nei confronti dell'Unione europea. Soros, in un suo intervento al Guardian ha definito l'Ue come l’Urss: “L’Europa sta camminando, nel sonno, verso l’oblio e gli europei è bene che si sveglino prima che sia troppo tardi. Se non lo faranno, l’Unione europea prenderà la stessa rotta che prese l’Urss nel 1991”, ha detto Soros.

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