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Angelino Alfano contro Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, avverte il leader del Nuovo centrodestra, "vuole prendersi la sedia di Letta" e cerca di far "fibrillare il governo", ma non deve tirare troppo la corda. Il vicepremier propone un patto per il 2014 per poi tornare alle urne nel 2015. E lancia un monito al probabile futuro segretario del Pd: "Non abbiamo paura di andare a votare anche prima. Decida lui se assumersi la responsabilità di far cadere il presidente del consiglio del suo partito".

Il ragionamento è che Renzi attacchi Alfano per attaccare in realtà Letta. "Certo, è un modo per far fibrillare il governo. Tra una settimana però ci sarà il nuovo segretario del Pd e finalmente avranno altro cui pensare - dice Alfano - Da mesi il go- verno è condizionato dal loro scontro interno. Magari adesso riusciranno a pensare anche ai problemi del Paese".

Alfano assicura di non aver paura di andare alle urne. E anche di non temere la vendetta di Berlusconi. "Perché dovrei? Siamo decisivi per il futuro del centrodestra", afferma.

Il "contratto di governo" proposto, Italia 2014, "deve durare un anno e deve contenere alcune questioni ineludibili. Senza le quali non firmeremo il contratto". Poi nel 2015 si andrà al voto. Il rimpasto? "Non è un tema che ci appassiona. Valuteremo tutti insieme. Ma è prioritario l'interesse del Paese".

Ora, secondo il vicepremier, si può fare anche la riforma della giustizia, "se il Pd sarà leale". Perchè "avevano sempre la scusa di Berlusconi. Ora non hanno alibi su abuso della custodia cautelare, certezza della pena, equilibrio tra uso delle intercet- tazioni e tutela della privacy". Per la separazione delle carriere, invece, "temo che dovremo aspettare di vincere le elezioni", aggiunge.

Alfano dribbla la domanda sulla possibilità che Berlusconi sia candidato premier. "Non strattoniamo il presidente Berlu- sconi in un momento così delicato", dice. Nessuna risposta anche su una sua eventuale candidatura. "È una discussione prematura. Anche perché noi ci batteremo per le primarie".

LA RISPOSTA - "Non ce l'ho con Angelino Alfano. Lui dice che noi tiriamo la corda? Non e' cosi'. Noi non stiamo tirando la corda ma l'Italia stia tirando la cinghia". Lo ha detto a Trieste Matteo Renzi. "Il Pd va alle primarie, sono a erte, e dopo l'8 dicembre fara' le cose annunciate e in particolare dovra' fare dell'Europa il luogo dei nostri sogni e non dei nostri incubi. Se Alfano vuole fare queste cose noi siamo disposti a farle se vuole fare polemica noi non siamo disposti a farla".

 

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