A- A+
Politica

Di Antonino D'Anna

Ernesto Preziosi ha le idee chiare: il balzo in avanti della Gerarchia per l'Agenda Monti e il fallimento di Todi3 lo hanno lasciato perplesso: “Temo si tratti di una falsa partenza, che cioè il modo esclusivo e non inclusivo in cui ci si è mossi abbia bruciato la possibilità di tentare un soggetto politico fuori dai vecchi contenitori, nuovo e potenzialmente unitivo anche di tanti credenti che oggi si trovano stretti nelle rispettive case”. Il dirigente dell'Istituto Toniolo di Studi Superiori, la “cassaforte della Cattolica”, un passato in Azione Cattolica e scelto da Pierluigi Bersani insieme a Emma Fattorini, Edo Patriarca e Flavia Nardelli Piccoli per essere candidato nelle liste elettorali del Partito Democratico, parla con Affaritaliani.it e commenta la situazione attuale dei cattolici in politica. Che non hanno innanzi a loro un ghetto, ma “Uno spazio immenso, lo stesso che si apre davanti agli uomini di buona volontà”. E sullo spazio per i cattolici del PD dice: “Certo, c'è il rischio di essere una minoranza non tanto per la forza delle idee che provengono da un altro percorso, quanto per la consistenza dell'apparato organizzativo” Ma: “La sfida quindi di una presenza significativa dentro questo contenitore sta ne proseguire il lavoro per realizzare il progetto iniziale. In questo senso non si tratta di rivendicare una quota ma di verificare se, con un contributo qualificato, di progetti e di persone, c'è la possibilità di dare un contributo significativo”. Con una premessa: “Se ciò non fosse possibile si dovrebbe ripensare questa presenza”.

Perché ha scelto di "scendere" o "salire" (veda lei) in politica?
“La parola servizio capisco possa essere inflazionata. Ma le cose stanno così: in tanti anni trascorsi in Azione Cattolica a fare formazione e in università a promuovere cultura, mi hanno portato a dare una disponibilità che riguarda un periodo circoscritto della vita. Quasi a sperimentare e le cose dette e studiate”.

Che spazio c'è per i cattolici in politica?
“Uno spazio immenso, lo stesso che si apre davanti agli uomini di buona volontà. Da credenti abbiamo la necessità di portare il nostro mattone per costruire la casa comune: è un mattone fra tanti e proprio per questo deve essere di qualità e a prova di... testimonianza. La crisi in cui siamo immersi sollecita una volta in più il senso di responsabilità e la carità politica”.

Nel PD i cattolici rischiano di essere una pattuglia, o hanno un ruolo determinante?
“Certo, c'è il rischio di essere una minoranza non tanto per la forza delle idee che provengono da un altro percorso, quanto per la consistenza dell'apparato organizzativo. La sfida quindi di una presenza significativa dentro questo contenitore sta ne proseguire il lavoro per realizzare il progetto iniziale. In questo senso non si tratta di rivendicare una quota ma di verificare se, con un contributo qualificato, di progetti e di persone, c'è la possibilità di dare un contributo significativo. Se ciò non fosse possibile si dovrebbe ripensare questa presenza”.

E i cattolici adulti? Esistono ancora?
“Ritengo che, al di là da interpretazioni polemiche sia possibile parlare non solo di cattolici adulti ma anche di Chiesa adulta (lo fa d esempio il vescovo di Treviso in un bella lettera pastorale). Basta intendersi: tutti coloro che si sentono in cammino e sono in crescita, non possono che puntare a diventare adulti, nel nostro caso, cioè ad avere la maturità della fede, la responsabilità tipica degli adulti e così via. Sapendo naturalmente far tesoro di due piccole verità contenute nella nostra fede: nessuno deve mai sentirsi arrivato e tutti siamo chiamati a diventare... come bambini”.

Salta Todi3, l'Agenda Monti forse non è quel partito cattolico che ha meritato un forte endorsement da parte della Chiesa. Chi ha sbagliato: il ministro Riccardi, Mario Monti o la Gerarchia cattolica?
“Non debbo dare pagelle e ora aspettiamo il risultato elettorale. Temo però che si tratti di una falsa partenza, che cioè il modo esclusivo e non inclusivo in cui ci si è mossi abbia bruciato la possibilità di tentare un soggetto politico fuori dai vecchi contenitori, nuovo e potenzialmente unitivo anche di tanti credenti che oggi si trovano stretti nelle rispettive case”.

I cattolici devono continuare a essere trasversali in politica, o sente il bisogno di una nuova DC?
“Penso che il quadro in cui ci troviamo ad operare sia ormai un quadro di pluralismo possibile e legittimo. Penso anche che come non era un dogma l'unità politica non debba essere un dogma la diaspora. In sostanza la possibilità di un soggetto che unisca un largo numero di credenti e per contribuire, nelle debite alleanze a guidare il paese, è legato alle condizioni storiche. Vi è un discernimento che va operato”.

Lei ha appena pubblicato un libro su Giuseppe Toniolo, l'economista di Dio. Oltre al rigore, che cosa serve alla politica economica del nostro paese?
“Una visione solidale, un'economia sociale, così come si esprimeva Toniolo, capace di andare incontro alle esigenze di una popolazione più povera e di garantire lo sviluppo armonico. Le applicazioni saranno diverse nei diversi momenti storici. Oggi mi apre sia necessario temperare, con la sensibilità sociale che il cattolicesimo ha in sé ed è chiamato a riscoprire le conseguenze della crisi globalizzata e delle derive liberaliste”.

Se fosse eletto, quale sarebbe la sua prima proposta di legge?
“Ci penserò a suo tempo. E cercherò di non farlo da solo, di favorire cioè una intensa collaborazione con amici che hanno in comune con me una storia e una sensibilità. Certo sono tanti i temi che da cristiano mi stanno a cuore: dall'importanza del lavoro, da assicurare a ciascuno per la sua dignità di vita oltre che per i suoi bisogni, uan visione europea e internazionale (chissà perché nessuno parla di politica estera), o per citare un tema particolare, le carceri e l'emergenza che da tempo attraversano”.

Bersani, non credente, ha citato Papa Roncalli e ha ottimi rapporti con CL. Matteo Renzi, di origini democristiane, è stato più tiepido in tema di religione. Chi è più cattolico?
“E' un segno della stagione che stiamo vivendo. Già il Concilio ci ha invitati a non vedere il mondo, gli altri come ostili. Il mondo è opera della creazione di Dio, vi opera il male come è presente lo Spirito. Ritengo che i credenti ancorati a una fede viva, praticata, non di facciata, debbano alla luce del vangelo collaborare con tutti per costruire un mondo più giusto e per portare la realtà terrena verso il Signore. Chi fa politica da cattolico, non solo fa bene alla politica, ma apre anche nuove strade all'evangelizzazione”

Tags:
pdpreziosimontichiesa

i più visti

casa, immobiliare
motori
Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio

Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.