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Politica
berlusconi condanna cassazione (7)

L'amarezza è tanta e traspare dalle sue parole, ma per Altero Matteoli "il governo Letta non rischia". Il senatore di lungo corso del Pdl, considerato un falco del partito, commenta con un’intervista ad Affaritaliani.it, la decisione della Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, che, a maggioranza, ha votato a favore della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Matteoli appare rassegnato: "Lo sapevamo. Sapevamo che avrebbe vinto l'odio nei confronti del cavaliere. Oltretutto, durante la seduta, c'è stata la vicenda veramente vergognosa del senatore Crimi: il presidente avrebbe dovuto sospendere la seduta e non lo ha fatto: questo aggrava ancora di più l'amarezza di questo momento”. Poi rigetta la richiesta di voto palese richiesto al Senato dal Partito democratico e dal Movimento 5 Stelle: "C'è un regolamento che si rispetta sempre, non solo quando fa comodo". Il senatore toscano chiude con un auspicio: “Posso solo sperare che in Senato ci sia un sussulto di buonsenso per ribaltare questa decisione".

LA GIUNTA DECIDE A FAVORE DELLA DECADENZA DI BERLUSCONI. LE REAZIONI

BERLUSCONI: DECISIONE INDEGNA PER PRECISA VOLONTA' ELIMINARMI - "Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia". E' quanto si legge in una nota diffusa da Silvio Berlusconi. "La democrazia di un Paese si misura dal rispetto dalle norme fondamentali poste a tutela di ogni cittadino", afferma ancora il leader Pdl. "Violando i principi della Convenzione Europea e della Corte Costituzionale sulla imparzialità dell'organo decidente e sulla irretroattivita' delle norme penali - accusa Berlusconi - oggi sono venuti meno i principi basilari di uno stato di diritto. Quando si viola lo Stato di diritto - conclude - si colpisce al cuore la democrazia".

La Giunta delle elezioni del Senato dice si' alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Il presidente e relatore, Dario Stefano, ha letto la decisione, a maggioranza, della Giunta il cui parere passera' ora al voto dell'Aula del Senato per il definitivo e formale pronunciamento. "La Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari, decide a maggioranza di proporre all'assemblea del senato, disattesa ogni diversa istanza, di deliberare la mancata convalida dell'elezione del senatore Silvio Berlusocni ai sensi dell'articolo 3 comma 2 del decreto legislativo del 31 dicembre". E' quanto spiegato dal presidente della Giunta per le elezioni, Dario Stefano, al temrine della camera di consiglio di oggi. "La relazione scritta recante le motivazioni della decisione sara' sottoposta alla Giunta nella prossima seduta onde poter essere presentata al Senato entro il previsto termine di venti giorni dalla adozione della decisione", ha aggiunto Stefano.

BERLUSCONI: SCHIFANI, DECISIONE POLITICA GIA' SCRITTA - "Peggio del previsto. Il copione era stato gia' scritto e se ne conosceva la trama ma si e' andati oltre ogni limite di tollerabilita'. Al verdetto politico, fondato sul pregiudizio e sull'odio verso Silvio Berlusconi, in palese violazione del principio della non retroattivita' della legge penale sancito dalla Costituzione, oggi si e' aggiunto l'intollerabile comportamento di un senatore che ha infranto il patto di riserbo dell'udienza pubblica dell'organismo parlamentare e inficiato cosi' la legittimita' della decisione". Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani. "Un comportamento, questo, che avrebbe dovuto imporre lo stop ai lavori, come abbiamo richiesto al presidente Grasso. Ora spettera' all'Assemblea del Senato evitare che si consumi definitivamente questo gravissimo vulnus costituzionale e regolamentare. Ci auguriamo che gli alleati di governo, Partito democratico e Scelta Civica, abbiano in quella sede un sussulto di responsabilita' e respingano insieme al Pdl il pronunciamento odierno".

BERLUSCONI: BONDI, COME ESSERE ALLEATI SE PD LO DEFENESTRA? - "Io pongo oggi e porro' anche in futuro, finche' avro' voce, un problema morale. Il problema morale che pongo e' il seguente: come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in Parlamento e al governo? Oltretutto con un comportamento che calpesta non solo ogni forma di rispetto per la nostra storia e la nostra dignita' politica, ma anche uno dei principi essenziali del diritto e della giurisdizione italiana ed europea". E' Sandro Bondi, coordinatore Pdl, a rilevare che "per me questa questione morale e' fondamentale e ispirera' d'ora in avanti tutti i miei comportamenti politici".

BERLUSCONI: STEFANO, NESSUN CONDIZIONAMENTO SU GIUNTA - "Nel merito non ci sono stati condizionamenti nel dibattito che e' stato approfondito, importante e di dettaglio". Lo sottolinea il presidente della giunta per le elezioni di palazzo Madama, Dario Stefano, con i giornalisti che tornano sul caso del post di Vito Crimi. "L'aula si esprimera' in liberta' di coscienza", ha aggiunto Stefano che ha stigmatizzato in ogni caso "tutti i comportamenti sopra le righe in un senso o nell'altro". Sui tempi tecnici che prevedono la stesura di una relazione da parte sua su cui la giunta dovra' votare affinche' venga trasmessa entro venti giorni alla presidenza del Senato, Stefano replica: "Il regolamento dice che ci sono venti giorni di tempo, io le rispondo che non so quante ore impieghero'".

