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Politica

di Adriana Santacroce

Il Pdl, che tanto insiste sulla incostituzionalità della legge Severino o, almeno sul rinvio della stessa legge alla Consulta,  si appella, fondamentalmente, a due articoli della Costituzione, il 25 e il 66, insieme all’art. 13 della stessa legge.

Il 25, al secondo comma, dice che “nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”. In altre parole il Pdl e i giuristi che accolgono questa obiezione ritengono che la legge Severino non possa definire decaduto un parlamentare che è stato condannato dopo la sua elezione, ovvero la legge Severino non può avere valore retroattivo. In realtà la legge fa un esplicito riferimento a parlamentari condannati durante il corso del mandato, il problema è capire se questo aspetto cozza, appunto, con l’art.25.

L’articolo 66 dice che “ciascuna camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e incompatibilità”. In questo modo la Costituzione assegna alla camera di appartenenza la capacità in toto di giudizio dei requisiti per l’incandidabilità. La legge Severino, invece, parla di delibera, come se avesse il compito, semplicemente, di ratificare l’applicazione della legge. In altre parole, secondo il Pdl, per la Costituzione la Camera è libera di giudicare, positivamente o meno, l’incandidabilità e quindi la decadenza di Berlusconi, mentre per la legge Severino si limita a ratificarla. E qui, secondo loro, c’è un altro conflitto.

Infine, l’art 13 della legge Severino, definendo la durata dell’incandidabilità, si riferisce anche alla lunghezza della pena accessoria dell’interdizione che l’eletto riceve con la condanna. In questo caso, però, la pena accessoria non c’è ancora in quanto la Cassazione ha rinviato la sentenza alla Corte d’appello. Pertanto, costituzionale o no, da questo punto di vista, la legge Severino non potrebbe essere applicata fino quando sarà emessa la sentenza d’appello sulla durata della pena accessoria.

Tutti dubbi legittimi e possibili di approfondimento, certo. Resta però una domanda che li fa apparire tutti nettamente strumentali e che fa diventare la Giunta del Senato un quarto, e quindi inesistente, grado di giudizio. Perché nessuno ci ha pensato prima della condanna di Berlusconi? Se i dubbi di incostituzionalità erano così evidenti perché lo stesso Alfano ha firmato la legge e tutto il Pdl l’ha votata? Perché lo stesso Presidente della Repubblica non ha notato niente di strano? A questa domanda, per ora, nessuno ha risposto. Sarebbe interessante qualcuno lo facesse prima della discussione in giunta al Senato.

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