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Geopolitica
Venezuela, il Papa si smarca dai vescovi: non "sceglie" tra Maduro e Guaidò

Venezuela: Papa si smarca da vescovi: "Non prudente prendere posizione"

"Io do il mio sostegno a tutto il popolo venezuelano, che si trova in sofferenza: se cominciassi a dire di fare attenzione, a quei Paesi, entrerei in un ruolo che non conosco e sarebbe una grave mancanza di prudenza pastorale da parte mia. Sarebbe un danno". Ai giornalisti, che volavano con lui da Panama a Ciampino, Papa Francesco ha spiegato con chiarezza perche' nell'Angelus conclusivo della visita nel Paese centramericano, e nella dichiarazione affidata al portavoce Alessandro Gisotti il secondo giorno del viaggio, la Santa Sede non ha assecondato la linea dell'Episcopato del Venezuela che ha dichiarato illegittimo il secondo mandato presidenziale di Nicolas Maduro, peraltro eletto lo scorso 20 maggio con una grande maggioranza e senza brogli. Come hanno certificato gli osservatori internazionali, tra i quali c'era Jose' Luis Zapatero. L'ex premier spagnolo, che come e' noto, il giorno dopo la rielezione di Maduro, rientrando da Caracas a Madrid ha fatto scalo a Roma, dove si e' recato in Vaticano per informare il Papa sulla assoluta regolarita' del processo elettorale. Informazioni che il Pontefice non ha dimenticato. "Le parole che ho usato a Panama le ho pensate e ripensate", ha rivelato Francesco ai giornalisti durante il volo sull'Oceano Atlantico. "Ho manifestato vicinanza, ho espresso i miei sentimenti: provo sofferenza. Io - ha confidato - voglio bene a tutto il popolo venezuelano che sta soffrendo. Non posso mettermi in un ruolo che non conosco, sarebbe un'imprudenza. Il popolo soffre. So quello che sta passando. Io voglio una soluzione giusta e pacifica, e non voglio il sangue".

"Temo la violenza", ha ripetuto piu' volte Francesco nella conferenza stampa tenuta sull'aereo, evocando anche quel che sta accadendo in Colombia, "dopo tutto lo sforzo che era stato fatto". Un'allusione al recente attentato del 17 gennaio scorso contro i cadetti della scuola di Polizia di Bogota. Un bilancio di 21 morti e oltre 50 feriti che ha riportato la Colombia all'incubo dal quale doveva liberarla l'accordo per la riconciliazione nazionale raggiunto (anche con l'aiuto di Papa Francesco) a Cuba, nel 2016, tra il governo di Bogota' e le Farc. Accordo che pero' nel 2017 fu bocciato nelle urne anche per responsabilita' dei vescovi locali (su posizioni spesso coincidenti con i confratelli del Venezuela). I presuli infatti avevano affermato nella circostanza la liberta' di coscienza degli elettori, nonostante il Papa si fosse speso affinche' quell'accordo storico fosse raggiunto.   

A Panama, all'Angelus, insieme con l'appello per "una soluzione nell'esclusivo interesse della popolazione" del Venezuela, ovvero senza ingerenze esterne, il Papa ha letto con evidente commozione i nomi dei 21 cadetti uccisi. E anche per il Venezuela, Francesco ha fatto capire di essere disposto a spendersi. "Se hanno bisogno di aiuto, che si mettano d'accordo e lo chiedono", ha scandito offrendo quindi con prudenza, ma anche con molta concretezza, ogni forma di sostegno al dialogo da parte della Santa Sede. Un aiuto peraltro gia' accordato quando un anno fa l'arcivescovo Claudio Maria Celli partecipava come inviato papale al tavolo delle trattative tra chavisti e opposizione a Santo Domingo, dove per la verita' l'opposizione si ritiro' a un passo dalla firma di un accordo che poteva evitare le tensioni e sofferenze seguite a quella decisione di tirarsi indietro (e non presentare un candidato unitario dell'opposizione alle presidenziali).

"Non mi piace la parola bilanciato", ha pero' tenuto a precisare Francesco, perche' il problema, secondo lui, non e' l'equidistanza del Papa tra le parti ma la ricerca di "una soluzione giusta e pacifica" della crisi venezuelana. Riguardo alla quale il 7 gennaio, nel discorso al Corpo diplomatico accreditato in Vaticano, aveva auspicato "un dialogo istituzionale" con parole che implicitamente sottolineavano la linea della Santa Sede, che tre settimane dopo resta quella di rispettare le istituzioni di tutti i Paesi, soprattutto quando intercorrono i rapporti diplomatici. In proposito Bergoglio, sull'aereo, ha aggiunto parole che debbono far riflettere tutti: "Chiedo grandezza d'animo a quelli che possono aiutare a risolvere il problema". Una richiesta di responsabilita' e serieta', di uno stile, cioe' lontano dalle reazioni di alcuni Paesi al tentativo di rovesciare Maduro che il 4 agosto ha anche subito un attentato preparato, ha scritto il New York Times, all'estero con coinvolgimenti anche statunitensi. 

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