GIARRUSSO: ORA VOTO PALESE - In Aula al Senato il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi "sia palese: lo chiediamo a gran voce senza dare la possibilita' a mistificatori, mascalzoni e mestatori di gettare fango sul nostro gruppo". Lo ha detto il senatore del Movimento Cinque Stelle, Michele Giarrusso, al termine della camera di consiglio con cui la Giunta per le elezioni ha chiesto all'Aula di votare per la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore. Regolamento alla mano, tuttavia, il voto in Aula dovrebbe essere segreto e il dibattito fra Pdl e Pd sull'opportunita' di cambiare il regolamento e' stata la prima avvisaglia, nelle settimane scorse, della crisi nella maggioranza che ha fatto sfiorare la caduta del governo. "Ci auguriamo che in Aula il voto sia palese in modo che tutti i gruppi politici possano esprimersi con responsabilita' su Berlusconi", ha aggiunto Giarrusso.

CICCHITTO, DECISIONE SANCITA IN AULA? VEDREMO... - "Esprimo al presidente Silvio Berlusconi la piu' profonda solidarieta'", dice Fabrizio Cicchitto che mostra dubbi sull'esito del 'secondo tempo' dell'iter scattato oggi: "Poi vedremo - dice infatti - se questa decisione della Giunta, inficiata da palesi irregolarita', verra' sancita dall'Aula". Ad ogni modo, Cicchitto rileva che "ben 53 processi testimoniano l'esistenza di un sistematico attacco giudiziario contro di lui non come persona ma come leader politico del centrodestra". "Reputo anche - prosegue - che il Pd stia commettendo un grave errore non rinviando ad un organo terzo, cioe' alla Corte Costituzionale, il giudizio sulla costituzionalita' o meno della legge Severino a proposito della sua applicazione retroattiva. Aggiungo anche che la legge Severino presenta un'altra profonda criticita' che consiste nell'evidente eccesso di delega rispetto al testo originario della legge".

BERLUSCONI: CASSON, NO PASSI INDIETRO. PD COMPATTO ANCHE IN AULA - "Non si puo' tornare indietro sulla decisione espressa dalla Giunta". Lo ha detto il senatore del Pd e membro della Giunta per le elezioni e le immunita' parlamentari, Felice Casson, rispondendo alle domande dei cronisti al termine della camera di consiglio che ha deliberato di chiedere all'aula la decadenza di Silvio Berlusconi. "Sono sicuro che, cosi' come successo in giunta, il Pd votera' compatto", ha concluso Casson.

BERLUSCONI: LEGALI, PRECEDENTE MINA STORIA DEMOCRATICA PAESE - "Violando i principi del giusto processo e della irretroattivita' della legge penale si e' creato un gravissimo precedente che mina profondamente la storia democratica del Paese e lo stato di diritto". Lo affermano in una nota congiunta i legali di Silvio Berlusconi, Niccolo' Ghedini, Franco Coppi e Piero Longo, commentando la decisione della Giunta del Senato. "La decisione di una Giunta la cui maggioranza dei componenti gia' aveva votato con chiare e molteplici dichiarazioni alla stampa, era del tutto prevedibile", aggiungono i tre avvocati del Cavaliere. "Addirittura si e' assistito a insulti in diretta nei confronti del Presidente Berlusconi da parte di uno dei componenti della Giunta che avrebbe dovuto non solo essere, ma anche apparire imparziale", proseguono Ghedini, Longo e Coppi. "Tanta era la fretta che non si e' voluto ne' investire la Giunta per il regolamento ne' inviare gli atti alla Corte Costituzionale ne' alla Corte di Lussemburgo ne' attendere la decisione del ricorso a Strasburgo. Vi era evidentemente il timore che altri organismi potessero emanare statuizioni che modificassero la decisione gia' assunta", concludono i tre avvocati.

VITO CRIMI (M5S) NELL'OCCHIO DEL CICLONE - Non era prevista la polemica innescata da Vito Crimi. Il senatore del M5S pubblica un post su Facebook durante l'udienza pubblica, con insulti a Berlusconi che fanno infuriare il Pdl determinato a chiedere la sospensione dei lavori, poi negata dal presidente Dario Stefàno. Contro  il "comportamento inqualificabile" dell'ex capogruppo grillino prende posizione anche Piero Grasso, annunciando un'istruttoria, ma negando qualsiasi possibilità di interruzione della seduta odierna. Adesso la battaglia si sposta nell'Aula di Palazzo Madama, che entro venti giorni da oggi, sarà chiamata a ratificare la decisione della Giunta. Il nodo sarà quello della modalità di voto. Con i 5 stelle che insistono per il voto palese mentre Renato Schifani annuncia che il suo partito intende attenersi al voto segreto. E da parte Pd restano timori sul reale comportamento dei grillini in aula.

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