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Politica

LARA COMI AD AFFARI: E' BERLUSCONI IL CANDIDATO DEL PPE, NON MONTI

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

"Quello che ha detto Daul non è vero. Berlusconi è il candidato del Ppe, non Monti. Lui stesso ha detto che non vuole appartenere a nessun partito". Lara Comi (in foto), coordinatrice dei giovani deputati del Partito Popolare Europeo, con una intervista ad Affaritaliani.it respinge le accuse di antieuropeismo: "Come hanno detto Barroso, Juncker o Monti anche noi diciamo che serve più Europa, ma dobbiamo costruire una vera Europa". E sull'ipotesi di Draghi al Colle: "La persona che nell'ultimo anno ha dato una vera svolta al Paese e lo ha salvato è Draghi".

lara comi

Il capogruppo degli europarlamentari del Ppe, Joseph Daul, oggi ha dichiarato che "il candidato premier del Ppe in Italia è il signor Monti". Lei che è un eurodeputato del Pdl e che nel Ppe ha un ruolo di primo piano concorda con queste affermazioni?
"Quello che ha detto Daul non è assolutamente vero. Monti non è il candidato del Ppe. Lui stesso ha detto che non vuole appartenere a nessun partito e che non ha né una collocazione di centrodestra né di centrosinistra. E poi Ichino non mi sembra un esponente del Pdl e quindi del Ppe. Questo dimostra che la compagine di Monti passa  dalla sinistra alla destra, passando per il centro. Non può essere classificata a livello europeo".

Il candidato del Ppe è Silvio Berlusconi?
"Certamente sì, e questo lo dimostra il fatto che il Pdl è la maggior delegazione nel Ppe. Abbiamo perso due colleghi: Gabriele Albertini e Mario Mauro che hanno deciso di intraprendere una carriera nazionale. Noi invece continuiamo a lavorare qui in Europa e il fatto che abbiamo un atteggiamento criticamente costruttivo non è negativo. Come hanno detto Barroso, Junker o Monti anche noi diciamo che serve più Europa, ma dobbiamo costruire una vera Europa. Questo non è antieuropeismo, io sono fortemente europeista e infatti sono stata eletta come miglior parlamentare del mercato unico, che è la base dell'armonizzazione del sistema europeo".

Ogni giorno lei lavora con i colleghi europei. Il ritorno di Berlusconi come è stato visto?
"Nessuno ha avuto delle difficoltà ad accettarlo".

Oggi Martin Schulz ha detto che "Mario Monti ha contribuito enormemente a riportare la fiducia internazionale in Italia. Era indispensabile, e nemmeno troppo difficile, dopo quello che aveva lasciato il suo predecessore". Che cosa ne pensa?
"La credibilità italiana la si costruisce con il tempo. Se l'Italia in Europa non ha un carisma forte, come la Germania, non è per colpa di un solo governo, ma anche per quelli passati, spesso di centrosinistra. Noi dobbiamo impegnarci perché i cittadini italiani credano di più nell'Europa e che lo stesso governo, di qualunque colore, abbia una maggiore prospettiva europea".

Oggi Berlusconi ha lanciato Mario Draghi come Presidente della Repubblica. Che cosa ne pensa?
"La persona che nell'ultimo anno ha dato una vera svolta al Paese e lo ha salvato è Mario Draghi".
 

Dopo i duri attacchi del mese scorso, il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Joseph Daul non ha cambiato la sua idea, ma "non voglio, attaccando tutti i giorni il signor Berlusconi, far si' che lui mi possa attaccare e parlare dell'orribile Europa, dell'orribile Merkel, degli orribili francesi". Facendo questo, ha aggiunto, "porterei 2 o 3 punti percentuali in piu' al populismo".

Daul ha ribadito la sua "lotta contro i populismi", sottolineando che "le dichiarazioni che ho fatto sull'Italia non sono mai state fatte per caso - ha detto Daul - e continuo a seguire la stessa opzione". Ma "nonostante cio', a questo punto non ci dobbiamo immischiare nella campagna elettorale di un paese democratico: come negli altri paesi, seguiamo quello che sta succedendo: e' il popolo che si deve pronunciare e prenderemo dopo eventuali decisioni". Nello scorso dicembre, Daul aveva definito "un grave errore" la scelta del Pdl di Berlusconi di far cadere il governo Monti, e al premier uscente, invitato al vertice dei leader del Ppe, era stato informalmente chiesto di candidarsi.

Il candidato premier del Ppe in Italia "e' il signor Monti" anche se "come sempre in Italia, la situazione e' molto complicata e ci sono anche Udc e Pdl: tutti e tre i partiti fanno parte del Ppe". Lo ha detto il capogruppo degli europarlamentari Ppe, Joseph Daul, parlando della situazione politica italiana. Daul ha ribadito il suo "rispetto del cittadino e dell'elettore: la democrazia funziona bene in Italia".

RONZULLI - "Quello che ha fatto oggi Daul e' uno sgambetto intollerabile". Lo afferma l'eurodeputata PDL-PPE Licia Ronzulli. "Prima dice di non voler interferire con la campagna elettorale italiana poi si presta a ruolo di ventriloquo di altri definendo ancora una volta il presidente Berlusconi un anti-europeista. Auspico che Joseph Daul eviti da oggi ogni ulteriore commento sul Pdl e sul leader della coalizione di centrodestra. Soprattutto mi auguro che la smetta di arrogarsi il diritto di indicare quale sia il presunto candidato ufficiale del Ppe, dando per giunta false informazioni come e' accaduto oggi. Invito inoltre Daul a comportarsi nel rispetto che impone il suo ruolo di capogruppo del Ppe al Parlamento europeo e dunque di rappresentante i tanti eurodeputati del Popolo della Liberta'. Le parole di oggi sono indegne dell'incarico che ricopre".

PALLONE - "A che titolo parla il signor Daul? Certo non a nome del gruppo del quale il sottoscritto e tanti altri fanno parte. E tantomeno del gruppo del Ppe. Le questioni che solleva rientrano in un dibattito tutto italiano e soprattutto interno al partito. Peraltro, quand'anche fosse un intervento di carattere personale, forse sarebbe piu' elegante lasciare che la campagna elettorale italiana si svolgesse senza intromissioni mediate da altri". Lo riferisce con una nota Alfredo Pallone, europarlamentare e portavoce del Pdl nel Ppe.

"Dunque - prosegue Pallone - il fatto che voglia rendere noto il suo apprezzamento per Monti, che peraltro non e' un iscritto e tantomeno un componente del Ppe, e' solo un modo inappropriato per entrare a piedi uniti su questioni di partito che non lo riguardano. Il presidente Berlusconi, il sottoscritto e moltissimi altri sono europeisti convinti e fino a quando ci sara' una democrazia riconosciuta non credo possano essere tollerati e avallati comportamenti che si traducono solo in attacchi personali come ha voluto fare Daul. Lo invito quindi a piu' miti atteggiamenti e ad adottare l'intramontabile savoir faire francese di cui non mi sembra particolarmente dotato".

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